D07-12. Offerte Consacrate a Dio

Nei tempi antichi ai figli d’Israele fu richiesto di celebrare tre feste annuali: la Pasqua , la Festa dei Tabernacoli, la Festa delle Settimane. Il Signore diede istruzioni affinché in tali occasioni i doni e le offerte fossero consacrate a Lui e nessuno Gli si presentasse dinanzi a mani vuote. Ma ai nostri giorni si è imposta una specie di moda che consiste nell’osservare queste occasioni di festa in modo tale da allontanare la mente da Dio piuttosto che portare gloria al suo nome.  Quelli che Dio ha benedetto dando loro prosperità dovrebbero riconoscere il Donatore, e riflettere sul fatto che dove molto è dato, molto deve essere richiesto.

 

Le nostre vacanze hanno perso di vista il loro vero proposito. Gli uni gli altri si sono colmati di regali, e la lode che doveva essere rivolta a Dio, al quale tutto appartiene, è diretta invece ai miseri mortali.

Le nostre case di adorazione in Oakland e a Battle Creek sono sotto il peso dei debiti. Il tabernacolo della Decima  appartiene a tutti e tutti dovremmo avere un interesse particolare per esso.

Per accogliere gli studenti nel College, i pazienti nel sanitario, i lavoratori negli uffici e il gran numero di adoratori che vengono costantemente dall’estero, la costruzione di una casa di adorazione spaziosa era una concreta necessità. Grandi responsabilità sono poste dinanzi ai fratelli di Battle Creek, come anche su coloro le cui braccia dovrebbero stendersi per sostenere questi interessi che sono al centro dell’opera del Signore.  In tutto il resto del mondo non esiste un campo di battaglia per la verità e la riforma simile a questo: qui sono in ballo grandi interessi.  La Scuola del Sabato e i College educano i giovani e determinano il destino futuro delle anime.  C’è qui una necessità costante di individuare strategie e risorse per l’avanzamento della verità e per la conversione delle anime. Il nostro popolo non è abbastanza vigile per far fronte alle richieste imposte dai tempi. La voce della Provvidenza fa appello a tutti quelli che hanno nei loro cuori amore per Dio, affinché si levino pronti di fronte a questa grande emergenza. Non c’è mai stato un tempo in cui come oggi fossero in questione fatti così decisivi.  Non c’è mai stato un periodo in cui sia stato richiesto al popolo che osserva i comandamenti di Dio l’espressione di altrettanta energia e di un più grande sacrificio personale.

D07-11. Seguite l’Esempio di Cristo

Nei prossimi giorni di festa, facciamo in modo di rappresentare Cristo imitandone l’esempio che consisteva nell’attendere a fare del bene. E’ impossibile godere dell’approvazione divina se si vive solo per se stessi. Come Cristiani che professano una fede vivente nella prossima venuta del Figlio dell’uomo, che osservano tutti i comandamenti di Dio, facciamo degli sforzi sinceri per accostarci a Dio per mezzo di Gesù Cristo e stabiliamo un patto con lui per mezzo del sacrificio. Nei nostri principi di condotta dobbiamo elevarci al di sopra delle usanze e delle mode del mondo.  Cristo è venuto nel nostro mondo per innalzare le menti degli uomini fino al livello divino, e per metterle in un rapporto di simpatia con la mente di Dio.

Poiché ogni benedizione di cui godiamo ci è trasmessa grazie alla condiscendenza, all’umiliazione e al sacrificio di Gesù Cristo, dovremmo restituirgli i nostri doni migliori, soprattutto non negando l’offerta di noi stessi. Il sacrificio infinito che Cristo ha fatto per liberarci dalla colpa e dal dolore del peccato dovrebbe produrre in ogni cuore uno spirito di gratitudine e di abnegazione che non è manifestato dal mondo. Il dono che Dio ha fatto di Cristo all’uomo ha riempito tutto il cielo di stupore e ha ispirato, alla sua nascita, il canto angelico: “ Gloria a Dio nei cieli altissimi, e pace in terra agli uomini di buona volontà.”

Il giorno di Natale, ricordo prezioso del sacrificio fatto a favore dell’uomo, non dovrebbe essere dedicato alla ghiottoneria e all’indulgenza verso se stessi,  tanto da esaltare la creatura al di sopra del Creatore.  Noi che siamo partecipi di questa grande salvezza,mostriamo una qualche forma di apprezzamento di questo dono restituendo a Dio le nostre offerte di gratitudine.

In queste occasioni, se indulgessimo meno in festeggiamenti e baldoria , e invece le trasformassimo in strumenti per far del bene all’umanità, incontreremmo meglio la mente di Dio. E’ un piacere e una soddisfazione scambiare doni con i nostri amici, ma non ci sono oggetti più nobili e gloriosi per i quali offrire le nostre risorse , facendo del bene e illuminando il sentiero degli altri ?Molti non possiedono libri e pubblicazioni sulla verità presente: ecco qui un vasto settore in cui il denaro può essere investito in modo sicuro. C’è un gran numero di piccoli che dovrebbero essere provvisti di letteratura: The Sunshine Series, Golden Grain Series, Poem, Sabbath Readings,* ect. sono tutti dei libri preziosi e possono essere introdotti senza alcun pericolo in ogni famiglia.  Le piccole somme di denaro che abitualmente sono spese in dolciumi e in giocattoli inutili possono essere messe da parte per comprare questi volumi.

[*Nota: in questo articolo si fa riferimento a pubblicazioni di uso corrente allora e a progetti di costruzione. Poiché i principi espressi in relazione a questi sono applicabili anche oggi, i riferimenti specifici vengono mantenuti invariati nell’articolo che viene così riprodotto.]

I bambini necessitano di letture appropriate che produrranno divertimento e ricreazione e non corromperanno la mente o affaticheranno il corpo. Se verrà loro insegnato ad amare gli scritti romanzeschi e i racconti fantastici, i libri di carattere istruttivo e la saggistica diverranno sgradevoli per loro. La maggior parte dei bambini e dei giovani possederanno della letteratura che, se non è selezionata appropriatamente per loro, essi selezioneranno da soli.  Possono trovare ovunque delle letture scadenti che presto impareranno ad apprezzare. Ma se vengono loro fornite delle buone letture, allora coltiveranno un gusto in tal senso.

 

Degli sforzi particolari dovrebbero essere compiuti per escludere dalle nostre case quel tipo di letteratura che non può avere alcun effetto benefico sui nostri bambini.  Molti volti sono stata rattristata nel trovare sui tavoli o nelle librerie degli osservatori del Sabato pubblicazioni e libri pieni di storie romanzesche che i loro figli leggevano avidamente.

 

Ci sono persone che pur dichiarandosi fratelli non acquistano la Review, Signs, Instructor o Good Health ( si tratta di pubblicazioni periodiche della Chiesa Avventista contemporanea), ma che prendono una o più pubblicazioni secolari.  I loro bambini sono molti interessati nella lettura di racconti fantastici e di storie d’amore che possono trovare su tali giornali e che il loro padre può permettersi di pagare, mentre afferma di non potersi permettere di pagare i nostri periodici e le pubblicazioni sulla verità presente.  In tal modo i genitori educano il gusto dei loro figli a divorare avidamente le storie malsane, sensazionali che si trovano nelle rubriche dei quotidiani. Questo genere di lettura è dannoso; esso lascia una macchia nell’anima e incoraggia l’amore per una letteratura di poco valore che abbasserà gli standard morali e rovinerà la mente.

 

I genitori dovrebbero proteggere i loro bambini e insegnare loro a coltivare un’immaginazione pura e a fuggire, come se si trattasse della lebbra, le illustrazioni sentimentali che sono presentate nei quotidiani.  Sui vostri tavoli e nelle vostre librerie si trovino piuttosto pubblicazioni su argomenti di carattere morale e religioso, in modo che i vostri bambini possano coltivare un gusto per una lettura di valore. Quanti vogliano fare dei regali di valore ai loro figli e ai loro nipoti, procurino per loro i libri menzionati sopra.  Per i giovani la Vita di Joseph Bates( Life of Joseph Bates)  è un tesoro,  come anche i tre volumi dello Spirito di Profezia ( Spirito of Prophecy).  Questi libri dovrebbero essere collocati in ogni famiglia di questo paese.  Dio sta diffondendo la sua luce dal cielo e non una sola famiglia dovrebbe esserne priva.  I regali che farete siano tali da diffondere raggi di luce sul sentiero che conduce ai luoghi celesti.

D07-10. Le Vacanze

Ci avviciniamo rapidamente alla stagione delle vacanze, e molte persone coscienziose si interrogano su quale atteggiamento possano adottare che sia gradito agli occhi di Dio. Il mondo trascorre le vacanze nella frivolezza e nella stravaganza, nella ghiottoneria e nell’ostentazione. In quest’ epoca prevale l’abitudine di fare  e ricevere regali.  E non è di piccolo peso per la nostra mente sapere come distribuire questi doni tra gli amici in modo che nessuno si senta trascurato. E’ un fatto che molta invidia e gelosia siano spesso suscitate da quest’usanza di fare dei regali.

Migliaia di dollari saranno peggio che buttati al vento in occasione del prossimo Natale e del Nuovo Anno per dei piaceri inutili.  Ma è nostro privilegio prendere la distanza dalle usanze e le abitudini di quest’epoca degenerata, e invece di spendere le nostre risorse per il puro soddisfacimento del desiderio, o per inutili ornamenti o articoli di abbigliamento, possiamo fare delle vacanze che si avvicinano un’occasione nella quale onorare e glorificare Dio.

Noi consigliamo tutti i nostri fratelli e sorelle di compiere una risoluta riforma in relazione a questi giorni di festa. Quanti apprezzano il dono del caro Figlio di Dio al fine di salvarli dalla distruzione, hanno ora un’opportunità favorevole per dare prova tangibile della loro gratitudine restituendo a Dio le proprie offerte di ringraziamento. Gli anziani e i giovani mettano da parte i loro modesti contributi come offerte consacrate a Dio. Se daremo per la causa del nostro Redentore la metà di quanto abbiamo speso per i nostri amici, faremo un gran bene e riceveremo una benedizione in cambio.

D07-09. La Ricompensa dell’Abnegazione

Non accoglierà Dio le offerte che gli sono così dedicate? Non benedirà quei piccoli che porteranno al Maestro un’offerta personale? Certamente!  Non si tratta forse di una preziosa opportunità per educare i vostri bambini nell’opera di abnegazione per amore di Gesù? Raccontate ai bambini del vasto campo missionario e parlate loro dell’amore di Cristo, del grande sacrificio che ha compiuto perché ci ha amato e ha voluto che avessimo una dimora con Lui nel suo regno.  E’ venuto nel nostro mondo per benedirlo con la sua divina presenza, per portare pace, e luce e gioia.   Se il mondo non l’ ha accolto e ha messo a morte il Principe della Vita, tuttavia la sua morte doveva  avvicinare i tesori del cielo a tutti coloro che avrebbero creduto in Gesù.

Fate in modo che questo soggetto glorioso sia chiaro per i vostri bambini e, quando i loro cuori saranno riempiti dall’amore per Dio, essi presentino le loro piccole offerte in maniera che possano dare il loro contributo per far pervenire agli altri la luce preziosa della verità.  In questo modo i bambini possono diventare dei piccoli missionari al servizio del Maestro. Le loro piccole offerte, che si riversano nel tesoro come molti minuscoli ruscelli, possano gonfiare il torrente fino a farlo diventare un fiume che ristorerà molte anime assetate della verità divina; e perfino questi bambini  potranno vedere nel Regno di Dio alcune anime salvate come risultato della loro abnegazione. Review and Herald Extra, 11 Dicembre, 1888.

D07-08. Distratti da ciò che conta

I nostri bambini sono stati educati ad aspettarsi dei regali da parte di genitori e amici per Natale. Ma il Natale è celebrato per commemorare la nascita di Cristo.  Se lo celebriamo solo nel tentativo di arrecare piacere ai nostri bambini e gli uni agli altri, le nostre offerte sono distolte da ciò che conta. Dovremmo portare le nostre offerte di ringraziamento al Signore, deponendo i nostri doni ai piedi di Colui che ci ha aperto i tesori del cielo.

Il nemico organizza i suoi piani in modo che le menti e i cuori degli uomini siano distolti da Dio e dalla sua causa, e li dirige verso lo scopo di compiacerci e onorarci a vicenda.  Dio è stato messo fuori causa e di fatto disonorato.  Il Natale è stato trasformato in un giorno di intrattenimento, di ghiottoneria, di appagamento egoistico.

Ora, ogni famiglia prenda in considerazione questo argomento in tutte le sue conseguenze. I genitori presentino ai loro figli e ai loro amici il suo meraviglioso significato, e dicano: “ Quest’anno noi non spenderemo denaro in regali per noi stessi, ma onoreremo e glorificheremo Dio. Gli testimonieremo la nostra gratitudine per aver dato alla morte suo figlio come sacrificio per noi, affinché noi ricevessimo il dono della vita eterna.”

Dimostriamo il nostro apprezzamento per questo dono, e rispondiamo per quanto ci è possibile con offerte di ringraziamento.  Celebriamo il Natale ricordando Dio, invece di ricordare i nostri amici e parenti con doni di cui non hanno bisogno.

D07-07. Doni per le Vacanze

Il periodo delle vacanze si avvicina rapidamente e porta con sé l’usanza dello scambio reciproco di doni: giovani e vecchi dirigono tutta la loro attenzione  a quello che possono dedicare ai loro amici come segno di un ricordo colmo di affetto.  E’ piacevole ricevere doni, anche se piccoli, da parte di coloro che amiamo. Ci danno la sicurezza di non essere dimenticati e sembrano legarci a loro in modo un po’ più stretto.

Fratelli e sorelle, nell’atto di progettare i vostri doni reciproci, vorrei ricordarvi il vostro Padre celeste, perché non siate negligenti alle sue richieste. Non sarà contento se mostriamo di non averlo dimenticato? Gesù, il Principe della vita, ha dato tutto per porre la salvezza alla nostra portata. Ha sofferto fino alla morte, per poterci donare la vita eterna.

E’ per mezzo di Gesù Cristo che riceviamo ogni benedizione…E il nostro Benefattore celeste non dovrebbe condividere i segni della nostra gratitudine e del nostro amore?  Venite, fratelli e sorelle, venite con i vostri bambini, anche i più piccoli che ancora portate in braccio, e portate le vostre offerte a Dio secondo le vostre possibilità.  Intonate un canto per lui nei vostri cuori, e la sua lode sia sulle vostre labbra. Rallegriamoci perché il nostro Salvatore vive per intercedere per noi alla presenza di Geova. Come popolo abbiamo apostatato da Dio; torniamo a lui e lui tornerà a noi e sanerà tutte le nostre trasgressioni. In occasione del prossimo Natale e delle festività del nuovo anno non limitiamoci a fare un’offerta a Dio secondo le nostre possibilità, ma offriamo a Lui noi stessi senza riserve, come un sacrificio vivente…

Se insisto in primo luogo sul dovere di portare a Dio le nostre offerte, non voglio condannare del tutto la pratica di fare ai nostri amici regali di Natale e per le feste del Nuovo Anno.  E’ giusto scambiarci vicendevolmente segni tangibili di amore e di ricordo, purché, nel far questo, non dimentichiamo Dio, il nostro migliore amico.  Dovremmo fare dei regali che si dimostrino un vero beneficio per chi li riceve. Raccomanderei per esempio dei libri che possano essere un aiuto per la comprensione della Parola di Dio, o che aumentino il nostro amore per i suoi comandamenti.   Fornite loro qualcosa da leggere durante queste lunghe sere invernali…

Abbiamo bisogno di pensare più a Dio e meno a noi stessi.  Se solo pensassimo a lui tutte le volte che abbiamo la prova della sua sollecitudine per noi,  lo terremmo sempre nei nostri pensieri, e ci rallegreremmo di parlare di lui e di lodarlo. Noi parliamo di cose terrene perché suscitano il nostro interesse; parliamo dei nostri amici perché li amiamo; le nostre gioie e i nostri dolori dipendono strettamente da loro.  Ma abbiamo una ragione per amare Dio infinitamente più grande di quella che abbiamo per amare i nostri amici terreni; riceviamo più da lui che da ogni altro amico, per cui sarebbe la cosa più naturale del mondo porre al primo posto Dio nei nostri pensieri, parlare della sua bontà, raccontare la sua potenza, e rispondere al suo amore  con doni e offerte volontarie per la sua causa.  Review and Herald, 26 dicembre, 1882.

D07-06. Volgete la vostra attenzione verso il cielo

Gli svariati allettamenti offerti dalla società sono stati la rovina di migliaia di persone che, se non fosse stato per questi stratagemmi satanici, avrebbero potuto essere servitori del Dio vivente. Ci sono esempi ogni dove di caratteri rovinati da piaceri dorati e alla moda e, quest’opera continua tuttora. Migliaia di persone ancora andranno incontro a un disastro personale per non aver aperto gli occhi per vedere e comprendere che, anche se sono dei Cristiani dichiarati, in realtà sono amanti del piacere più che di Dio…. Ora, fratelli, per Natale, mettiamo un impegno particolare per presentarci davanti al Signore con doni e offerte gradite, in risposta al dono di Gesù Cristo come Redentore del mondo. Nulla in questo tempo sia speso inutilmente, ma ogni centesimo che possa essere risparmiato sia reso disponibile perché porti frutto. Satana si è comportato a modo suo sfruttando queste occasioni per il proprio vantaggio.  Ma ora volgiamo la nostra rotta verso il cielo invece che verso la terra. Dimostriamo con le nostre offerte che apprezziamo l’atto di rinuncia e di sacrificio compiuto da Cristo in nostro favore. Dio sia richiamato alla memoria da ogni figlio e da ogni genitore; e le offerte, piccole o grandi che siano, siano portate nei magazzini di Dio. Voi che avete delle proprietà, che avete avuto l’abitudine di fare dei doni ai vostri parenti e amici fino al momento che vi siete trovati perplessi su cosa inventare di nuovo e interessante per loro, cercate di mettere alla prova la vostra ingegnosità, come anche la vostra influenza, per vedere quante ricchezze potete raccogliere per far crescere l’opera del Signore.  La vostra bravura e le vostre capacità siano usate per fare del prossimo Natale una festa di grande importanza mostrando la vostra gratitudine al Dio dei cieli con offerte spontanee e riconoscenti.  Non attenetevi più alle usanze del mondo. Introducete in questo un cambiamento deciso e constatate se questo Natale non possa mostrarvi migliaia di dollari  che si riversano nel tesoro divino, in modo che il magazzino di Dio non possa mai essere vuoto.

Può essere che non siate ricompensati sulla terra, ma lo sarete nella vita futura e abbondantemente. Quelli che per molto tempo hanno fatto piani per se stessi inizino ora a farli per la causa di Dio e certo il vostro discernimento aumenterà.  La vostra coscienza sia illuminata,e  l’amore di Cristo e della verità prenda il posto dei pensieri idolatri e dell’amore di sé. Non vi leverete, cari fratelli e sorelle Cristiani , e non assumerete il vostro dovere nel timore del Signore, gestendo questa circostanza  in modo tale che non risulti vuota e priva d’interesse, ma piena di piacere innocente che porterà il sigillo del Cielo?  So che i più poveri risponderanno a questi suggerimenti. Ma anche i più ricchi dovrebbero  dimostrare interesse e  concedere i loro doni e le loro offerte in proporzione ai beni che Dio ha loro confidato. Questo sia registrato nei libri celesti come un Natale senza precedenti, a motivo dei doni che saranno dati per il sostegno dell’opera di Dio e per l’edificazione del suo regno.   Review and Herald, 9 Dicembre,1884. ( Una parte è tratta da Adventist Home, pp.477-483; trad. italiana La Famiglia Cristiana, pagg.194-196).

D07-05. Regali di Natale

Ogni anno vengono spesi inutilmente,per lo scambio dei doni, migliaia di dollari. Questo significa che sono persi per Dio, persi per la sua causa. Solleticano la vanità, incoraggiano l’orgoglio, producono ogni tipo d’ insoddisfazione, di protesta e di lamentele, perché forse non erano esattamente quelli desiderati, né del valore voluto o che ci si aspettava.

Il Natale non è osservato come il suo nome richiede. L’uomo ha dimenticato Dio in quasi tutte le circostanze e ha rivolto la sua attenzione all’io. Ha abbandonato le sorgenti pure di acqua viva che sgorgano dal trono di Dio e si è costruito delle cisterne rotte che non possono trattenere l’acqua. Dio ha dato all’uomo una prova in modo che potesse essere idoneo per il cielo. Egli doveva guardare in alto a Dio che avrebbe dovuto essere l’oggetto di adorazione della sua anima, invece il talento, l’abilità, e le capacità creative sono tutti esercitati per fare dell’io l’oggetto di attenzione più elevato. L’uomo ha allontanato il suo sguardo dalla Divinità, e ha fissato i suoi occhi sulle cose finite, terrene ,corruttibili.

Satana è impegnato in questa opera che consiste nel cacciare Dio fuori dai nostri pensieri sostituendovi il mondo e l’io, in modo che il nostro sguardo non sia più rivolto alla gloria di Dio. Satana imprigiona e intrappola la mente. La sua sapienza infernale si esercita continuamente nell’atto di plasmare e di foggiare il materiale con cui ha a che fare per rendere Dio l’oggetto meno importante e ultimo della nostra devozione.

D07-04. Un albero di Natale

In occasione del Natale, che verrà tra breve, i genitori non assumano la posizione che un sempreverde, collocato in chiesa per il piacere degli scolari della Scuola del Sabato, è un peccato, infatti può essere reso una grande benedizione. Tenete deste le loro menti con oggetti benefici. In nessun caso il puro divertimento dovrebbe essere l’oggetto di queste riunioni. Se alcuni trasformeranno queste occasioni in periodi di noncurante frivolezza , e allora le loro menti non riceveranno l’impronta divina, ad altri, caratterizzati da diversa mentalità,  questi periodi porteranno un gran beneficio.  Sono del tutto soddisfatta che degli innocenti sostituti possano essere ideati al posto di molte riunioni che sono fonte d’impoverimento morale.

Viene il Natale. Tutti voi abbiate la saggezza per farne un periodo prezioso. Che i membri più anziani della chiesa si uniscano, cuore e anima, con i loro figli in divertimenti e svaghi innocenti, nell’individuare la via e il modo di mostrare un rispetto vero per Gesù, portando a lui doni e offerte.

Che ciascuno ricordi le richieste divine perché la sua causa non può prosperare senza il vostro aiuto. I doni che in genere avete dedicato gli uni agli altri siano posti nel tesoro di Dio… In ogni chiesa le vostre piccole offerte siano poste sul vostro albero di Natale. Che il prezioso simbolo “sempreverde” suggerisca la santa opera di Dio e la sua benevolenza verso di noi; allora l’opera di un cuore amorevole sarà quella di salvare altre anime che sono nelle tenebre. Che le vostre azioni siano conformi alla vostra fede…

Ogni albero nel giardino di Satana è carico di frutti di vanità, orgoglio, autocompiacimento, di cattivi desideri, di eccessi: sono tutti frutti avvelenati, ma molto gratificanti per un cuore carnale.  Che le varie chiese offrano a Dio degli alberi di Natale e poi li adornino con frutti di carità e di gratitudine: offerte che provengono da cuori e mani ben disposti, frutti che Dio accetterà come un’espressione della nostra fede e del nostro grande amore per lui in risposta al dono del suo figlio, Gesù Cristo. Che il sempreverde sia carico di frutti, ricco, puro e santo, gradito a Dio.  Non trascorreremo dunque un Natale come questo, una festa che riceve l’approvazione di Dio?

D07-03. Sostituite dei piaceri innocenti a divertimenti peccaminosi

I giovani non possono diventare seri e composti come gli anziani,né i figli assennati come i padri. Mentre condannano i divertimenti immorali, come è necessario,  i genitori, gli insegnanti, e i tutori dei giovani offrano in cambio dei piaceri innocenti che non guastano né corrompono la morale. Non imprigionate i giovani in leggi rigide e in obbligazioni che li faranno sentire oppressi, portandoli a infrangerle e a gettarsi in sentieri di follia e distruzione. Con mano ferma, gentile e premurosa  mantenete le redini del comando, guidando e controllando le loro menti e i loro propositi, ma fatelo con gentilezza, con saggezza, con amore, in modo che vogliano ancora confidare nel fatto che voi perseguite il loro bene migliore.

Quanti genitori si lamentano di non riuscire a tenerli a casa, dicendo che i figli non hanno alcun amore per la famiglia. In un’età abbastanza precoce questi desiderano la compagnia di persone esterne e, non appena sono cresciuti abbastanza, fuggono da ciò che appare loro come un vincolo e una limitazione irragionevole. Così non vogliono ascoltare né le preghiere della madre né i consigli del padre. Basterà loro una ricerca più accurata per scoprire che il peccato non risparmia neppure i loro genitori. Questo avviene perché essi non hanno fatto della casa quello che dovrebbe essere: un luogo attraente, piacevole, rischiarato dalla luce di parole gentili, di sguardi gradevoli,e di vero amore.

Il segreto della salvezza dei vostri figli sta nel fare della casa un luogo amabile e attraente.  L’indulgenza dei genitori non vincolerà i figli né a Dio né alla famiglia, ma un’autorità ferma, ispirata dalla devozione religiosa e volta a formare e educare la mente, salverà molti figli dalla rovina.

D07-02. Glorificare Dio, non l’Uomo

Sul 25 di dicembre non è riposta alcuna santità divina; e non è piacevole per Dio che qualunque cosa riguardi la salvezza degli uomini, per mezzo del sacrificio infinito compiuto in loro favore, debba essere così tristemente sviata dal suo progetto manifesto.  Cristo dovrebbe esserne l’oggetto supremo,ma nel modo in cui Il Natale è stato osservato, la gloria è diretta da Lui all’uomo mortale, il cui carattere volto al peccato e imperfetto rese necessaria la Sua venuta nel nostro mondo.

Gesù, la Maestà dei luoghi celesti, il Sovrano regale dei luoghi altissimi, depose la sua regalità, lasciò il suo trono di gloria, il suo alto dominio e venne nel nostro mondo per portare l’aiuto divino all’uomo caduto, indebolito nelle sue capacità morali e corrotto dal peccato.  Rivestì di umanità la sua divinità per poter raggiungere le profondità del dolore e della miseria umana, per risollevare l’uomo caduto.  Prendendo su di sé la natura umana, sollevò l’umanità al livello del valore morale di Dio. Questi grandi temi sono quasi troppo alti, troppo profondi, troppo infiniti per la comprensione delle menti finite.

I genitori dovrebbero presentare questi pensieri ai loro figli e istruirli, passo dopo passo, precetto dopo precetto, sui loro doveri verso Dio, non sui loro doveri reciproci consistenti nell’onorarsi l’un l’altro per mezzo di doni e offerte. Dovrebbero esser loro insegnato che Gesù è il Redentore del mondo, l’oggetto dei loro pensieri, dei loro sforzi più diligenti; che la sua opera è il grande tema che dovrebbe impegnare la loro attenzione; che dovrebbero portare a lui i loro doni e le loro offerte.

Così fecero i savi e i pastori.

Poiché il 25 Dicembre è celebrato per commemorare la nascita di Cristo; e  ai bambini è stato insegnato, verbalmente e con l’esempio, che questo fu in verità un giorno di felicità e di gioia, sarà difficile passare questo periodo senza prestarci una certa attenzione. E questo può essere fatto in modo che serva a un buon proposito.

I più giovani devono essere oggetto di grande attenzione. A Natale non dovrebbero essere lasciati a loro stessi nella ricerca di divertimenti vani e che producono piacere a detrimento della loro spiritualità. I genitori possono controllare questa tendenza volgendo le menti e le offerte dei loro figli a Dio e alla sua causa, in vista della salvezza delle anime.

Il desiderio di divertimento, invece di essere soffocato e arbitrariamente represso, dovrebbe essere controllato e diretto per mezzo di un impegno diligente da parte dei genitori. Il loro desiderio di fare dei regali può essere diretto verso obiettivi puri e santi in modo che porti al bene dei nostri simili sostenendo la tesoreria della chiesa nella grande, stupenda opera per compiere la quale Cristo venne in questo mondo. L’abnegazione, il sacrificio di sé distinsero la sua azione. Che questo stesso spirito segni anche il comportamento di noi che professiamo di amare Gesù, perché in lui è il centro della nostra speranza e della vita eterna.

D07-01. Viene il Natale

“Viene il Natale”, è il ritornello che risuona in tutto il nostro mondo da Est a Ovest e da Nord a Sud. Per i giovani, per gli adulti in età matura e perfino per gli anziani è un periodo di gioia generale e di grande felicità. Ma cos’è il Natale per richiedere tanta attenzione?  Da secoli questo giorno è stato tenuto in grande considerazione.  E’ accettato sia da chi crede, che dai Cristiani, in tutto il mondo, come il giorno della nascita di Cristo. Ma quando il mondo nel suo insieme celebra questa ricorrenza , a Cristo non viene tributato alcun onore: la gente rifiuta di riconoscerlo come proprio Salvatore, di onorarlo con un’ubbidienza volontaria al suo servizio.  Accorda la sua preferenza al giorno, ma nessuna a colui per il quale il giorno è celebrato, Gesù Cristo.

Si suppone che il 25 dicembre sia il giorno della nascita di Gesù Cristo, e la sua osservanza è divenuta abituale e popolare, tuttavia non c’è alcuna certezza che stiamo osservando il vero giorno di nascita del Salvatore. La storia non ce ne dà alcuna conferma e la Bibbia non ne stabilisce il tempo con precisione.  Se il Signore avesse ritenuto questa conoscenza essenziale per la salvezza, ne avrebbe parlato per mezzo dei suoi profeti e degli apostoli, facendo in modo che noi conoscessimo tutto in proposito. Ma il silenzio delle Scritture su questo punto ci mostra che ci è tenuto nascosto per i più saggi motivi.

Nella sua saggezza il Signore ha tenuto nascosto il luogo in cui Mosè fu sepolto. Fu Dio a seppellirlo, a risuscitarlo e a portarlo in cielo. La segretezza fu mantenuta per prevenire il pericolo dell’idolatria. Quell’uomo contro il quale il popolo si ribellò mentre era ancora nell’esercizio di un servizio attivo, che fu provocato fino ai limiti dell’umana sopportazione, fu invece quasi adorato come un Dio dopo la sua separazione a causa della morte.

Proprio con lo stesso scopo il Signore ha tenuto nascosto il giorno preciso della nascita di Cristo; lo ha fatto perché il giorno non dovesse ricevere quell’onore che doveva essere tributato al Cristo come Redentore del mondo: lui che doveva essere accolto,  nel quale si doveva confidare, sul quale si doveva contare per la salvezza completa di tutti coloro che gli si avvicinano. L’adorazione della nostra anima doveva essere data a Gesù come Figlio del Dio infinito.

D06-03. Ammonimenti relativi ad esperienze presenti e future

Gli Avventisti del settimo giorno hanno saputo per decenni che, proprio prima dell’effusione della ultima pioggia promessa, Satana avrebbe compiuto una mossa tattica in un tentativo di attutire l’impatto della potenza dello Spirito sul mondo cristiano.  Ellen White predisse quanto segue: “Prima del giudizio finale di Dio sulla terra, in mezzo al popolo di Dio, ci sarà un risveglio della originaria religiosità tale che non  è più stato testimoniato dai tempi apostolici. Lo Spirito e la potenza di Dio saranno riversati sui suoi figli. Allora , molti si separeranno da quelle chiese dove l’amore di questo mondo ha soppiantato l’amore di Dio e della sua Parola. Molti, sia pastori che laici, accetteranno con gioia quelle grandi verità che Dio ha fatto sì che fossero proclamate in questo tempo per preparare un popolo alla seconda venuta del Signore. Il nemico delle anime desidera ostacolare quest’opera e, prima che il tempo di questo movimento venga, egli cercherà di prevenirlo introducendo una contraffazione.  In quelle chiese che può assoggettare al suo potere ingannatore farà apparire come se fosse loro accordata una benedizione speciale di Dio.  Ci sarà la manifestazione di un presunto grande interesse religioso e le moltitudini esulteranno per la meravigliosa opera di Dio in loro favore, mentre in verità si tratta dell’opera di un altro spirito. Sotto il manto di una veste religiosa, Satana cercherà di estendere la sua influenza sul mondo cristiano.” ( The Great Controversy,p.464).

Nel movimento carismatico, gli Avventisti del settimo giorno hanno riconosciuto almeno un compimento parziale di questa profezia.  Gli esercizi emozionali compresi nei servizi di culto carismatici sono visti come operazioni dello Spirito Santo e considerati prova della presenza e della benedizione divine.  I Cristiani che restano intrappolati in queste esperienze estatiche accolgono i sentimenti di felicità e gli stati di eccitazione emotiva , originati negli incontri carismatici, come il criterio della verità spirituale.  Se gli insegnamenti della Bibbia non sono direttamente associati con l’esperienza carismatica e con gli insegnamenti dei responsabili di tali servizi, in quanto tali vengono messi in questione come rappresentativi della verità e così vengono rigettati completamente da molti.

Ciò solleva dunque una domanda che deve essere affrontata dagli Avventisti del settimo giorno  oggi: – E’ possibile che questa stessa cosa avvenga nella nostra chiesa ? In base alla nostra storia passata, Ellen White non solo crede che sia possibile, ma afferma in modo deciso che Satana introdurrà  una contraffazione dell’esperienza dell’ultima pioggia, nel tentativo o di impedire che avvenga, o di produrre un fallimento nella capacità di riconoscerla e riceverla quando verrà. Il seguente consiglio impedirà al popolo di Dio di accettare un’esperienza carismatica al posto della genuina esperienza che si produrrà con l’ultima pioggia.

Entusiasmo salutare

I  nostri servizi di culto non devono essere freddi e privi di vita.  Ellen White dice che esiste quello che può essere chiamato un sano entusiasmo, ma che cos’è effettivamente? “ Solo lo Spirito Santo di Dio può creare un sano entusiasmo : permettiamo a Dio di operare e lasciamo che l’agente umano cammini con leggerezza dinanzi a lui, vigile, nell’attesa e nella preghiera, con lo sguardo sempre rivolto a Gesù, guidato e controllato dall’azione preziosa dello Spirito, che è vita e luce” ( Selected Messages, vol.2, pp.16,17). Un sano entusiasmo consiste in una gioia santa che deriva dalla contemplazione delle opere di Dio e si esprime nella lode e nell’adorazione  di un uomo che cammina silenzioso e riverente alla presenza del grande Creatore e Redentore.

L’esperienza spirituale  deve essere fondata sulla Parola

Dobbiamo aver cura che la nostra esperienza spirituale sia fondata sulla Parola di Dio piuttosto che su esperienze estatiche. A coloro che ricercano un eccitamento emotivo per mezzo di un ‘”esperienza spirituale” sono indirizzati vigorosi avvertimenti. La Parola di Dio deve essere il fondamento solido sul quale costruire la nostra esperienza e qualsiasi altro fondamento si rivelerà in definitiva una costruzione sulla sabbia.  Fate attenzione all’enfasi posta sulla Parola come base delle nostre vite spirituali.

“ Il Signore desidera che i suoi servitori oggi predichino la vecchia dottrina del vangelo: il dolore per il peccato, il pentimento e la confessione personale. Noi vogliamo dei sermoni di vecchio stampo, dei costumi di vecchio stampo, delle madri e dei padri alla vecchia maniera in Israele.  Il peccatore deve essere afflitto, in modo perseverante, sincero, saggio, finché non si renda conto di essere un trasgressore della legge di Dio e, quindi, sia condotto a esercitare il pentimento verso Dio, e la fede nel Signor Gesù Cristo” (  Selected Messages, vol.2, p.19).

“E’ per mezzo della Parola di Dio – non le sensazioni, né l’eccitamento – che vogliamo spingere il popolo ad ubbidire alla verità. Sul fondamento della Parola di Dio noi possiamo rimanere in piedi sicuri”  Selected Messages, vol.3, p.375).

“ Essi [ i cristiani di nome ] si illudono di essere in armonia con la volontà di Dio perché sentono di essere felici; ma quando vengono messi alla prova, quando la Parola di Dio viene posta come unità di misura della loro esperienza , chiudono le loro orecchie all’ascolto della verità e dicono, ‘Io sono santificato’. Così, con questo mettono fine alla controversia. Essi allora non avranno nulla a che fare con l’investigazione delle Scritture alla ricerca della verità, che li porterà infine a provare il loro pericoloso disinganno. La santificazione vuol dire molto più che un volo del sentimento.

L’eccitazione non è santificazione.  Può dirsi santificazione solo la completa conformità  al volere del nostro Padre che è nel cielo e la volontà divina si esprime nella sua legge santa. L’osservanza di tutti i comandamenti divini costituisce quindi la santificazione. Dimostrarsi figli obbedienti della Parola di Dio è santificazione. La Parola di Dio deve essere  la nostra guida, non le opinioni né le idee degli uomini” ( Selected Messages, vol.3, p. 204).

Lo Spirito Santo non è presente nella confusione e nel rumore

La dichiarazione seguente non è solo utile per il suo carattere di avvertimento, ma è istruttiva per quanto possiamo attenderci che accada proprio prima della conclusione dell’opera del giudizio: “Quanto avete descritto come avvenuto in Indiana, il Signore mi ha mostrato che si ripresenterà esattamente prima della conclusione del giudizio.  Ogni azione grossolana sarà resa manifesta. Ci saranno grida, accompagnate da suono di tamburi, musica e danze. Il discernimento degli esseri razionali diverrà così confuso che non si potrà riporre in loro la fiducia che  prendano le decisioni giuste. E questa è definita opera che si compie per impulso dello Spirito Santo!

Ma lo Spirito Santo mai si rivela in tali metodi, in un’atmosfera di confusione e di rumore. Si tratta di un’invenzione satanica per dissimulare i suoi metodi ingegnosi volti a neutralizzare l’effetto della pura, sincera, esaltante, nobilitante, santificante verità per il tempo presente” (Selected Messages,vol.2, p.36)

Ellen White si stava riferendo agli errori fanatici compiuti dal movimento detto della “carne santa”, il quale s’insinuò trai ranghi degli Avventisti dell’Indiana, nei primi anni del XX secolo. I servizi di culto erano caratterizzati da ogni tipo di dimostrazioni emozionali accompagnate da musica fragorosa, vibrante prodotta da ogni genere di strumento.  Tali dimostrazioni pubbliche furono chiamate opera dello Spirito Santo.

A più riprese la chiese ricevette parole di avvertimento contro il fanatismo che si manifestava nelle dimostrazioni emozionali durante il culto.  Per esempio, nel 1909 Ellen White scrisse quanto segue: “La vera religione non richiede grandi manifestazioni corporee… Queste non sono proprio una prova della presenza dello Spirito di Dio” ( 2 Selected Messages, p.26). Nel 1908, dopo aver ripercorso la primitiva esperienza dei credenti avventisti, disse : “ Durante quei giorni di prova alcuni dei nostri fedeli più preziosi incorsero nel fanatismo. Dissi inoltre che, prima della fine, avremmo visto delle strane manifestazioni compiute da coloro che professarono di essere guidati dallo Spirito Santo. Ci sono delle persone che attribuiranno grande importanza a queste manifestazioni eccentriche, le quali non sono da Dio, ma sono volte calcolatamente ad allontanare le menti  di molti dall’insegnamento della Parola” ( Selected Messages, vol. 2, p. 41).

E ancora: “Non potrebbe essere arrecato un danno più grande alla parola di Dio che  permettere che uno spirito di fanatismo si diffonda nelle nostre chiese, accompagnato da strane operazioni, erroneamente interpretate come azioni dello Spirito divino” ( 2 Selected Messages, p. 42).

“Si presenteranno pericolose ondate di fanatismo, ma Dio libererà quel popolo che ricercherà sinceramente il Signore e si consacrerà al suo servizio” (  Selected Messages,vol.2, p.47).

 

La musica può tendere una trappola

Come nel caso del movimento della carne santa , la musica sarà usata nuovamente da Satana nel tentativo di introdurre il popolo di Dio in esperienze che attutiranno l’impatto della vere operazioni dello Spirito.  “ Ciò che è stato nel passato, sarà in futuro.  Satana farà della musica una trappola per il modo in cui essa viene eseguita” ( Selected Messages, vol.2, p. 389.

Un aumento dei decibel non indica la presenza dello Spirito, né conduce alla vera adorazione. Ellen White pronunciò delle parole dure per una persona che pensava che l’alto volume fosse sinonimo di santo: “ Una stranezza oppure una stravaganza raffinata attrae l’attenzione delle persone  e distrugge la seria, solenne impressione  che dovrebbe risultare dall’ascolto della musica sacra. Qualsiasi cosa strana ed eccentrica  nel canto distoglie dalla serietà e dalla sacralità del culto.

“ Le manifestazioni corporali giovano a poco. Qualsiasi cosa sia connessa col culto religioso dovrebbe avere un carattere dignitoso, solenne ed emozionante. Dio non ha piacere quando i  ministri  che dichiarano di essere suoi rappresentanti tradiscono a tal punto la rappresentazione di Cristo da coinvolgere il corpo in atteggiamenti da commedia, da compiere gesti non dignitosi, rozzi e dozzinali.  Tutto ciò diverte, e magari solleciterà la  curiosità di quanti  vogliono vedere cose strane, bizzarre, eccitanti, ma queste cose non eleveranno le menti e i cuori di quelli che ne sono testimoni.

La stessa cosa può dirsi del canto nel quale voi assumete atteggiamenti privi di dignità. Voi vi mettete tutta la potenza e il volume di voce che possedete; voi soffocate le melodie più belle e i toni di voci che sono più musicali della vostra . Questo esercizio fisico e la voce sgradevole, forte non producono alcuna melodia per coloro che ascoltano sulla terra e nel cielo.  Questo modo di cantare è imperfetto e non è accettabile a Dio come lo sono dei motivi musicali perfetti, delicati e dolci.  Tra gli angeli del cielo non ci sono esibizioni come quelle che a volte ho visto nelle nostre riunioni; note aspre e varie gesticolazioni non sono esibite nel coro celeste.  Il loro canto non irrita l’orecchio, ma è soave e melodioso e si produce senza quello sforzo che ho visto personalmente.  Non è forzato, non è eccessivo , non richiede un esercizio di fisicità” (  Selected Messages,  vol.3, p.333).

La presenza dello Spirito s’identifica con la serenità

Come possiamo sapere quando lo Spirito di Dio  è presente tra noi e benedice i nostri servizi di culto? Ellen White dice: 2 Non diamo spazio a degli esercizi strani, che veramente sviano la mente dai moventi profondi dello Spirito Santo.  L’opera di Dio è sempre caratterizzata dalla calma e dalla dignità” (  Selected Messages, vol.2, p.42).

“ Dobbiamo presentarci alle persone  con la solida Parola di Dio; e quando la riceviamo allora lo Spirito Santo può venire , ma sempre viene, come ho affermato prima, in una maniera che si raccomanda al giudizio della gente. Nel nostro modo di parlare, di cantare, e in tutti i nostri esercizi spirituali, dobbiamo rivelare quella calma e quella dignità , unità al timor di Dio, che motiva ogni vero figlio di Dio.” (  Selected Messages, vol. 2, p.43).

Nel comportamento di Dio verso il suo popolo tutto è calmo; con quelli che confidano in lui, tutto è calmo e naturale”   Selected Messages,  vol.2, p. 97).

La comprensione che Ellen White ha dell’opera dello Spirito in mezzo al popolo di Dio,quando si riunisce in assemblea,può riassumersi nel modo migliore con la seguente affermazione: “ Gli incontri più proficui per  un progresso spirituale  sono quelli caratterizzati dalla solennità e da una profonda ricerca interiore: ciascuno cerca di conoscere se stesso, e sinceramente, e con profonda umiltà, cerca di imparare da Cristo” (  Testimony for the Church , vol.1,p.412).

 

George E. Rice

Ellen G. White Estate

Settembre 1990.

D06-02. Esperienze e ammonimenti nel passato

All’approssimarsi della fine della storia mondiale, e guardando con impazienza al prossimo ritorno di Gesù, constatiamo l’interesse crescente, in mezzo al popolo di Dio, per il ruolo dello Spirito Santo. Parlando di una prima e di un’ultima pioggia , gli scrittori biblici ci hanno resi certi che lo Spirito Santo sarà attivamente coinvolto negli eventi conclusivi della storia ( Osea 6:3; Zaccaria 10:1; Giacomo 5:7). Gli Avventisti del settimo giorno pensano che le profezie relative alla prima e all’ultima pioggia si applichino alla storia della Chiesa Cristiana e all’esperienza del popolo di Dio. Storicamente,  le profezie che parlano della prima pioggia  ebbero compimento nella potenza divina accordata il giorno della Pentecoste, in seguito alla quale la Chiesa primitiva diede il primo impulso alla sua missione mondiale; ma una dimostrazione più grande della potenza dello Spirito Santo, l’ultima pioggia, accompagnerà il completamento del mandato evangelico.  Il simbolismo che descrive la concessione dell’ultima pioggia viene invece identificato nell’opera dell’angelo che aveva grande potestà di Apocalisse 18:1.

Le profezie che trattano della prima  e dell’ultima pioggia si sono compiute anche nella vita individuale.  Così come la prima pioggia cade sui semi appena piantati nel Medio Oriente producendo il germoglio e rendendo effettiva la crescita della pianta, lo Spirito Santo guida il peccatore che si pente all’esperienza della nuova nascita e a una relazione sempre più piena con Gesù. Come l’ultima pioggia prepara il grano per la mietitura, così il dispiegamento finale della potenza dello Spirito, proprio prima del ritorno di Gesù, porterà a compimento l’opera della redenzione nei cuori in trepidante attesa del popolo di Dio, e  li metterà in condizione di essere pronti per la traslazione.

Molti Avventisti del settimo giorno si sono chiesti: – Le esperienze di tipo estatico e il libero dispiegamento delle emozioni costituiscono una prova del battesimo dello Spirito Santo? E, inoltre, accompagneranno l’effusione dell’ultima pioggia?  Le primitive dimostrazioni di tal genere all’interno del movimento millerita, includenti svenimenti, grida, lodi rese a Dio a voce alta, continuarono ben dopo il 1844 nell’esperienza di quanti diedero vita alla Chiesa Avventista del Settimo giorno, e si affiancarono ad almeno quattro esperienze documentate del parlare in lingue.  Ora, l’assenza di tale tipo di esperienze indica che la chiesa è divenuta fredda e formale, priva della potenza dello Spirito, e, quindi, dovremmo oggi far sì che le vive esperienze dei primi anni rinascano con la discesa della potenza dell’ultima pioggia sulla chiesa?

Un documento eccellente si trova all’ Ellen G. White Estate: esso ripercorre e valuta le esperienze occorse trai primi credenti nel messaggio Avventista del Settimo giorno.  Questo documento, “Charismatic Experiences in Early Seventh-day Adventist History,” consiste in una serie di 12 articoli preparati per la “Review and Herald” nel 1972 e nel 1973 da Arthur L. White, a quel tempo Segretario dell’Ellen G. White Estate. I dettagli storici riportati da Arthur White non hanno bisogno di essere qui ripetuti. Un riassunto di questa serie sarà tuttavia utile per comprendere il consiglio dato da Ellen White alla chiesa che pregusta la caduta dell’ultima pioggia. Il lettore interessato a queste originarie esperienze carismatiche è incoraggiato a studiare autonomamente questo documento.

Esperienze religiose di tipo estatico sono riferite nei primi scritti sia di James che di Ellen White, insieme con dei resoconti di glossolalia avvenuti nel 1847,1848,1849, e 1851 ( “Tongues in Early SDA History”, Review and Herald , 15 marzo, 1973).  Arthur White riassumeva il suo studio sulla glossolalia,  relativo ai primi tempi della storia avventista, in questo modo: “ Non c’è alcuna documentazione di un sostegno esplicito, o di personale approvazione, dati da Ellen White a queste esperienze estatiche con lingue sconosciute, benché essa sia stata testimone oculare di tre su quattro fra queste… Le fu in seguito mostrato che il pensiero e i sentimenti di una persona  esercitano una vasta influenza su tali esperienze” ( “Bible Study Versus Ecstatic Experiences,”  Review and Herald,  22 marzo 1973).

Arthur White notava anche: “ E’ interessante osservare che Ellen White, dopo le moltissime visioni ricevute nel corso degli anni, e dopo le moltissime esperienze compiute , si sentì incapace di dichiarare in modo inequivocabile che in connessione con l’effusione dello Spirito di Dio si sarebbe verificata  un’esperienza di tipo estatico, come parlare in lingue sconosciute.  Infatti, in nessuna circostanza ella collegò le prove dell’effusione dello Spirito – in alcuni casi definito come il battesimo dello Spirito – con le esperienze estatiche” ( “The Gift of Tongues at Portland, Maine,”Review and Herald,  5 aprile, 1973).

A proposito del coinvolgimento fanatico, comprendente anche il parlare in lingue, che accompagnò un gruppo di persone che avevano fissato il tempo del ritorno di Gesù nel 1854, Ellen White scrisse: “Alcune di queste persone presentano delle manifestazioni che chiamano doni, affermando che è il Signore che li ha posti nella chiesa. Essi producono un borbottio che chiamano “lingua sconosciuta”, che è ignota non solo all’uomo, ma anche al Signore e a tutto l’universo celeste.  Tali doni sono fabbricati da uomini e donne con il sostegno del grande ingannatore.  Il fanatismo, la falsa eccitazione , l’espressione ingannevole in lingue, e esercizi rumorosi sono stati considerati doni che Dio ha posto nella chiesa…. Ma l’influsso di tali incontri non è benefico .  Dopo che lo slancio felice del sentimento si è espresso, essi sprofondano in una condizione peggiore che prima delle riunioni, perché la loro felicità non proviene dalla giusta sorgente” ( Testimonies for the Church, vol.1, p.412).

In un tempo sufficientemente remoto come il 1850 , fu mostrato ad Ellen White l’ordine esistente in cielo e tra gli angeli di Dio.  Di conseguenza ella fu avvertita a proposito degli “esercizi” e le fu detto che essi erano “a forte rischio di contraffazione…quindi non si poteva porre un’implicita fiducia in tali esercizi.” Poi essa aggiunse: “ Vidi che in tutti i tempi noi dovremmo lottare per liberarci da un’eccitazione insana e non necessaria.  Vidi che esisteva un grande pericolo di abbandonare la parola di Dio per appoggiarci e porre la nostra fiducia sugli esercizi. Vidi che Dio, per mezzo del suo Spirito, si è avvicinato al vostro gruppo in alcuni dei loro esercizi e sollecitazioni; ma vidi anche un pericolo davanti a loro” (MS 11,1850, vedi  Manuscript Releases,  vol. 5 ,pp. 226,227).

Qual era il pericolo che il profeta vide spargere la sua ombra sul sentiero del popolo di Dio ? E’ possibile che ella si rendesse conto che Satana avrebbe introdotto delle esperienze estatiche nei nostri servizi di adorazione, con lo scopo di sviare il popolo dalla Parola di Dio e dalla sua funzione di giudice dell’esperienza religiosa connessa con quegli esercizi emozionali che vorrebbero costituire il criterio di un’esperienza spirituale genuina? Una cosa è chiara, via via che la comprensione di Ellen White si approfondiva,  e Dio le rivelava i metodi di Satana per assumere il controllo delle chiese cristiane  nei tempi conclusivi del gran conflitto: le sue parole che esortavano alla cautela divennero  sempre più chiare e forti, nel tentativo di far allontanare la chiesa dalle esperienze estatiche ed emozionali.

D05-K-B-03. Un Tempo di Luce e di Tenebre

Abbiamo un altro riferimento all’esperienza di Battle Creek, sotto alcuni aspetti simile a quello che fu scritto al tempo dell’esperienza di Healdsburg. Questa dichiarazione apre il capitolo “Salvaguardare la nuova esperienza”, in Selected Messages, vol. 1, all’inizio della pagina 129.

Ellen White si esprime così:

“Dopo la discesa dello Spirito di Dio a Battle Creek, ci si poté rese conto ne college che un tempo di viva luce spirituale può anche diventare un tempo di tenebre spirituali. Satana è pronto all’azione, insieme con una legione di angeli al suo servizio, esercitando pressioni su ogni anima per neutralizzare l’effetto delle ondate di grazia discesa dal cielo per risvegliare e riaccendere le energie sopite e dirigerle a un’azione risoluta per far conoscere ciò che Dio ha comunicato. Se tutte queste anime, allora illuminate, si fossero messe subito all’opera per trasmettere ad altri ciò che Dio aveva loro donato, sarebbe stata accordata una luce ancora maggiore e comunicata una potenza superiore. Dio non mette a disposizione la luce perché possa profittarne una sola persona, ma affinché sia diffusa alla gloria del Signore.

In ogni tempo, periodi di risveglio spirituale e di effusione dello Spirito Santo sono stati seguiti da tenebre spirituali e crescente corruzione. Tenendo conto di ciò che Dio ha fatto accordando occasioni favorevoli, vantaggi e benedizioni a Battle Creek, la chiesa non ha realizzato sensibili progressi nel compimento della sua missione; ora, Dio non concederà alla chiesa il beneficio di una luce maggiore finché essa non faccia buon uso di quella ricevuta secondo le indicazioni contenute nella sua Parola. La luce che avrebbe potuto brillare in maniera eclatante si spegnerà gradualmente se circondata da tenebre morali. La potenza conquistatrice della verità divina dipende dalla cooperazione dell’agente umano con Dio, dalla pietà, dallo zelo, dagli sforzi disinteressati per portare la luce della verità agli altri”. (Manoscritto 45, 1893) (Il corsivo è della redazione)

In una lettera scritta nel 1893, Ellen White entrò nei dettagli su quanto era appena accaduto e perché. Ecco quel che scrisse:

“Da ciò che mi è stato scritto a proposito dell’azione dello Spirito di Dio durante ultimo congresso (1893) e nella college, deduco che si sia stabilita una certa confusione in alcune menti perché non hanno vissuto all’altezza delle benedizioni ricevute; quella che era una luce dal cielo è stata ritenuta semplice eccitazione. Mi dispiace molto che la faccenda sia stata vista sotto questa luce. Dobbiamo essere estremamente attenti a non rattristare lo Spirito di Dio, facendo passare per fanatismo il ministero dello Santo Spirito. Come potremmo comprendere l’opera dello Spirito di Dio

Se rifiutiamo di riconoscerla in ciò che è accaduto, non solo a Battle Creek ma anche in molti altri luoghi?

Non mi sorprende che qualcuno sia confuso per i risultati che ne sono seguiti. Nella mia esperienza di quarantanove anni ho visto molte cose simili; ho riconosciuto che Dio ha operato in modo evidente; che nessuno si permetta di dire che ciò non proveniva dallo Spirito di Dio. È proprio ciò che dobbiamo e in vista del quale dobbiamo pregare, poiché Dio è più disposto a dare lo Spirito Santo a quelli che lo chiedono, di quanto lo siano i genitori nel dare buoni doni ai propri figli.

Ma lo Spirito Santo non è al servizio dell’uomo; è l’essere umano che deve essere al suo servizio. Che Dio abbia abbondantemente benedetto gli studenti nella scuola e nella chiesa, non ne ho alcun dubbio; ma un periodo di grande luce e di effusione dello Spirito è spesso seguito da un tempo di profonde tenebre. Perché? Perché il nemico usa tutte le sue energie fraudolenti per annientare gli effetti della toccante azione dello Spirito di Dio su dei soggetti umani.

Quando gli studenti del college si sono dedicati alle partite di football e si sono lasciati assorbire dal divertimento, Satana ne ha approfittato per intervenire e impedire allo Spirito di Dio di modellare e utilizzare il soggetto umano. Se gli insegnanti avessero fatto tutti il proprio dovere, coscienti della loro responsabilità, se avessero preso coraggiosamente posizione sotto lo sguardo di Dio, se avessero usato i talenti ricevuti da Dio per la santificazione dello Spirito per mezzo dell’amore per la verità, darebbero stati spiritualmente forti e divinamente illuminati per avanzare e salire sempre più in alto sulla scala del progresso che raggiunge il cielo. È evidente che non hanno gradito né seguito docilmente colui che è la Luce del mondo.

È facile allontanare l’influsso dello Spirito Santo con occupazioni vane, inutili conversazioni, vani divertimenti. Camminare nella luce significa avanzare costantemente nella direzione della luce. Se colui che è stato oggetto di una benedizione si lascia andare alla negligenza e alla disattenzione, se non si mostra vigilante nella preghiera, se non innalza la croce e non si carica del giogo di Cristo, se le sue forze e facoltà sono assorbite dai divertimenti e la preoccupazione di ottenere il primo posto, allora Dio non è più considerato il primo, il migliore e l’ultimo in ogni cosa. Satana allora può interporsi per recitare la sua parte nel gioco della vita e conquistare l’anima. Egli è capace di mettere più ardore nel gioco del suo partner e do ordire complotti ben orchestrati per la rovina dell’anima…

Ciò che ha seguito l’azione dello Spirito di Dio a Battle Creek non è stato determinato dal fanatismo; purtroppo coloro che ne hanno beneficiato hanno trascurato di annunciare le virtù di colui che li aveva chiamati  dalle tenebre alla sua meravigliosa luce; quando tutta la terra sarà illuminata dalla gloria di Dio, ci saranno alcuni che non sapranno che cosa significa e da dove viene, perché misconosceranno lo Spirito che è sparso su di loro.

Il nostro Dio è geloso della sua gloria e rifiuterà di onorare quelli che lo disonorano. Le persone che vivono nella luce avrebbero dovuto istruire queste anime ancora inesperte e insegnare loro a camminare nella luce ricevuta. Vorrei poter soffermarmi più a lungo si questo argomento, ma non ne ho il tempo”. (Selected Messages, vol. 1, pp.130-132) (Il corsivo è della redazione)

Nei giorni che seguirono, Ellen White fece diversi riferimenti all’esperienza di Battle Creek. In particolare in due articoli preparati per la Review and Herald: uno nel numero del 30 gennaio 1894, l’altro in quello del 6 febbraio. I limiti di spazio di questo articolo ci impediscono di riportare citazioni più ampie. Chi fosse interessato può leggere gli articoli della Review pubblicati in Selected Messages, vol. 1, pp.133-143.

L’autrice chiarisce le disposizioni stabilite da Dio per l’effusione dello Spirito Santo ed evidenzia i fattori che ostacolano lo svolgimento dell’opera secondo la volontà di Dio; descrive il figlio di Dio riconoscente che vuol conservare l’esperienza di quella speciale benedizione, come colui che non solo cammina nella luce, ma agisce con diligenza in favore di coloro che lo circondano.

Poi scrive:

“Se c’è qualcosa che può provocare il nostro entusiasmo, dovrà essere lo sforzo volto a salvare le anime per le quali Cristo è morto”. (Ibid., p.139)

È doveroso notare che nelle esperienze di risveglio, sia a Healdsburg sia a Battle Creek, (così come si racconta in questi articoli e come è abbondantemente confermato nelle testimonianze di allora) non ci furono esperienze estatiche che proclamavano la ricezione dello Spirito Santo, né manifestazioni di glossolalia. In ciascun caso, sia nelle testimonianze di quanti erano presenti sia nella relazione sui fatti scritta da Ellen White, si afferma che ci fu un’opera serena, solenne, non contrassegnata da eccessivi entusiasmi. In entrambi i casi, il fanatismo si insinuò ed Ellen White indica che in ogni esperienza genuina possiamo aspettarci che ci siano alcuni dall’indole fanatica che vi parteciperanno e spingeranno nella direzione di tendenze estremistiche.

Comunque, in queste due esperienze tali tendenze non si manifestarono per mezzo del parlare in lingue. In tutto ciò possiamo trovare delle lezioni su cui riflettere.

D05-K-B-02. Che cosa andò storto?

Purtroppo, l’ottimistica previsione di Prescott non si realizzò e ci si può ben chiedere perché. Sì, gli effetti del risveglio furono tangibili fino all’inizio del 1893 e durante la sessione della Conferenza Generale di quell’anno, poi svanirono. In mancanza di altre testimonianze, ci volgiamo ai commenti di Ellen White scritti nel 1893 e nel 1894. Dio inviò il suo angelo per darle informazioni, riassunte in qualche modo in una comunicazione scritta nel 1893 e indirizzata a “Gli insegnanti e gli studenti del nostro College di Battle Creek e di tutte le nostre istituzioni educative”.

Il discorso si apre con queste parole:

“Molte preghiere sono state innalzate per la pioggia dello Spirito Santo, e di recente ci sono state dimostrazioni di gioia nei cuori di coloro che hanno guardato con grande intensità e integrità a Gesù Cristo, l’Agnello ucciso fin dalla fondazione del mondo. Tra noi c’è stato pentimento e confessione del peccato, caratterizzati da vera contrizione. Vi è stata la percezione dell’assoluta completezza del sacrificio, la comprensione del compimento della promessa nel perdono, raffigurato nell’atto di trasferire il carbone ardente dall’altare dell’espiazione fino a toccare le labbra come pegno del perdono. Le labbra contaminate dal peccato esprimevano la lode più alta. Osanna! Sia benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi eccelsi!…

Ma i nostri giovani quale profitto hanno reso al Signore? È avvenuto come tra il popolo di Israele nell’occasione più solenne descritta nell’Esodo? Mosè era salito sul monte per ricevere le istruzioni del Signore e l’intera congregazione avrebbe dovuto disporsi in atteggiamento di umiltà dinanzi a Dio; al contrario essi mangiarono e bevvero e si levarono per giocare. Ci fu un’esperienza simile a Battle Creek? Molti hanno perso il loro contatto con Dio? L’esercizio al gioco del football ha favorito una relazione più stretta con Dio?

“Durante la notte mi sono stati dati messaggi da trasmettere a voi di Battle Creek e a tutte le nostre scuole. Per quanto sia voluto da Dio che le facoltà fisiche siano esercitate come quelle mentali, tuttavia l’esercizio fisico dovrebbe possedere caratteristiche che siano in piena armonia con le lezioni trasmesse da Gesù Cristo ai suoi discepoli. Quanto è stato trasmesso al mondo intero dovrebbe essere ben visibile nelle vite dei cristiani, in modo che, per quanto riguarda l’educazione e l’apprendimento individuale, le intelligenze celesti non debbano registrare nei libri che gli insegnanti e gli studenti delle nostre scuole sono ‘amanti del piacere più di quanto non siano amanti di Dio’”. (Manoscritto 51, 1893)

L’ultimo paragrafo e il consiglio che segue possono essere ritrovati in Fundamentals of Christian Education [Principi di Educazione Cristiana] pp. 220-230.

D05-K-B-01. Risveglio a Battle Creek

All’apertura dell’anno scolastico 1892-1893 presso il College di Battle  Creek, il corpo insegnante parve avvertire che si sarebbe trattato di un anno dal significato speciale.  W.W. Prescott, il direttore, riferisce che quando si incontrarono in qualità di corpo insegnante prima dell’apertura dell’anno scolastico, “ noi sentimmo che era arrivato il tempo in cui doveva esserci un cambiamento nella nostra opera… Perciò intraprendemmo l’opera in questo anno nella speranza che Dio benedicesse in modo speciale e onorasse la nostra fede con una potenza e un successo straordinari nel lavoro.”

Gli insegnanti, in questa cornice, si apprestarono al loro lavoro con la convinzione che “ dovesse essere impiegata ogni opportunità per produrre il miglior beneficio possibile.” In breve il corpo insegnante si trovò di fronte ai soliti problemi disciplinari.  Fu nel contesto della loro preoccupazione su come trattare quattro studenti che avevano disobbedito alle regole della scuola che il risveglio ebbe inizio.  Il martedì sera del 29 Novembre, due studenti coinvolti nei problemi disciplinari, all’inizio dell’ora di studio e dopo una notevole lotta interiore, sotto l’influsso dello Spirito di Dio si affidarono completamente a Dio.  Uno dei due giovani era nella scuola da un certo numero di anni e si era sempre mostrato un miscredente dichiarato. L’altro aveva ostinatamente rifiutato ogni invito a vivere una vita cristiana.  I due dormivano in dormitori diversi e nessuno dei due conosceva l’esperienza dell’altro, né la loro esperienza era nota agli altri studenti del collegio.

Prescott spiega le cose in questo modo:

“ Sugli studenti che erano nelle loro stanze private durante l’ora di studio serale, al momento in cui questi giovani se ne andavano, parve scendere uno spirito tale da non potergli resistere. Furono costretti a lasciare le loro stanze e a cercare aiuto.  Alcuni per un certo tempo provarono una grande angoscia, così gli insegnanti che erano vicini si prodigarono subito per aiutare quelli che lo desideravano.”

Il direttore inoltre afferma: “ Per diverse ore l’attenzione sia degli studenti che degli insegnanti non fu occupata da null’altro .  Senza alcun piano preordinato, si tennero degli incontri di lode nelle stanze private e nel salotto comune : qui uno dopo l’altro si arresero alle sollecitazioni dello Spirito.”

Prescott in quel momento era assente perché in visita al Walla Walla College, del quale era ugualmente direttore.  Ma sotto la guida degli insegnanti presenti sul posto, “l’opera di risveglio proseguì fino a mezzanotte e si concluse con il canto più sentito : “ Lodate Dio Dal Quale Provengono Tutte le Benedizioni .”

Particolarmente interessante è il fatto che la posta quel pomeriggio aveva recapitato alcuni articoli dalla Sorella White, che era in Australia. In assenza del direttore, furono consegnati alla signora Prescott, la quale li lesse e li inviò al college perché fossero letti in cappella il giorno dopo. Questi messaggi erano estremamente opportuni per l’opera di risveglio che continuò.  Le classi vennero sospese e, come Prescott riferisce, “ La potenza di Dio era presente in maniera davvero notevole.”

Continua poi così:

“Quelli che a lungo erano stati trattenuti nel peccato apparvero pronti ad accettare Cristo e a  dedicarsi al servizio divino.  Non ci fu alcuna eccitazione, ma la spinta profonda dello Spirito di Dio fu chiaramente percepibile.”

Per diversi giorni l’opera di risveglio prese il posto del programma scolastico, come racconta Prescott:

“L’opera fu portata a compimento con un insegnamento tale, sia pubblico che privato, quale la situazione pareva richiedere, e i risultati in generale sembrano duraturi. Così l’opera proseguì fino al mio ritorno da Walla Walla.”

Gli esercizi spirituali talvolta durarono fino a quattro ore  e la sera i periodi di adorazione continuavano fino alle dieci.

Non ho mai conosciuto un’esperienza simile – dichiarò Prescott –  Ognuno la riconobbe come opera dello Spirito che mentre convinceva di peccato continuava a essere consolatore. Nessuno cedette allo scoraggiamento, ma ci fu una fame e sete di giustizia come non era mai stata provata in mezzo a noi.”

Aggiunge poi: “ L’opera è continuata in modo costante e c’è stato un attaccamento così forte a Dio che noi non  abbiamo mai prima conosciuto.”

La descrizione continua parlando di incontri regolari tenuti a Battle Creek anche durante le vacanze di fine anno.  Prescott raccontò le esperienze degli studenti che, durante le vacanze, “ visitavano le chiese in quello Stato, sforzandosi di portare agli altri la luce e la benedizione che loro stessi avevano ricevuto.”

Il direttore e i suoi colleghi del corpo insegnante furono pieni di gioia. Egle disse:

“ Noi sentiamo che ora possiamo progredire nell’opera come mai prima. Gli insegnanti sono uniti nel loro lavoro e sono legati agli studenti da vincoli mai prima provati.  Sono sicuro che questo sarà l’inizio di un’esperienza che diverrà sempre più luminosa fino a produrre il giorno perfetto.”

D05-K-A-03. Adunanze interrotte

È comprensibile allora che, quando le notizie sugli eventi di Healdsburg giunsero ai dirigenti della Federazione, alcuni di loro si recassero sul posto. Cercarono di vederci più chiaro; incontrarono Daniels e decisero che le adunanze dovevano essere interrotte. Questo provvedimento produsse una crisi. Daniels acconsentì a seguire il consiglio dei suoi fratelli, ma una vasta parte della chiesa rimase molto scontenta.

Quando Ellen White, allora in Europa, apprese del modo in cui le riunioni erano state interrotte, scrisse a dirigenti della Federazione:

“Il fratello (E. P.) Daniels è una persona con i suoi limiti; non è infallibile. Ma c’è un’attitudine eccessiva a giudicare gli altri. Costoro non hanno presente che Dio agisce per mezzo di chi vuole e Cristo deve essere visto come colui che compie il suo ufficio per mezzo del servitore che ha scelto. Il gran male è che la mente si restringe e perde di vista Colui che è primo agente di tutto; si sofferma sullo strumento e decide che le persone non possono trarre alcun beneficio a meno che i modi e le abitudini dell’operaio non coincidano esattamente con il proprio modello. Essi considerano il portavoce come un uomo, semplicemente, non come un messaggero che Dio può usare per trasmettere il messaggio o per compiere una determinata opera.

Dio ha scelto l’uomo per compiere una determinata opera. Le sue capacità mentali possono essere deboli, ma in tal caso la prova che è Dio ad agire diviene più evidente. Il suo discorso può non essere eloquente, ma non c’è alcuna prova che costui non abbia un messaggio da parte di Dio. La sua conoscenza può essere limitata, ma in molti casi Dio può agire con la sua saggezza per mezzo di tale agente, e il suo potere può essere visibile meglio che per mezzo di qualcuno che possieda abilità naturali e acquisite, e che ne abbia coscienza; che abbia fiducia in se stesso, nel suo giudizio, nella sua conoscenza, nel suo modo di parlare”. (Lettera 76, 1886)

Poi Ellen White spiegò:

“Ma E. P. Daniels è un oratore accettabile, e come vi ho mostrato, un uomo che non ha il discernimento più profondo e che aveva bisogno di un consigliere; ma è un uomo che sapeva avvicinarsi al cuore delle persone, che possedeva doti di simpatia e capace di un impegno personale che avrebbe attraversato le barriere dell’anima che resisteva all’influenza della verità. Dio opera con e per mezzo di fragili strumenti e non viene riconosciuto”. (Ibid.)

In un’altra occasione, scrivendo del risveglio a uno dei dirigenti californiani, Ellen White espresse il desiderio che molti risvegli simili si manifestassero con forza:

“Proprio un’opera come quella che spero si sia compiuta a Healdsburg, si compirà in ogni chiesa del nostro paese e in modi e con mezzi che non ricerchiamo. Che quest’opera avanzi ovunque; i peccati siano confessati; le ingiustizie siano rivelate. Che questo si diffonda lontano e vicino. Quest’opera si compirà”. (Lettera 10, 1885)

A proposito di questi risvegli, scrisse parole piuttosto sorprendenti, parole che possiamo ben ponderare:

“Gli uomini possono pronunciarsi contro questo fenomeno perché non soddisfa esattamente la loro linea di pensiero. Anche il fanatismo si farà strada come sempre quando Dio è all’opera. La rete tratterrà nelle sue maglie sia il buono sia il cattivo, ma chi oserà gettare tutto a mare perché non contiene tutte le giuste varietà di pesce? Mi sento profondamente turbata da questa questione. Non ho dubbi che il fratello Daniels abbia sbagliato in alcune cose, ma il suo errore è stato di entità tale da renderlo indegno di un posto in mezzo al popolo di Dio? (Ibid.) (il corsivo e della redazione).

Mentre Ellen White ripensava all’esperienza di Healdsburg, in parecchie occasioni scrisse su di essa e sul suo esito finale. Così facendo ci ha dato alcuni consigli e indizi che dovrebbero aiutarci nei giorni avvenire. In una lettera non datata, scritta ai dirigenti californiani della chiesa agli inizi del 1886, afferma:

“Voglio dire alcune cose sul risveglio di Healdsburg. Voglio dirvi che non concordo con voi su come avete affrontato la questione. Non negherei il fatto che ci fossero dei fanatici che volevano spingere l’acceleratore in tale opera, ma se vi muoverete nel futuro come avete fatto in questa occasione, potete essere certi che condannerete l’opera dell’ultima pioggia quando verrà. Perché in quel tempo scorgerete prove ancora più grandi di fanatismo.

Credo che gli eventi di Healdsburg siano genuina. Credo che vi fossero all’opera i moventi profondi dello Spirito. Credo anche che persone non consacrate e non convertite cercassero di porsi in primo piano, infatti il nemico agisce sempre per mezzo di individui dalle menti non equilibrate e dal carattere imperfetto. Non credo che E. P. Daniels si sia condotto saggiamente in tutto e credo che ci sarebbe un nuovo capitolo da scrivere sull’esperienza degli operai se non ci fosse un qualche errore compiuto in alcune cose…

Quando nell’opera di Dio si attuerà una certa impresa, Satana scenderà in campo per attirare quanto prima l’attenzione, ma allora sarà compito dei ministri allargare le braccia e dire: ‘Questo non può continuare, perché non è opera di Dio?…

Vorrei che poteste vedere quanto sia delicato e pericoloso influire pesantemente sull’opera di Dio a meno che non abbiate la luce dal cielo a guidarvi nelle vostre decisioni…

Temo che abbiate rattristato lo Spirito di Dio. I frutti erano buoni nell’opera attuata a Healdsburg, ma il falso fu introdotto insieme con il genuino. Allora c’era bisogno di uomini capaci di discernimento, dalle menti calme e ben equilibrate, che si facessero avanti di fronte al pericolo e alla sconsideratezza, che avessero sull’opera un influsso formativo. Questo è quello che avreste potuto fare”. (Lettera 76, 1886) (il corsivo e della redazione)

Pressappoco nello stesso periodo, scrisse agli amici di Healdsburg e ripercorse l’esperienza del risveglio che era stata interrotta. Questa dichiarazione riassume gran parte di quello che scrisse a vari individui su questo argomento:

“Gli incontri di risveglio a Healdsburg si rivelano opera di Dio in ragione dei loro frutti, ma in ogni risveglio come questo Satana trae vantaggio dall’intromissione di persone non consacrate che hanno avuto poca o nessuna esperienza di una vita di pietà e devozione. Questi elementi si faranno avanti e in tali occasioni saranno i più pronti, i più zelanti, i più entusiasti.

Proprio coloro ai quali non si potrebbe affidare alcun importante responsabilità religiosa si assumeranno ogni fardello, si sobbarcheranno ogni responsabilità, come se fossero uomini e donne che si sono guadagnata una reputazione con una vita di abnegazione, di sacrificio di sé e di devozione, che li renda capaci di decidere in questioni importanti e di guidare la chiesa.

Prestare fiducia a costoro sarebbe come affidare dei grandi vascelli nelle mani di bambini perché li guidino in mare aperto. Per portar frutto alla gloria di Dio, persone di tal genere necessitano ogni giorno della grazia trasformatrice di Cristo. ‘Imparate da me – dice Gesù – perché sono mansueto e umile di cuore’. Quelle persone non hanno mai appreso questa lezione. Se volessero indossare il giogo di Cristo e portarne i fardelli, allora comprenderebbero meglio il modo in cui possono aiutare e benedire gli altri.

Ora, suppongo che questi individui fossero i più invadenti negli incontri di Healdsburg. Da quanto mi è stato mostrato, supporrei che facessero parte di coloro che partecipavano agli incontri privati, dove si incontravano ‘solo quelli che appartenevano pienamente al Signore’. So di che cosa parlo, perché queste questioni mi sono state poste chiaramente davanti parecchie volte, e ciononostante vorrei dire ai miei fratelli e sorelle di Healdsburg: ‘Credo che lo Spirito di Dio abbia compiuto un’opera per voi’.

Afferrate con forza tutto ciò che è buono; non abbiate uno spirito farisaico, non abbiate alterigia né presunzione. Più in basso vi ponete ai piedi della croce, più chiara e preziosa sarà la vostra percezione di Cristo, nostro Redentore. Ciò di cui ha bisogno chi professa di essere un seguace di Cristo è mansuetudine, umiltà, povertà di spirito. Ogni sguardo rivolto a Cristo disperde al vento i sentimenti di presunzione…

Nutro un profondo interesse per la chiesa di Healdsburg. La sua prosperità dipende dal giusto modo di appoggiarsi a Gesù. La devozione personale nella famiglia avrà conseguenze sul proprio carattere, sul carattere dei figli e sul loro comportamento verso gli animali che usano”. (Lettera 9, 1886)

Dopo aver ripercorso questa esperienza, possiamo ben condividere l’osservazione di Ellen White secondo cui è “una questione delicata e pericolosa… immischiarsi nell’opera di Dio”. Ricordiamo anche le sue parole: “Non abbiamo nulla da temere per il futuro, a meno che non dimentichiamo il modo in cui il Signore ci ha guidati e il suo insegnamento nella nostra storia passata” (Life Sketches, p. 196)

D05-K-A-02. Qualcosa andò storto

Ma alcune cose andarono storte e pochi mesi dopo, quando Ellen White fu in grado di valutare la situazione e Dio la illuminò al riguardo, scrisse alla chiesa di Healdsburg:

“Il Signore ha operato in mezzo a voi e Satana, che è sempre attivo alla ricerca di un’occasione favorevole, si è intromesso per mescolare il fanatismo all’opera di Dio, per seminare erbacce accanto al buon seme”. (Lettera 21, 1886, alla chiesa di Healdsburg)

Fece poi questa ammonizione:

“Abbiamo bisogno di vivere molto stretti a Gesù per distinguere il prezioso dal falso”. (Ibid.)

Se Dio fu capace di usare il pastore Daniels in modo efficace, Satana trasse vantaggio da alcune delle sue debolezze. Ellen White ne parla scrivendo a un dirigente di Federazione, che aveva a che fare con la situazione delicata prodottasi mentre il risveglio progrediva. Descrivendo il pastore Daniels scrisse: “Egli è sconsiderato, prova forti sentimenti e agisce in modo impulsivo… Non è un uomo perfetto, ma so come Dio lo considera: un uomo con la tendenza all’incostanza e all’impulsività, ma che lo ama e lo teme; un uomo che toccherà i cuori se sarà aiutato da persone di fiducia che sapranno consigliarlo”. (Lettera 10, 4 novembre 1885).

Sfortunatamente, quando il risveglio fu ben avviato, Daniels fu sviato dal successo la cui gloria

avrebbe dovuto essere riservata a Dio.

Non sussistono prove di eccessi: non furono registrate esperienze estatiche come il parlare in lingue, ma degli elementi non equilibrati si introdussero nella chiesa. Nel fervore della nuova esperienza, vennero messi in primo piano alcuni concetti preferiti. Daniels non favorì la raccolta delle offerte della Scuola del Sabato e questo divenne un tema sensibile che produsse reazioni contro la dirigenza. Si tennero riunioni, la cui frequenza fu ristretta a quelli che gradivano l’esperienza di risveglio.

Un’altra questione oggetto di grandi esagerazioni fu il fatto che Daniels consentì ai membri della chiesa di Healdsburg, coinvolti nell’esperienza di risveglio, di dargli aiuti finanziari personali. Divenne noto, trai i suoi fratelli nel ministero, come una persona piuttosto irresponsabile in fatto di denaro.

D05-K-A-01. Introduzione

RISVEGLI: QUANDO DIO E SATANA SONO ALL’OPERA – 1

DI ARTHUR L. WHITE

[Pubblicato nei numeri della Review and Herald dal 15 marzo al 26 aprile 1973. Il pastore White vi presentò il consiglio di Ellen White sulle esperienze carismatiche e, in stretta correlazione, quello relativo ai risvegli. In due esperienze, una a Healdsburg, in California, nel 1885 (di cui si tratta in questo articolo), e l’altra a Battle Creek, in Michigan, nel 1892 2 1893 (da prendere in considerazione la settimana prossima), si verificò una considerevole effusione dello Spirito Santo, in particolare sugli studenti di due college. Alcuni etichettarono l’esperienza come “fanatismo”. Ma in una serie di comunicazioni, Ellen White mise in chiaro che le esperienze erano genuine, ma mostrò anche che, quando Dio è all’opera, Satana si intromette con una contraffazione. La redazione]

  • Qualcosa andò storto
  • Adunanze interrotte

Con il trascorrere degli anni, ci sono state occasioni di particolare risveglio tra gli avventisti del settimo giorno, da cui risultarono grandi benedizioni per la chiesa. In connessione con alcune di queste esperienze, il fanatismo ha fatto capolino con la sua brutta testa, producendo incomprensioni, critiche e freni. Per evitare l’inganno, molti rifiutarono anche le esperienze genuine. I consigli che Ellen White diede riguardo a queste esperienze sono degni di nota, poiché ella indica che risvegli simili ad alcuni del passato devono avvenire nella chiesa quando deve prepararsi a ricevere la l’ultima pioggia dello Spirito. Tratteggia in modo chiaro il modo in cui Satana agisce per neutralizzare l’opera di Dio. Due esperienze di risveglio degne di nota, sulle quali esiste ampia documentazione, sono quelle che ebbero luogo a Healdsburg, nel 1885, e a Battle Creek, nel 1892 e nel 1893.

L’esperienza di Healdsburg. La chiesa di Healdsburg era una delle prime nate in California. Quando nel 1882 vi fu aperto il college, questa divenne un centro della denominazione e lo rimase finché il college fu trasferito a Angwin, nel 1909. La scuola di Healdsburg rappresentava la nostra seconda istituzione educativa e fu all’avanguardia in diversi importanti indirizzi del progetto educativo. Fu qui che avemmo il nostro primo convitto, o dormitorio; fu qui che le classi di Bibbia entrarono a far parte del regolare curriculum scolastico. Fu a Healdsburg che ci lanciammo in alcuni indirizzi di formazione industriale.

Ellen White acquistò una casa all’interno dei quattro isolati della scuola e vi rimase finché non andò in Europa, circa tre anni dopo. Nell’estate del 1885, profondamente preoccupata per il benessere della chiesa, fece appelli vigorosi, richiamando i membri a una più profonda esperienza religiosa. Ma la risposta fu inferiore alle aspettative, alle speranze e alle preghiere. Desiderava intensamente che la chiesa di Healdsburg, alla quale era legato l’unico centro educativo della Costa del Pacifico, trionfasse e costituisse un esempio.

All’inizio di giugno del 1885, Ellen White partì per iniziare il suo viaggio in Europa. Sei settimane più tardi, il pastore E. P. Daniels (da non confondersi con il pastore Arthur G. Daniells), che per una certa situazione di indebitamento era stato sollecitato a lasciare la sua opera pastorale e dirigeva una scuola di stenografia nell’Oakland, passò il fine settimana a Healdsburg, insieme con la sua famiglia.

Daniels aveva un carattere piuttosto instabile, ma era un buon parlatore e un uomo onesto. Il prof. C. Grainger, direttore della nostra scuola di Healdsburg, lo invitò a tenere il culto del sabato mattina nella chiesa di Healdsburg.

Facendo riferimento a quell’incontro in una lettera a Ellen White, Grainger dice:

“Notai che le persone apparivano fortemente commosse, così lo invitai a parlare ancora la sera. Acconsentì. Allora fissammo degli incontri anche per la domenica. In quella occasione fu fatto un appello a quanti desiderassero cercare il Signore. Quando pressoché tutta la chiesa si fece avanti, dissi al fratello Daniels: ‘Non è proprio il caso di far cessare queste riunioni. Che cosa dobbiamo fare?’. Egli rispose che sarebbe andato a Oakland per sistemare le sue classi e poter tornare in settimana per consolidare l’interesse suscitato. Questo è accaduto cinque settimane fa e l’interesse continua ancora”. (W. C. Grainger a Ellen White, 17 settembre 1885)

In un’altra parte della stessa lettera, Grainger aveva scritto: “Abbiamo avuto un glorioso risveglio nella nostra chiesa e non si è trattato di un’opera superficiale, anzi sono certo che è profonda e duratura. Le confessioni rese sono state complete e spontanee. Il Signore ci ha concesso un’altra opportunità e non abbiamo rifiutato la sua misericordia. Sono certo che verranno dei giorni ancora più luminosi per la chiesa di Healdsburg. Le nubi si sono sollevate”. (Ibid.)

Nel descrivere gli incontri, egli fece notare quanto segue:

“Non si verificano né casi di eccitazione né dimostrazioni rumorose, vi è invece una silenziosa ma sincera ricerca di Dio. Non ho mai testimoniato di un movimento più sincero di questo. Le afflizioni del passato sono state tutte pienamente appianate e ciò è accaduto senza alcuna pressione se non la diretta predicazione della Parola di Dio”. (Ibid.)

Conclude la sua lettera con la notizia che:

“Davanti a noi ci sono tempi migliori nel convitto degli studenti e nella scuola. Tutta la gloria appartiene a Dio, che prego affinché non ci faccia passare ancora una volta sotto una tale nube di oscurità… Vi è un buon interesse anche tra gli estranei e vi è stato un buon numero di conversioni. Tra quelli che si sono uniti alla chiesa, ci sono la madre e la cugina di mia moglie”. (Ibid.)

Un’altra persona, I. L. Decker, scrivendo a Ellen White, riferisce quanto segue: “Oh, che risveglio ha avuto questa chiesa! Lo Spirito del Signore è stato con lui (E. P. Daniels) con potenza e forza, finché ognuno ne ha sentito la presenza e non ha potuto resistergli. Vecchi peccatori incalliti che avevano fatto resistenza per tutta la vita, si sono completamente arresi”. (Lettera a Ellen White, 7 settembre 1885)

Decker inoltre riferisce che si tennero contemporaneamente incontri di bambini, di anziani e di giovani. Altre persone confermarono il risveglio con descrizioni analoghe.

D05-J-01-Come i Mackin si introdussero nella Chiesa di San Jose

In seguito alla pubblicazione dei tre articoli sulla Review and Herald il White Estate ha ricevuto informazioni da parte della Signora Irene Moon-Winn, che a quell’epoca abitava a San Jose,  sul modo in cui Ralph Mackin ebbe accesso alla Chiesa di san Jose.

Il Pastore D.T. Fero, doveva andare altrove il Sabato 14 Novembre , pertanto fece piani perché uno dei membri lo sostituisse nei servizi religiosi. Quel Sabato, quando il fratello incaricato di parlare entrò in chiesa,  incontrò un signore che aveva una Bibbia, un innario ( Christ in Song) e un volume delle Testimonianze e che si presentò come Ralph Mackin.

“ Lei è un predicatore?”, gli fu chiesto.

“ Oh, sì,” fu la risposta. “Sono appena giunto da Battle Creek. Apparve proprio una circostanza fortunata che un ministro proveniente dall’Est si trovasse fra di loro, quindi fu invitato a predicare.

Nel suo sermone Ralph Mackin disse alla congregazione che veniva proprio dall’aver fatto visita alla Sorella White, a St. Helena, e che sua moglie aveva avuto là una visione. Riferì che la Sorella White era in piena armonia con loro,  aveva detto che la loro era una buona opera e aveva augurato loro la benedizione di Dio. Durante il sermone suggerì che se qualcuno nella congregazione desiderava avere una riunione di preghiera speciale dopo il culto, sarebbe stato felice di unirsi a loro.  Alcuni rimasero ed ebbero una breve riunione di preghiera.

Quando i membri che erano andati a casa furono tornati alle tre del pomeriggio per la riunione dei giovani, restarono sorpresi di trovare che la riunione sotto la guida del Signor Mackin era ancora in corso.   Delle persone cantavano, altre pregavano, altre gridavano. Il Signor Mackin annunciò che ci sarebbe stata una riunione di preghiera quella sera.  Si presentò un gran numero di membri e così continuò ogni sera, fino al mercoledì, quando il fratello Fero tornò e mise fine alle riunioni di Mackin nella sua chiesa.

La signora Winn riferisce che le persone “ parevano pensare che questa fosse una manifestazione dello Spirito Santo.”  Per un periodo Mackin guidò delle riunioni nelle case dei simpatizzanti.

D5-I-C-02. Un triste errore

“Al Signore e alla Signora Mackin:

“Cari fratello e sorella: di recente, in visioni notturne, mi sono state manifestate alcune questioni che devo comunicarvi. Mi è stato mostrato che state facendo alcuni errori dolorosi: nel vostro studio delle Scritture e delle Testimonianze siete giunti a conclusioni sbagliate e l’opera del Signore sarebbe grandemente fraintesa se doveste continuare nel modo in cui avete iniziato. Voi date un’interpretazione falsa della Parola di Dio e delle Testimonianze pubblicate; inoltre portate avanti una strana opera in accordo con la concezione che avete del loro significato.  Voi supponete che tutto quel che fate sia per la gloria di Dio, ma ingannate voi stessi e gli altri.

Sua moglie, nel discorso, nel canto e nelle strane manifestazioni che non sono in accordo con l’opera genuina dello Spirito Santo, contribuisce a produrre una fase di fanatismo che recherebbe grave danno alla causa di Dio, nel caso venisse  permesso ovunque nelle nostre chiese. Avete addirittura supposto che vi fosse stata concessa la potenza di cacciare i demoni. Per l’influsso che esercitate sulla mente umana, uomini e donne sono portate a credere di essere posseduti da demoni e che il Signore ha designato voi come suoi agenti per cacciare questi spiriti maligni.

Mi è stato mostrato che le stesse fasi dell’errore che fui costretta ad incontrare tra i credenti Avventisti dopo che fu trascorso il tempo del 1844, si ripeteranno in questi ultimi giorni. Nella nostra esperienza giovanile, ho dovuto viaggiare di luogo in luogo e portare messaggio dopo messaggio a gruppi delusi di credenti. Le prove ce accompagnavano il mio messaggio erano così chiare che gli onesti di cuore ricevevano come verità le parole che erano pronunciate.  La potenza di Dio si rivelò in modo notevole e uomini e donne furono liberati dalla funesta influenza del fanatismo e del disordine, e furono condotti all’unità della fede.

Fratello e sorella miei, ho un messaggio per voi: voi partite da una supposizione sbagliata.  Molto egoismo e intrecciato con le vostre manifestazioni e Satana si introdurrà, con il suo potere di seduzione, proprio attraverso tali manifestazioni.  E’ l’ora che vi fermiate.  Se Dio vi ha dato un messaggio speciale  per il suo popolo, dovete camminare e operare in tutta umiltà, non come se foste sul palco di un teatro, ma nella mansuetudine di un seguace dell’umile Gesù di Nazareth.  In Tal caso esercitereste un influsso del tutto diverso , perché sareste ancorati alla Roccia, Cristo Gesù.

Cari giovani amici, le vostre anime sono preziose agli occhi del Cielo. Cristo vi ha acquistati col suo sangue prezioso e io non voglio che nutriate una falsa speranza , operando in direzioni sbagliate. Vi trovate certamente su un falso binario ora, e vi imploro, per amore delle anime vostre, di non mettere ulteriormente in pericolo la causa della verità in questi ultimi giorni. Per amore dellle vostre anime, considerate che la maniera in cui operate non è la via per la quale la causa di Dio deve essere fatta progredire.    Il desiderio sincero di fare del bene agli altri condurrà l’operaio cristiano a eliminare ogni pensiero di poter introdurre nel messaggio della verità per oggi degli strani insegnamenti che conducono uomini e donne al fanatismo. In questo periodo della storia del mondo dobbiamo esercitare la massima attenzione in questo senso.

Alcune fasi dell’esperienza che state attraversando , non solo mette a rischio le vostre stesse anime, ma anche quelle di molti altri, perché vi appellate alle parole preziose di Cristo, registrate nelle Scritture, e alle Testimonianze, per attestare la genuinità del vostro messaggio. Presupponendo che la Parola preziosa, che è verità eterna, e che le Testimonianze date da Dio per il suo popolo, siano la fonte della vostra autorità, vi ingannate.  Voi siete mossi da impulsi sbagliati e vi fate forza con dichiarazioni fuorvianti, cercate di usare la verità divina per sostenere sentimenti sbagliati e azioni scorrette che sono che sono incoerenti e fanatiche. Il risultato è che l’opera della chiesa volta a familiarizzare le persone col messaggio del terzo angelo è resa dieci volte, sì, venti volte più difficile. ( pubblicato in parte in  Selected Messages, libro 2, pp. 44-46 )

 

“ Ai nostri fratelli della California:

“La notte scorsa ho ricevuto delle istruzioni per il nostro popolo. Mi parve di essere in una riunione  dove si facevano delle rappresentazioni della strana opera  del Fratello Mackin e della moglie.  Mi fu insegnato che si trattava di un’opera simile a quella che fu compiuta a Orrington, nello Stato del Maine, e in vari altri posti dopo il compimento del tempo nel 1844. Mi fu ordinato di parlare risolutamente contro quest’opera fanatica.

“Mi fu mostrato che non era lo Spirito del Signore a ispirare il fratello e la sorella Mackin, ma quello stesso spirito di fanatismo che cerca sempre di penetrare nella chiesa del rimanente. Il loro modo di applicare la Scrittura ai loro eccentrici esercizi rappresenta un’errata applicazione della Scrittura. L’opera di dichiarare che le persone sono possedute dal diavolo per poi pregare con loro  pretendendo di cacciare gli spiriti maligni, è fanatismo che porterà discredito a ogni chiesa che l’approvi.  Mi fu mostrato che non dobbiamo incoraggiare assolutamente queste dimostrazioni, ma dobbiamo salvaguardare il popolo con una testimonianza risoluta contro quello che imprimerà una macchia sul nome degli Avventisti del settimo giorno, e distruggerà la fiducia del popolo nel messaggio di verità che deve portare al mondo.  Il Signore ha compiuto una grande opera per il suo popolo collocandolo in un contesto favorevole ed è dovere della chiesa tenere in gran conto la sua influenza. Sono preziose le parole: ‘Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me’( Giovanni 5:39).  Le parole ispirate studiate con cura e rispettate in spirito di preghiera, vi equipaggeranno in modo completo per ogni opera buona.

Come denominazione dobbiamo rivolgerci in modo più continuo alla guida divina perché viviamo in un tempo malvagio e i pericoli degli ultimi giorni incombono su di noi. Poiché l’iniquità abbonda, Satana ha la presunzione di irretire in ogni sorta di teoria ingannevole quelli che hanno cercato di camminare umilmente con Dio e che non confidano in se stessi.  E vogliamo che degli uomini sicuri di sé, fanatici  si presentino a queste anime umili facendo loro credere di essere possedute da spiriti malvagi e , dopo aver pregato con loro, affermino che il diavolo è stato cacciato?  Queste non sono manifestazioni dello Spirito di Dio, ma di un altro spirito.

Ho fatto appello a ogni chiesa perché eviti di arrivare a giudicare male coloro che, in quanto diffidenti di sé, temono di non avere lo Spirito Santo.  Invece ci sono di quelli che hanno seguito le loro vie invece delle vie di Dio; non hanno riconosciuto la luce che Dio ha generosamente dato e, per questo, hanno perso la capacità di distinguere tra le tenebre e la luce.  Molti hanno udito molte cose a proposito del sentiero che dovrebbero seguire, ma ignorano i requisiti che Dio pone loro dinanzi. La loro luce così non risplende in opere capaci di rivelare i principi della verità e della santità. E’ questo genere di persone che nel tempo della prova accetteranno la falsità e teorie errate sulla verità divina.  “ Una grande luce è stata data al popolo di Dio: che il nostro popolo si risvegli e proceda verso la perfezione . Voi sarete esposti alle falsità degli agenti satanici  e temibili ondate di fanatismo si faranno strada.  Ma Dio libererà quel popolo che ricercherà il Signore con sincerità e si consacrerà al suo servizio.”  Pacific Union Recorder , 31 Dicembre, 1908. ( ripubblicato in  Selected Messages, libro 2, pp.46,47).

 

A questo punto perdiamo le tracce dei Mackin e i loro nomi scompaiono dai nostri archivi.  Ogni influsso che avrebbero potuto avere sui nostri membri di chiesa fu tagliato alla radice dalla dichiarazione resa da Ellen White, secondo la quale non era lo Spirito del Signore ad ispirarli.

Concludendo questa serie di articoli sulla storia dei Mackin, può essere opportuno osservare che Ellen White ha scritto molto sul battesimo dello Spirito Santo e ne ha così ritratto i frutti: calma, progressi concreti nella vita e nella testimonianza cristiane, ma non nel campo delle esperienze estatiche.

D5-I-C-01. “Concepito per sviare”

Questo è il terzo di una serie di tre articoli che raccontano la storia di Ralph Mackin e di sua moglie, i quali ritennero che lo Spirito Santo li avesse investiti di un potere speciale, che li portava a parlare in lingue e a profetizzare. I primi due riferivano un colloquio, stenograficamente trascritto, che i Mackin ebbero con Ellen White . In questo terzo articolo Ellen White ci narra quello che le fu mostrato in visione a proposito del caso Mackin.

 

La visita di Ralph Mackin e di sua moglie a Ellen White riempì la seconda parte del Giovedì mattina del 12 Novembre 1908.  I piani erano che Ellen White e tre membri della sua famiglia e del suo ufficio percorressero con un carro le 35 miglia fino a Healdsburg per i servizi di culto del Sabato e della Domenica. Finito il colloquio, la mente della sorella era concentrata sulle attività del fine settimana. Poi, la settimana dopo, era previsto un viaggio a Berkeley, per una serie di riunioni nel corso di quel fine settimana.

W.C. White scrisse quanto segue al Pastore Daniells, presidente della Conferenza Generale, quel Giovedì pomeriggio, dopo il colloquio:

“ Questa mattina, la mamma, io e il Fratello Crisler abbiamo passato un paio di ore in colloquio con il fratello e la sorella Mackin di Findlay, in Ohio. Hanno attraversato il continente, dicono, per incontrare la mamma. Ieri mattina ho avuto un incontro con loro nel mio ufficio e li ho consigliati di venire stamani  a vedere mia madre. Appaiono persone pieni di energia, ma la loro esperienza presenta qualcosa di strano.

La loro speranza e la loro preghiera era che la mamma avesse per loro un messaggio di incoraggiamento. Ma in questo sono stati in una certa maniera delusi. Lei ha detto che il loro caso non le era mai stato presentato in visione, poi ha parlato con loro per circa mezzora, mettendo in evidenza il bisogno di prudenza per non correre il rischio che fossero sviati a causa dei loro sentimenti,scambiandoli per la guida del Signore. Sono da poco tornati al Sanitario, affermando di non poter dire cosa faranno in seguito, ma assicurando che seguiranno la guida del Signore.” 12 Novembre, 1908.

Quel venerdì i Mackin andarono a San Jose, e apparentemente del tutto incuranti del consiglio ricevuto e degli avvertimenti pronunciati da Ellen White, cominciarono a tenere delle riunioni.  Riferirono alla chiesa di Clyde, in Ohio, che avevano avuto un colloquio con la sorella White e avevano qualcosa di buono da comunicare al loro ritorno a casa.

Forse il Signore stava offrendo ai Mackin un’opportunità di mostrare la loro risposta  al consiglio sincero di Ellen White e anche di lasciare che lo sviluppo delle circostanze evidenziasse a ciascuno il vero frutto della loro opera. Ma ben presto dei guai cominciarono a bollire in pentola a San Jose perché  delle richieste d’informazione sul colloquio iniziarono a pervenire al personale di Elmshaven.

Il 26 novembre, a due settimane dal colloquio,  Ellen White scrisse a S.N. Haskell, presidente della Federazione della California:

“Caro fratello, due settimane fa, mentre scrivevo, mio figlio è entrato nella mia stanza e ha detto che c’erano due persone di sotto che volevano parlare con me. Sono scesa nel nostro salotto e vi ho incontrato un uomo e sua moglie che affermavano di seguire la Parola di Dio e di credere alle Testimonianze. Avevano avuto un’esperienza insolita negli ultimi due o tre anni, ma apparivano persone oneste di cuore.

Li ho ascoltati mentre riferivano alcune delle loro esperienze, poi ho detto loro qualcosa dell’opera che abbiamo dovuto compiere per fronteggiare il fanatismo e opporci ad esso,e questo era avvenuto nel periodo in cui era trascorso il tempo nel quale ci attendevamo di vedere il nostro  Signore. Durante questi giorni di prova alcuni dei nostri fedeli più preziosi erano stati indotti al fanatismo.  Dissi inoltre che prima della fine noi assisteremo a strane manifestazioni per opera di quelli che professano di essere condotti dallo Spirito Santo.  Ci sono persone che considereranno come qualcosa di grande importanza queste manifestazioni particolari, che invero non sono da Dio, ma sono intese deliberatamente a sviare le menti di molti dagli insegnamenti della Parola.

In questa fase della nostra storia dobbiamo essere cauti nel guardarci da tutto ciò che sappia di fanatismo e di disordine. Dobbiamo guardarci contro tutti gli strani esercizi che possono irritare le menti degli increduli e portarli a pensare che siamo un popolo guidato dall’impulso,che si diletta nel rumore e nella confusione, accompagnati da azioni eccentriche.  Negli ultimi giorni il nemico della verità presente introdurrà manifestazioni  che non sono in armonia con le azioni dello Spirito, ma sono intese a sviare quelli che sono pronti ad abbracciare  qualcosa di nuovo e di strano.

Ho detto a questo fratello e a sua moglie che l’esperienza che ho attraversato in gioventù, poco dopo che fu trascorso il termine del 1844, mi hanno portata ad essere molto, molto cauta ad accettare qualsiasi cosa somigli ha ciò che abbiamo affrontato e respinto nel nome del Signore.

Nessun danno più grande potrebbe essere reso all’opera di Dio in questo tempo che permettere che uno spirito di fanatismo si introduca nelle nostre chiese, accompagnato da operazioni strane, erroneamente considerate operazioni dello Spirito di Dio.

Mentre il fratello e sua moglie tratteggiavano le loro esperienze, che sostenevano si fossero presentate loro dopo aver ricevuto lo Spirito Santo con la potenza apostolica,  mi sembrava che fossero una copia esatta di quello che fummo chiamati ad affrontare e a correggere nelle prime fasi della nostra esperienza.

Verso la fine del nostro colloquio il Fratello Mackin propose che ci riunissimo in preghiera, con il pensiero che forse , durante la preghiera, sua moglie potesse praticare gli esercizi che mi avevano descritto, e che poi io fossi capace di discernere se fossero da Dio oppure no.  A questo non potei acconsentire, perché mi è stato insegnato che quando una persona si offre di esibire tali manifestazioni, si tratta di una prova chiara che non è l’opera di Dio.

Non dobbiamo permettere che queste esperienze ci portino a un senso di scoraggiamento . Poiché di tanto in tanto  si presenteranno, non diamo spazio ad esercizi starni che di fatto allontanano la mente dai moventi profondi dello Spirito Santo.  L’opera di Dio si caratterizza sempre per calma e dignità, quindi non possiamo permetterci di approvare qualsiasi cosa porti confusione e indebolisca il nostro zelo per la grande opera che Dio ci ha dato da compiere nel mondo, in preparazione della seconda venuta di Cristo.”’ Lettera 338,1908. ( pubblicata in Selected Messages, libro 2, pp.41,42).

La settimana dopo W.C. White riferì  al pastore Haskell sulla visita dei Mackin.  Disse come essi fossero fiduciosi che il signore li avesse condotti là e che un messaggio fosse stato dato alla Sorella White su di loro e la loro opera.

Quando Ellen White li ebbe incontrati quel giovedì mattina, in risposta alla richiesta se avesse mai visto in visione un messaggio per loro relativo alla loro opera speciale, lei  disse che né li aveva visti in visione né aveva ricevuto alcuna rivelazione del Signore sulla loro opera.

W.C. White continua così:

“Durante questa visita non ho potuto individuare nulla che incoraggiasse le loro convinzioni di essere divinamente chiamati ad un’opera speciale.  E questi sono i fatti:

“(1)  Essi erano fiduciosi che il Signore li avesse chiamati a compiere un’opera molto speciale e che alla Sorella White sarebbe stato dato un messaggio di riconoscimento e di consolidamento di quell’opera. In questo si sbagliavano: nessun messaggio simile era stato dato.

“(2) Erano fiduciosi di essere stati mostrati alla Sorella White in visione e che, di conseguenza, quando si fossero presentati lei li avrebbe  riconosciuti.

“(3) Si aspettavano parole di incoraggiamento, ma quelle che ricevettero furono di cautela.  In considerazione di questi fatti, non possono con giustizia riferirsi alla loro visita a Ellen White e suo figlio, W.C. White, come a un incoraggiamento per le loro rivendicazioni di una missione  e opera speciali.” Lettera di W. C. White , 2 Dicembre, 1908 .

E poi Dio parlò per mezzo di una visione diretta a illuminare quel caso specifico. Forse ci furono due visioni, una la notte del 10 dicembre e l’altra alcuni giorni prima. La rivelazione resa a Ellen White la spinse a scrivere due lettere il venerdì 11 dicembre: una ai Mackin e una diretta ai “Nostri Fratelli in California.”  Le presentiamo nell’ordine.  La seconda fu pubblicata sul  Pacific Union Recorder.

D5-I-B-02. Qual è la prova?

R. Mackin:  Sulla ricezione della potenza che viene dall’alto, c’è una domanda –  mi sembra- altrettanto pertinente ora che ai giorni degli apostoli:  qual è la prova? Se noi la riceviamo, non produrrà su di noi gli stessi effetti fisici che produsse nel passato? Possiamo aspettarci di parlare come lo Spirito ci suggerisce di esprimerci.

Ellen G. White:  Nel futuro avremo dei segni speciali dell’influenza dello Spirito di Dio: specialmente nei periodi in cui i nostri nemici esprimono la massima forza contro di noi.  Verrà il tempo in cui  vedremo cose strane; ma come saranno esattamente – se simili ad alcune delle esperienze dei discepoli dopo aver ricevuto lo Spirito Santo in seguito all’ascensione  di Cristo – non sono in grado di dirlo.

R. Mackin: Continueremo a pregare il Signore per questo e gli chiederemo di illuminarci in proposito. Per questo le lascio il nostro indirizzo, e se lei avrà qualcosa da comunicarci al proposito, saremo felici di riceverlo.

W.C. White: Probabilmente passerete qui alcuni giorni, vero?

R. Mackin:  Se lo Spirito Santo ci dirà che per adesso la nostra opera è compiuta, noi andremo via; se ci dirà di rimanere , rimarremo. E’ lui che ci guida.  Quando ho presentato questo messaggio a diverse congregazioni lo Spirito di Dio gli ha reso testimonianza, e molti piangono, e dicono, “Oh, abbiamo bisogno di forza, abbiamo bisogno di aiuto, e questa è la forza promessa; ricerchiamo Dio.”

Signora Mackin: La vera prova è l’amore: I Corinzi 13.

R.Mackin: Satana vuole ostacolare quest’opera, ma noi siamo suggellati dallo Spirito della promessa. Presento quest’idea a partire da  Primi Scritti :  quando gli angeli stanno per sciogliere i quattro venti, Gesù lancia il suo sguardo pietoso sul rimanente e con le mani in alto grida: “Per il mio sangue, Padre. Per il mio sangue, per il mio sangue, per il mio sangue!” Lo ripete quattro volte, perché il suo popolo non è ancora stato suggellato. Egli affida a un angelo il compito di volare rapido dai quattro angeli che tengono i quattro venti, col messaggio: “Tratteneteli! Tratteneteli! Tratteneteli! Tratteneteli! Fino a quando i servi di Dio saranno suggellati sulle loro fronti.” E quando presento questi temi davanti alla congregazione sono i più onesti e devoti ad esserne toccati, per la maggior parte.

 

Poi la sorella White cominciò a parlare e continuò per circa mezz’ora Raccontò un episodio dopo l’altro legato ai suoi primi incarichi poco dopo che il tempo del 1844 era passato. Le sue esperienze di allora con forme di errore inconsuete la portarono, negli anni futuri, a essere timorosa di qualsiasi cosa che avesse il sapore di uno spirito di fanatismo.

In seguito la sorella White parlò anche di alcuni che compivano strani esercizi del corpo e altri che si facevano guidare in gran parte dalle loro impressioni.  Alcuni pensavano che lavorare fosse sbagliato.  Altri ancora pensavano che i giusti defunti fossero stati resuscitati in vita eterna.  Alcuni si sforzavano di coltivare uno spirito di umiltà strisciando sul pavimento, come dei bambini.  Alcuni danzavano e cantavano: “Gloria, gloria, gloria,gloria,gloria,gloria,” ripetutamente. Talvolta una persona saltava su e giù sul pavimento, con le mani levate, lodando Dio; e questo continuava per  una mezz’ora ogni volta.

Tra quelli che prendevano parte a queste straordinarie forme di fanatismo ce ne erano alcuni che un tempo erano stati fratelli e sorelle fedeli e timorose di Dio.  Gli strani esercizi che coinvolgevano il corpo e la mente si protraevano così a lungo che in alcuni luoghi gli ufficiali giudiziari si sentivano costretti a contenerli gettando quelle persone in prigione. La causa di Dio così veniva screditata e ci volevano molti anni per superare il cattivo influsso che queste esibizioni di fanatismo avevano sul pubblico.

La Sorella White inoltre disse come era stata richiesta ripetutamente di fronteggiare questo fanatismo lealmente e di rimproverarlo severamente nel nome del Signore.   Mise l’accento sul fatto che noi abbiamo una grande opera da compiere nel mondo, che la nostra forza  nei confronti della gente risiede nella potenza che accompagna una chiara presentazione della Parola del Dio vivente.  La legge di Jahweh  deve essere esaltata e onorata; e le varie caratteristiche del messaggio del terzo angelo devono essere riassunte con chiarezza davanti alle persone, in modo che tutti possano avere un’opportunità di ascoltare la verità per questo tempo e decidere se obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.

Se, come chiesa, dovessimo lasciare spazio a qualche forma di fanatismo, le menti dei non credenti sarebbero deviate dalla Parola vivente agli atti compiuti dai mortali, e allora l’umano risalterebbe più del divino.  Inoltre, molti rimarrebbero disgustati da quanto per le loro menti apparisse innaturale e confinante col fanatismo.  In tal modo la proclamazione del messaggio per questo tempo sarebbe tristemente ostacolata.  Lo Spirito Santo opera in una maniera che si raccomanda da sola al buon giudizio della gente.

 

Nel mentre la sorella White  riferiva le sue prime esperienze col fanatismo, il Fratello Mackin fece questa proposta:

R.Mackin : Se noi avessimo lo spirito della preghiera, e questa potenza investisse mia moglie, sarebbe in grado di discernere se viene da Dio o no?

Ellen G. White: Non potrei dirvi niente in proposito. Ma vi racconto queste esperienze perché possiate sapere quali situazioni abbiamo affrontato. Abbiamo cercato in ogni modo possibile di liberare la chiesa da questo male.  Abbiamo dichiarato, nel nome del Signore Dio d’Israele, che Dio non opera per il tramite dei suoi figli in modo da screditare la verità e da produrre, senza necessità, un pregiudizio radicato e un’aspra opposizione. Nella nostra opera dobbiamo assumere una condotta chiara e cercare di raggiungere le persone là dove sono.

R.Mackin: Ricordo di aver letto molto su questo tema nel I volume delle Testimonianze per la Chiesa: la sua esperienza volta a respingere il fanatismo e il caso celebre avvenuto nella parte orientale quando stabilirono una data, nel 1855, credo.

Ellen G. White:  Alcuni danzavano su e giù, cantando, “Gloria, gloria, gloria,gloria, gloria.” A volte mi sedevo aspettando che avessero finito, poi mi alzavo e dicevo: – Questo non è il modo in cui il Signore opera. Lui non produce forme di entusiasmo come queste. Dobbiamo volgere le menti delle persone alla Parola, come fondamento della nostra fede.

Allora ero solo una bambina; ma dovetti rendere ripetutamente la mia testimonianza  contro queste strane operazioni e da quel tempo ho cercato di essere molto, molto attenta che cose di questo tipo non dovessero penetrare tra la nostra gente.  Ogni manifestazione di fanatismo allontana la mente dalla dimostrazione della verità: cioè la Parola stessa.

Tu puoi intraprendere una condotta coerente, ma quelli che sono influenzati da te potrebbero assumerne una incoerente e così ci troveremmo molto presto tra le mani qualcosa che renderebbe quasi impossibile comunicare ai non credenti la giusta impressione del nostro messaggio e della nostra opera.  Noi dobbiamo presentarci alle persone con la stabile Parola di Dio; e quando siamo ricettivi ad essa, lo Spirito Santo può venire, ma viene sempre, come ho detto prima, in un modo che si raccomanda al giudizio della gente. Nella nostra maniera di parlare, di cantare e in tutti i nostri esercizi spirituali dobbiamo rivelare quella serenità, dignità e timor di Dio che motiva ogni vero figlio di Dio.

Esiste un costante pericolo che lasciamo introdursi in mezzo a noi qualcosa che possiamo considerare operazione dello Spirito Santo, ma che in realtà è il frutto di uno spirito di fanatismo. Per tutto il tempo che permettiamo al nemico della verità di guidarci in una strada sbagliata, non possiamo sperare di raggiungere con il messaggio del terzo angelo gli onesti di cuore. Noi stessi dobbiamo essere santificati dall’obbedienza alla verità.

Ho paura  di qualsiasi cosa abbia la tendenza a sviare la mente dalla sicura dimostrazione della verità rivelata nella Parola di Dio. Ne ho paura, ne ho davvero paura. Dobbiamo condurre le nostre menti nei confini della ragione, affinché il nemico non entri a scombussolare ogni cosa.   Ci sono persone di temperamento eccitabile che sono facilmente indotte al fanatismo e, se dovessimo lasciar entrare nelle nostre chiese qualcosa che inducesse tali persone nell’errore, in breve vedremmo questi errori diffondersi ampiamente.  Poi, per la condotta di questi elementi disordinati, un marchio negativo si imprimerebbe sull’ intero corpo degli Avventisti del Settimo giorno.

Ho studiato il modo di ristampare alcune di queste prime esperienze , affinché la maggior parte del nostro popolo ne possa essere informato, perché so da molto tempo che il fanatismo si manifesterà ancora, anche se in modi diversi.  Noi dobbiamo consolidare la nostra posizione riposando sulla Parola ed evitando tutte le bizzarrie e gli strani esercizi che alcuni sarebbero pronti a far propri e a praticare.  Se dovessimo consentire che la confusione penetri fra le nostre file, non potremmo portare a termine la nostra opera come dovremmo. Noi cerchiamo di portarla a compimento ora, in ogni modo possibile.  Ho pensato che fosse mio dovere riferirvi queste cose.

 

R. Mackin: Bene, ora però quanto lei ha dichiarato non corrisponde con la nostra esperienza. Noi siamo stati molto cauti in quest’ambito, e troviamo che l’esperienza attraverso la quale siamo passati, e che ci siamo sforzati di riassumerle brevemente questa mattina, concordi esattamente con l’esperienza dei servi di Dio del passato, così com’è presentata nella Parola.

Ellen G. White: Negli anni del ministero di Cristo sulla terra delle pie donne  assisterono all’opera che il Salvatore e i suoi discepoli  conducevano.  Se gli oppositori avessero potuto trovare qualcosa di sregolato nella condotta di queste donne , ciò avrebbe fermato subito quell’opera. Ma mentre le donne collaboravano con Cristo e gli apostoli, l’opera nella sua interezza veniva compiuta a un livello così alto, da essere al di sopra di ogni ombra di sospetto. Non si poteva trovare alcuna ragione di accusa e le menti di tutti erano rivolte alle Scritture piuttosto che agli individui. La verità era proclamata in modo intelligente e in modo così chiaro che tutti potevano comprenderla.

Ora io temo di avere introdotto qualcosa che abbia a che fare col fanatismo in mezzo al nostro popolo. Moltissimi devono essere santificati; ma devono esserlo con l’obbedienza al messaggio della verità.  Sto proprio scrivendo su questo soggetto oggi.  In questo messaggio c’è una bella coerenza, che induce al giudizio. Noi non possiamo permettere a elementi facilmente eccitabili tra noi a esprimersi in modo tale da distruggere il nostro influsso positivo su quelli che vogliamo raggiungere con la verità. Ci sono voluti anni per cancellare l’impressione sfavorevole che i non credenti avevano maturato sugli Avventisti dopo aver fatto conoscenza di operazioni strane e cattive compiute da elementi fanatici in mezzo a noi, nei primi anni della nostra esistenza come popolo a sé stante.

R. Mackin:  Sì, ora quello che ci sta trasmettendo, vorrebbe essere considerata una testimonianza sotto l’azione dello Spirito, o si tratta semplicemente di un consiglio, della trasmissione della sua esperienza?

Ellen G. White:  Vi sto trasmettendo la storia.

R. Mackin:  Ma lei non dice che ciò si applica al nostro caso , almeno finché non riceverà una luce ulteriore su questo ?

Ellen G. White:  Non potrei affermarlo con certezza, ma sembra porsi lungo quella linea, temo. Sembra situarsi lungo quella linea che ho incontrato a più riprese.

W.C.White:  Sono le dodici.  Non vi piacerebbe riposare un po’ prima del pranzo?

Ellen G. White:  Bene, non potevo lasciarvi andare prima di avervi detto quello che vi ho detto. Cioè, state in guardia.  Non fate apparire nulla che sappia di fanatismo e che altri tradurrebbero in pratica. Ci sono alcune persone impazienti di prodursi in uno spettacolo, e che lo faranno qualsiasi cosa voi possiate fare, che sia dello stesso tenore oppure no. Sono stata molto cauta a non sollecitare atteggiamenti strani in mezzo al nostro popolo.

R.Mackin:  Ma non è vero che quando lo Spirito viene, come si dice nei suoi scritti,  molti gli si volgeranno contro e diranno che si tratta di fanatismo?

Ellen G. White:  Certo che lo faranno, ed è per questa ragione che dovremmo essere guardinghi. E’ con la Parola, non con sensazioni o eccitazioni, che vogliamo influenzare il popolo a obbedire alla verità. Possiamo sussistere sicuri sulla base della Parola di Dio, la Parola vivente è colma di ogni prova, e una potenza meravigliosa accompagna la sua proclamazione nel nostro mondo.

R: Mackin.  Bene, non dobbiamo stancarla.

Signora Mackin: Lode al Signore!

Ellen G. White: ( Si alza e stringe loro la mano).  Voglio che lo Spirito del Signore sia con voi, con voi e con me.  Dobbiamo essere proprio come figli di Dio ancora piccoli.  La potenza della sua grazia non deve essere fraintesa: dobbiamo riceverla in ogni mansuetudine e umiltà e modestia di spirito, in modo che Dio stesso possa imprimere se stesso nelle menti della gente. Spero che il Signore vi benedica e vi dia un solido fondamento, quel fondamento che è costituito dalla Parola del Dio vivente.

 

Il colloquio finì in questo modo, ma non si tratta della fine della storia. Nella notte di Giovedì, l’11 Dicembre, a Ellen White giunse una visione che definì in modo chiaro l’esperienza dei coniugi Mackin.

D5-I-B-01. La Parola – non sensazioni

Nella prima parte di questa serie ci trovavamo nel salotto a Elmshaven, nel mese di novembre 1908, davanti al caminetto con Ralph Mackin e sua moglie che interrogavano  Ellen G. White sulla loro esperienza nel corso della quale ebbero la sensazione che lo Spirito Santo fosse stato loro accordato come un potere speciale di parlare in lingue, di profetizzare, eccetera. Nel loro colloquio erano pervenuti al punto in cui stavano discutendo del canto della Signora Mackin sotto la potenza dello Spirito Santo.

 

Ellen G. White: Che posto era questo di cui parlate, il luogo dove avvenne il canto?

R. Mackin :  Era Mansfield, in Ohio, al raduno religioso ( camp meeting).

Ellen G. White: Si trattava della nostra gente, degli osservatori del Sabato?

R.Mackin: Sì, proprio della nostra gente.

W.C. White: Il verso che la Signora Mackin cantò la sera scorsa era estemporaneo o un inno conosciuto? [ Alla riunione di preghiera nella cappella del sanitario il Fratello Mackin aveva dato la sua testimonianza durante il culto di adorazione ed era stato seguito dalla consorte, che aveva cantato]

Signora Mackin:Oh, quello era uno degli inni canonici. Si trova nel nuovo Christ in Song.

R. Mackin: Dal suo ascolto potreste con difficoltà farvi un idea del suo canto, quando le parole le sono date dallo Spirito Santo. La cosa più meravigliosa è quando lei canta “Gloria!” Dice che quando la canta le sembra di essere alla presenza di Gesù e dei suoi angeli. Ripete la parola “Gloria!” più volte. E’ stata messa alla prova con il pianoforte e i musicisti dicono che è strano: le tonalità basse e quelle acute che produce. Non può farlo che quando prega sotto l’influsso dello Spirito e allora una potenza speciale scende su di lei.

Signora Mackin.  Non abbiamo questa potenza, solo quando ricerchiamo Gesù.

R.Mackin:  Il Signore ci ha dato questa potenza , sorella White, di cacciare e demoni e molti ne sono posseduti. Ricordo una dichiarazione  che lei mise per iscritto alcuni anni or sono , che molti erano posseduti dai demoni, esattamente perché vivevano nei giorni di Cristo. Quando siamo riuniti e i demoni sono riuniti, possono spingere le persone a compiere cose bizzarre. Ho notato, nella Bibbia, quando Gesù si trovava nel Tempio, che i demoni subito subito vennero fuori. “Stai in pace, e esci da lui.” Il Signore ci insegna a mettere distese le persone, affinché i demoni non li gettino a terra quando escono.   All’inizio abbiamo visto che quando cominciamo a sgridare questi demoni, loro spesso chiudono gli occhi dei posseduti, e talvolta li fanno abbaiare come cani, e fanno loro tirare fuori la lingua; ma quando continuiamo a sgridarli, diamine,aprono gli occhi  e si calmano, e così anche i demoni…

Ora, è grazie al dono dello Spirito che il Signore ci dice quando i demoni se ne sono andati, che tutti se ne sono andati.  Una signora , in particolare, aveva sei demoni e ci disse che proprio li aveva sentiti uscire: le pareva che la tirassero in ogni parte del corpo.

Ma i nostri fratelli dicono che non possono trovarsi negli ultimi giorni; noi invece troviamo che i fatti coincidono esattamente con quanto il Salvatore ha detto nell’ultimo capitolo di Marco, nel grande mandato: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove;” e così via.

Signora Mackin:Neanche tutto questo lo abbiamo afferrato subito.

R.Mackin: Legga i restanti versetti di Marco: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti;e se pur bevessero qualcosa di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli infermi ed essi guariranno.Il Signor Gesù dunque, dopo aver loro parlato fu assunto nel cielo, sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare da per tutto , operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l’accompagnavano. Amen.”  La nostra esperienza, per quanto siamo in grado di capire, coorisponde con la Bibbia.  Ecco qualcosa che mi piacerebbe leggere [ qui il fratello Mackin legge dei brani, incluso il seguente, tratti da un articolo della Sorella White, tratto dalla Review and Herald,  pubblicato nel numero dell’11 aprile 1899 e intitolato “ Il Raduno di Newcastle”]:

“ Durante la notte del primo sabato  del raduno di Newcastle, mi parve di trovarmi in una riunione, e di presentare la necessità e l’importanza per noi di ricevere lo Spirito. Questo era il punto cruciale della mia opera: aprire i cuori allo Spirito Santo.”

[Lo stenografo non fece alcun riferimento al punto esatto dal quale il Fratello Mackin cominciò a leggere quest’articolo ,  e a che punto terminò la lettura, ma ne fu letta una parte considerevole.]

D5-I-A-06. L’esperienza del Camp Meeting

Prima di arrivare sul terreno dove doveva avvenire l’incontro- non vi giungemmo prima di venerdì- mia moglie e due altre signore ( mia madre e un’altra signora, la Sorella Edwards,  cognata del presidente della federazione), prima di arrivare sul posto questo ultimo anno, tutte e tre erano state alla ricerca del Signore. Io ero andato in città per delle commissioni ;e lo Spirito di Dio le disse ( alla Signora Mackin) di recarsi sul luogo del campo e di cantare là; e là lo Spirito le avrebbe detto che cosa cantare.  Pianse come una bambina; e le sembrò proprio di non poterlo sopportare perché il Signore le aveva mostrato la condizione del nostro popolo: presto le piaghe sarebbero cadute su loro e non erano pronti.  Non c’era alcuna riunione in corso, e lo Spirito del Signore venne su lei mentre scendeva al campo, e ( rivolgendosi alla Signora Mackin) tu stessa puoi dire alla Signora White quali parole cantasti.

Signora Mackin:  Il Signore mi impose questo fardello che non poteva sopportare. Volevo rispondere negativamente e cantare male quel canto, ma non potei sbarazzarmene finchè non lo eseguii. “Oh, prega,” dico alla sorella Edwards; e così rimasi sul terreno e cantai proprio come il Signore mi aveva incaricato . Ecco che cosa cantai:

“Egli viene; Egli viene; siate pronti; siate pronti.”

E in aggiunta quell’affermazione che si trova in  Early Writings  (  Primi Scritti):

“Quanti vidi venir fuori senza un riparo alla caduta delle piaghe.  Ricevete lo Spirito Santo.”

Ecco le parole che cantai; le cantai ripetutamente.  Poterono ascoltarle per tutto il campo e così si riunirono; ma prima il Signore mi mostrò come si sarebbero stretti forte le mani durante la caduta delle piaghe. Il Signore può mostrare qualsiasi cosa in un solo momento, meglio di come potrebbe dircelo. Fu così che mi mostrò che si sarebbero stretti le mani e questo mise su di me un fardello più grande che mai. Bene, tutto questo fu quando ci arrestarono.

Chiesi a uno dei ministri di culto, sul banco dei testimoni( un uomo della Pennsylvania): “ Lei considererebbe quel canto abbastanza da disturbare un raduno religioso ?”   Lui disse: “ Non ho mai udito un canto di tal genere nella mia vita. Esso produsse solo un brivido in tutto il mio essere.” Ecco quello che tutti dicono. Si esprime in un bellissimo tono di voce e pare proprio sollevarci al di sopra della terra.  Quando il canto è estemporaneo- dettato dallo Spirito- è meraviglioso al massimo grado.

 Se lei ha una luce per noi…

Ellen G. White: Non credo di avere nulla di speciale che possa dire.  Ci saranno delle cose che si manifesteranno giusto alla fine della storia terrena- così mi è stato mostrato- simili ad alcune delle cose che voi avete rappresentato; ma non posso dire niente al riguardo ora.

R.Mackin: C’è una domanda , fratello White, o qualsiasi altra cosa ora?

W.C. White: Non so se non ci sia altro da fare che il Signore dia alla Mamma una parola, e poi far passare del tempo perché le cose si sviluppino. E’ meglio, nel caso le si presenti qualcosa, presentare il soggetto in modo conciso e chiaro, e poi avere un altro colloquio con lei in seguito.

R. Mackin:Noi stiamo digiunando e pregando:se ci inganniamo vogliamo saperlo, esattamente come lo vorremmo se fossimo nel giusto.

Signora Mackin: I nostri fratelli di sicuro pensano che ci inganniamo.

D5-I-A-05. Una presunta lingua straniera

In altri casi, quando uno riceve questa benedizione di parlare in lingue, il Signore può darmi la stessa lingua del mio interlocutore e allora noi possiamo intrattenere una conversazione nella lingua in cui lo Spirito di Dio ci ha dato modo di esprimerci. Tre o quattro persone addirittura possono prendere parte alla conversazione, benché per loro si tratti di una lingua straniera, e uno attende l’altro, finché l’altro non è in grado di comunicare; e tutto è in perfetto ordine.  Questa è l’esperienza che abbiamo ricevuto secondo la benedizione promessa.

E allora, in accordo con questo, Atti 10– l’esperienza di Pietro nella casa di Cornelio, lo conferma;  e poi viene Atti 19; e dallo studio della Parola,nella nostra esperienza, la persecuzione e tutto quello che ne è seguito, abbiamo trovato, per quanto siamo stati capaci di capire, che la nostra esperienza riceve conferma dall’esperienza dei primi apostoli così come è riferita nella Parola.

Un esempio: fummo sbattuti in prigione a Clyde, in Ohio…

Ellen G. White: Quanto tempo fa?

R.Mackin: Sei o otto settimane fa.  In Clyde vive una famiglia molto devota che conoscemmo proprio là, e questo è un motivo di onore per il nostro popolo.  I bambini – ce ne sono quattro- sono stati tutti istruiti a pregare  ogni sera e ogni mattina; ed è molto interessante osservare la famiglia all’ora del culto.

Ora, noi andammo là e loro rimasero in attesa della benedizione che avevamo ricevuto. Così innalzarono la loro richiesta di benedizione e ne entrarono in possesso.  E quando lo Spirito scese su loro, alcuni piansero, e tra gli altri che piansero c’era una ragazzina di dieci o undici anni. Bene, la nonna entrò nella stanza  e vide la ragazzina piangere , così pensò che io esercitassi un’influsso mesmerico( spiritico) sulla nipote. Ma alcune settimane dopo lo stesso Spirito venne sulla bambina mentre eravamo nella città di Toledo, e le affidò il messaggio.  Così ebbero la prova che ciò non derivava da alcun controllo che io potessi esercitare su di lei. Quando ritornai in città, circa quattro settimane dopo, uno dei parenti mi fece arrestare con l’accusa che avevo questo potere mesmerico, come lo definiscono.

Fu istruito il processo  e io presentai semplicemente la prova che, secondo la parola di Dio, vivevamo negli ultimi giorni e, secondo Atti 2, in questi il Signore aveva promesso di riversare lo Spirito divino su ogni carne, e che ragazzi e ragazze profetizzeranno. E tra l’altro, fu per mezzo di questa ragazzina  ( per il fatto che lo Spirito di Dio era sceso su di lei) che noi fummo indirizzati a Toledo, come facemmo.  Quando sotto l’influsso dello Spirito, lei volse il suo dito verso di me, e poi verso Toledo, e tramite lo Spirito di profezia mi dice: -“Tu devi andare a Toledo”, poiché ciò si accordava con Atti 2: “i tuoi figli e le tue figlie profetizzeranno”;e in aggiunta, per la conoscenza che avevamo della famiglia ( la cui vita era stata messa alla prova ), non esitammo  ad andare.

Nello stesso tempo ci fu detto  che saremmo stati messi in prigione a Toledo e questo accadde, per cui avemmo la prova di essere stati diretti dallo Spirito perché ciò che era stato profetizzato era accaduto.  Allora recammo il nostro messaggio nella città, così vennero e ci imprigionarono…

Se siamo caduti in un inganno, vi siamo dentro in tutta onestà; ma se questo viene dallo Spirito di Dio, vogliamo seguirlo…

Lo Spirito ci dice di investigare la Parola; ci dice di essere sinceri; e ci dice anche di essere attenti alla nostra dieta; ci dice esattamente quanto lei ha detto.

Ora, a proposito di mia moglie, lo Spirito agisce per suo mezzo, e noi crediamo che questo è il dono di profezia che deve essere sparso su ogni carne. Questo Spirito ci conduce a una vita pura e buona, e noi non possiamo capirlo; capiamo solo ciò che la Parola di Dio ha detto, che queste esperienze vengono come risultato della benedizione dello Spirito di Dio che riceviamo.

Su di noi circola ogni sorta di testimonianze cattive, che sono completamente false. Siamo sorpresi di udirle, ma non c’è una sillaba di verità in esse. Ma si accorda proprio con quello che dice la Parola.  Le prime persone a ridurci al silenzio sono stati gli Avventisti, in occasione del camp meeting dell’Ohio.

Ellen G. White:  Quale gruppo? Ci sono molti Avventisti.

R. Mackin:  Gli Avventisti del Settimo Giorno.  L’anno prima, non eravamo pienamente in possesso di questa benedizione, ma avevamo ricevuto una quantità sufficiente dello Spirito di Dio che ci portava a desiderare che la persone entrassero nella nostra tenda per pregare con loro; proprio come nel volume 8, lei ricorda, si dice:

“ Il tempo è giunto perché avvenga una profonda riforma. Quando questa riforma inizierà, lo spirito della preghiera  agirà su ogni credente e bandirà dalla chiesa lo spirito di lotta e di contesa..  Coloro che non vivono nella fraternità cristiana si avvicineranno l’un l’altro. Un membro che opera nella giusta direzione porterà altri ad unirsi  con lui per intercedere per la rivelazione dello Spirito Santo. Non ci sarà alcuna confusione, perché tutti saranno in armonia con la mente dello Spirito.” Pag. 251.

 Per mezzo di questa benedizione e del nostro interesse per la gente, aiutammo 26 persone, che altrimenti non avrebbero potuto, a recarsi al camp meeting, dove avrebbero avuto l’occasione di fortificarsi. Quest’opera si è protratta fino allo scorso anno.

D5-I-A-04. La Benedizione della Santificazione

Ora, io insegno che questa benedizione è la benedizione della santificazione che essi hanno ricevuto, che Dio accordò loro. E quando ricerchiamo Dio, se siamo peccatori, fino al momento in cui siamo convertiti, se poi ci convertiamo, allora innalziamo la preghiera per ricevere il potere della santificazione che ci permette di vivere delle vite pure, sane. Non è l’opera di un istante: non “ una volta santificati, sempre santificati”, questo non è vero. Ma dovremmo così fermamente e ardentemente innalzare la nostra richiesta da riceverne la benedizione. Ha lo stesso effetto fisiologico su di noi: oh, noi vogliamo semplicemente lodare Gesù e lui ci rende amabili e dolci e gentili.  Ma noi notiamo che i discepoli non erano ancora pronti per uscire ricchi di quella benedizione necessaria al compimento dell’opera del Maestro. Egli disse loro di attendere finchè non fossero rivestiti di potenza dall’alto.  Noi allora innalzammo la nostra richiesta e tenemmo duro per fede, e contro ciò che ci incoraggiava in questa direzione deponeva il capitolo intitolato “The Shaking Time” in  Early Writings .  Ripeto, noi ci aggrappammo saldamente per fede, finché grosse gocce di sudore imperlarono la nostra fronte. Convinti che quella stessa forza che era stata dei discepoli era per noi oggi, fummo incoraggiati a resistere.

Quando la benedizione promessa scese su noi, come risposta alle nostre richiese a Dio, facemmo la stessa esperienza che è registrata in Atti 2 a proposito degli apostoli.  Quando la potenza promessa scese su noi, parlammo in altre lingue nel modo che lo Spirito ci dava di esprimerci.

A Toledo, quando rendevamo la nostra testimonianza per la strada, un uomo che era un Polacco di religione cattolica si trovava per la strada nel mentre che la Signora Mackin parlava.  E quando lo Spirito di Dio venne su lei  e lui parlò per suo mezzo in un’altra lingua che lei non poteva comprendere, questo signore polacco esclamò: “Io so quello che la signora sta dicendo. Lei parla nella mia lingua di una calamità che tra breve dovrà colpire questa città.”

D5-I-A-03. Conversione a Gesù

“In quel mentre i discepoli si accostarono a  Gesù dicendo: Chi è dunque il maggiore nel regno dei cieli? Ed egli, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli.”

Ora, io insegno che non importa di quale dottrina si tratti, cioè quello che un uomo ha, quello che accetta, quello che crede, fosse anche la verità stessa, tutto questo non lo converte necessariamente a Gesù Cristo, ma a quella dottrina.  Allora quello che dobbiamo fare è cercare Gesù perché ci dia la forza per la conversione.  Cioè, se accettiamo la verità del Sabato, dello stato dei morti, e tutte queste cose..  Io posso accettare tutte queste cose e sostenerle, insegnarle, e ugualmente perdere il cielo, e non essere un uomo convertito, a meno che non abbia ricercato in Gesù la forza per compiere la mia conversione.

 

In seconda istanza mi rivolgo a Giovanni 17 e leggo la preghiera offerta da Gesù prima della sua crocifissione.  Qui  egli pregò per la santificazione.  “ Santificali nella verità: la tua parola è verità.”

Mi volgo poi a Luca 24, per mostrare in quale occasione essi vennero in possesso di quella benedizione  chiamata santificazione- mi riferisco agli apostoli e all’esperienza delle loro vite- e leggo dal versetto 45 in poi, fino alla fine del capitolo:

“Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.  Or voi siete testimoni di queste cose.  Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza. Poi li condusse fuori fino presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse.  E avvenne che mentre li benediceva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; ed erano del continuo nel tempio, benedicendo Iddio.”

D5-I-A-02. Resoconto del colloquio

Il fratello e la sorella Mackin affermarono di essersi sentiti spinti dallo Spirito Santo a fare un viaggio speciale ad Ovest per interrogare la Sorella White su alcune esperienze insolite che stavano facendo.  Durante la Settimana di Preghiera , circa tre anni prima, si erano riuniti con la loro piccola chiesa di Findlay, in Ohio, per un programma speciale volto alla ricerca di Dio per l’effusione dello Spirito Santo.

Ralph Mackin:  Nelle letture per la Settimana di preghiera di quell’anno, ogni articolo aveva la finalità di indirizzare alla ricerca dello Spirito Santo.  Nella nostra piccola chiesa riservammo tre giorni al digiuno e alla preghiera e così per tre giorni digiunammo e pregammo: cioè, non sempre tutti insieme, ma sentimmo il bisogno di un’opera più profonda e la necessità di entrare in possesso di una dose maggiore dello Spirito di Dio. Da allora cominciammo a studiare l’opera dello Spirito Santo, a partire dalla Bibbia e dalle Testimonianze,specialmente i volumi 8 e 7, e da Early Writings, e anche dal libriccino composto di una collezione di volantini intitolato “Special Testimonies to Ministers and Workers.” Questo si rivelò per noi un volume preziosissimo: esso mostra come, nei tempi andati, fossero trattati gli uomini chiamati da Dio, e così via.

Il messaggio che il Signore mi affidò in modo particolare fu quello di seguire la vita degli apostoli. In primo luogo, in Matteo 18:1-3, che si riferisce al momento in cui gli apostoli si accostarono al Salvatore, leggiamo [quanto descritto nel prossimo cap.]:

D5-I-A-01. Introduzione

Questo articolo è il primo di una serie di tre relativi a un capitolo interessante della storia Avventista.  La conversazione con i coniugi Mackin fu redatta stenograficamente al tempo del colloquio da Clarence C. Crisler, principale segretaria di Ellen White. Viene qui pubblicata per la prima volta in modo completo.

 

Ellen White si trovava nella sua casa di Elmshaven , indaffarata nel suo studio, il giovedì mattina del 12 Novembre 1908.  Qui la trovò suo figlio, W. C. White, e le disse che c’erano due persone nel soggiorno al piano inferiore che desideravano parlare con lei.  Così scese le scale insieme a lui per incontrare il Signor Ralph Mackin e sua moglie. Trovò una coppia ben vestita e apparentemente molto sincera di circa 35 anni. La Signora White apprese subito che i suoi visitatori erano ferventi studiosi della Bibbia e delle Testimonianze  ed erano giunti in California dall’Ohio con il palese proposito di sapere se la loro insolita esperienza, avvenuta un  paio di mesi prima, era approvata dal Signore.

Avevano fatto visita a W.C. White il giorno prima per cui egli era già a conoscenza della loro missione, ma non aveva rivelato nulla a sua madre. Lasciato l’ufficio per recarsi a casa, aveva preso con sé Clarence Crisler, segretaria principale della Signora White, per stendere un rapporto del colloquio.

Un articolo apparso il 22 di agosto sul giornale “Daily Shield” ( Scudo quotidiano) di Mansfield ( Ohio), del quale né Ellen White né suo figlio erano al corrente,  ma che faceva riferimento all’esperienza dei Mackin  al camp meeting di tre mesi prima in Ohio,  ci fornisce un qualche sfondo storico. Il titolo esteso in neretto legge così:

“Il dono delle lingue suscita problemi. Mackin sostiene di essere maestro di un dialetto Cinese,che , a suo dire, gli è venuto da Dio, mentre sua madre era divenuta un’esperta di Yiddish in seguito a una visione. I dissensi durante il camp meeting hanno avuto come risultato l’arresto di Mackin, della moglie e della figlia e di due signore loro amiche: essi continuano le proprie pratiche dietro le sbarre della prigione e si mostrano decisamente orgogliosi della loro distinzione.”

Ma ora, con l’aiuto del resoconto stenografico del colloquio, uniamoci al gruppo raccolto accanto al caminetto nel soggiorno della casa di Elmshaven. Per la maggior parte si tratta di una stesura parola per parola. In alcuni esempi il pastore Crisler ha riassunto il testo, scrivendo delle note introduttive. Un punto sul quale ci soffermeremo presto è che, sebbene la signora White ammonisse ripetutamente  sull’inganno in ambito religioso, questo sarà poi così sottile e nascosto che anche gli eletti, se possibile, saranno ingannati.  Nel suo approccio a questo caso lei ascolta con pazienza, pone domande significative, ma è lenta sia ad accettare che a condannare. Dopo un’osservazione attenta, osserviamo la sua tendenza a soppesare attentamente l’evidenza impiegando determinati criteri.  Solo lasciando che i numerosi partecipanti al colloquio parlino estesamente e entrino nei dettagli, possiamo afferrarne in pieno l’impatto.

D05-H-04. Giovanni: un esempio per noi

Dobbiamo essere molti cauti per non essere trascinati dal moderno movimento ecumenico che proclama di tenere uniti tutti gli uomini, di ogni provenienza, sotto la bandiera dell’amore. L’apostolo Giovanni si confrontò con questo problema e scrisse il suo ammonimento nelle proprie Epistole. Benché il suo amore per le anime pervadesse i suoi scritti, tuttavia rifiutò il compromesso:

“ Le epistole di Giovanni respirano lo spirito dell’amore. E’ come se scrivesse con una penna intinta nell’amore.  Ma, quando entrò in contatto con i trasgressori della legge divina, che continuavano comunque ad affermare di vivere senza peccato, egli non esitò ad avvertirli del pericolo di cadere in un temibile inganno…

“Noi siamo autorizzati a tenere nella stessa considerazione che tenne l’amato discepolo coloro che pretendono di dimorare in Cristo mentre vivono nella trasgressione della legge di Dio.  In questi ultimi giorni esistono  mali simili a quelli che minacciarono la prosperità della chiesa primitiva. Gli insegnamenti dell’apostolo Giovanni su questi punti dovrebbero essere attentamente seguiti…

“ Noi siamo chiamati ad amare le anime per cui Cristo  morì, ma allo stesso tempo siamo chiamati a non scendere a compromessi con il male. Non possiamo unirci ai ribelli e definire questo amore.  Dio richiede che il suo popolo, in questi giorni difenda ciò che è giusto e si opponga agli errori che distruggono l’anima, con la stessa fermezza che aveva espresso  nelle sue epistole.

L’apostolo ci insegna che mentre siamo chiamati a manifestare cortesia cristiana, siamo anche autorizzati a trattare in chiari termini con il peccato e il peccatore; e che questo non è incoerente con il vero amore.”  Gli uomini che vinsero un impero,  p.348, trad. italiana di The Acts of the Apostles ,p.554,555.

Con quale astuzia e accortezza il grande avversario ha macchinato per confondere quelli che vorrebbero rimanere fermi e fedeli alla Parola di Dio !  Quello che siamo chiamati a fare non sarà facile, né ci renderà popolari. Dobbiamo rifuggire ogni giudizio sbagliato, dobbiamo cercare di avvicinare gli altri pieni di amore nel nostro cuore, ma la nostra sicurezza può derivare solo dall’avere ben chiari davanti a noi i criteri che Dio ha stabilito.

D05-H-03. Due Remi

La relazione tra fede e opere viene così illustrata da E.G. White :

“Il Signore si rivolge a tutti quelli che pensano di sapere che cos’è la fede per accertarsi che non si muovano con un remo solo , che la loro piccola barca non giri intorno a se stessa, senza fare assolutamente alcun progresso. La fede senza opere intelligenti è morta perché resta sola. La fede nella forza salvifica di Dio non porterà alcuna salvezza a meno che non si combini con le buone opere.” Ms.86,1897.

E aggiunge questa esortazione:

“ Se siamo fedeli nel compiere la nostra parte, cooperando con lui, Dio agirà tramite noi per compiere il  beneplacito della sua volontà. Ma Dio non può agire per mezzo nostro se noi non compiamo alcuno sforzo.  Se noi otteniamo la vita eterna, dobbiamo operare, e operare seriamente…

“Non facciamoci ingannare dall’ abusata asserzione ‘Tutto ciò che avete da fare è credere.’ La fede e le opere sono due remi che dobbiamo usare ugualmente se vogliamo risalire il torrente contro la corrente dell’incredulità…  Con la fede e le buone opere il Cristiano mantiene la sua spiritualità forte e sana, e la sua forza spirituale  si accresce se egli si sforza  di compiere le opere di Dio.”  Review and Herald, 11 giugno,1901.

Con enfasi dichiarò che la genuina esperienza che è nutrita dallo Spirito sarà contrassegnata da “ una cosciente considerazione per tutti i comandamenti di Dio.”

“La nostra fede dovrebbe crescere ogni giorno.  Se diciamo, ‘Io so di essere un peccatore’, possiamo dire anche ,’Io so di avere un Salvatore.’ Gesù morì per i peccatori,e  perdonerà i miei peccati se mi pento sinceramente.  Non è di alcuna utilità affermare di credere in Cristo se non riconosciamo le esigenze della legge di Dio e se non ci sforziamo di obbedire ai suoi precetti giorno dopo giorno.” Ms.25 , 1886.

“ La vera santificazione  sarà testimoniata da una cosciente considerazione  per tutti i comandamenti di Dio,  da un accorto miglioramento di ogni talento, ad una cauta uso del linguaggio, dalla rivelazione, in ogni azione, della mansuetudine di Cristo…

“Mentre professano di essere senza peccato e si vantano della loro giustizia, coloro che rivendicano la santificazione  insegnano che gli uomini sono liberi di trasgredire la legge di Dio, e che quelli che obbediscono ai suoi precetti sono decaduti dalla grazia.  Una presentazione delle sue richieste risveglia la loro opposizione e suscita rabbia e disprezzo..  E’ per mezzo della legge di Dio che il peccatore è giudicato.” Review and Herald , 5 ottobre, 1886.

Ellen White indicò quanto è difficile entrare in contatto con quanti sentono di avere le prove dell’accettazione divina, pur violando la sua legge. Ci racconta  che anche gli Avventisti del Settimo giorno saranno tentati su questo punto:

“Nel corso dei congressi di Orebro, sono stata sollecitata dallo Spirito del Signore a presentare la sua legge come il grande modello di giustizia, e a avvertire  il nostro popolo contro una visione moderna, ma falsa della santificazione che ha la sua origine in un’adorazione individualistica piuttosto che nella sottomissione  alla volontà di Dio.  Questo errore sta rapidamente inondando il mondo e noi, come testimoni di Dio, saremo chiamati a rendere testimonianza in modo deciso contro di esso.  E’ uno degli inganni più perfetti degli ultimi giorni e risulterà una tentazione per tutti quelli che credono nella verità presente.

“Tutti coloro che non hanno una fede fermamente radicata nella parola di Dio saranno sviati. E l’aspetto più triste di tutto ciò è che pochissimi di coloro che sono ingannati da questo tipo di errore, troveranno ancora la via verso la luce.” Ibid.

“Nessuno di coloro che hanno ricevuto la luce della verità entreranno nella città di Dio come trasgressori dei comandamenti. La sua legge sta a fondamento del suo governo sulla terra e nel cielo.  Se hanno coscientemente calpestato e disprezzato la sua legge sulla terra, essi non saranno portati in cielo per compiere la stessa opera lassù; non si produrrà nessun cambiamento del carattere alla venuta di Cristo….

“Non ci possono essere che due classi di persone sulla terra   : gli obbedienti figli di Dio e i disobbedienti.”   Ibid. 25 agosto, 1885.

D05-H-02. Dove trovare la sicurezza

In questa dichiarazione noi troviamo la chiave di accesso ai criteri che daranno sicurezza agli Avventisti del Settimo giorno e agli altri che cercano la verità: si tratta della legge di Dio. Quelli che proclamano la salvezza , ma nel contempo trascurano le esigenze della legge di Dio, non sono in armonia con la Bibbia. Questa afferma un importante equilibrio tra la fede e le opere.  Udiamo spesso il seguente appello: “ E’ sufficiente credere in Gesù e sarete salvati.” Ma la salvezza non è una cosa così semplice.  Ellan White ci avverte:

“La fede in Cristo che salva le anime non è quella che molti si rappresentano.  ‘Credete, credete,’ è il loro appello; ‘ credete solo in Cristo e sarete salvi. Non c’è altro da fare tranne questo.’

“Quando la vera fede confida pienamente in Cristo per la salvezza, produrrà una perfetta conformità alla legge di Dio.  La fede è resa manifesta per mezzo delle opere. Così l’apostolo Giovanni dichiara:’ chi dice di conoscerlo e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo, e la verità non è in lui.’

“E’ rischioso confidare nelle sensazioni e nelle impressioni perché sono guide inaffidabili.  La legge di Dio è il solo standard corretto di santità ed è per suo mezzo che un carattere deve essere giudicato. Se una persona che si trova alla ricerca della salvezza chiedesse: ‘Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?’, i moderni maestri della santificazione risponderebbero : ‘Credete solamente che Gesù vi salva.’ Ma quando questa stessa domanda fu posta al Cristo egli disse : ‘Cos’è scritto nella legge? Cosa vi leggi?’”   Ibid. 5 ottobre 1886.

Ellen White non insegna la salvezza per opere e nessuno fu più chiaro di lei su questo soggetto:

“Ma l’uomo non è in grado di trasformarsi col semplice esercizio della volontà, gli manca la forza di operare questo mutamento.… La forza rinnovatrice deve venire da Dio. Solo lo Spirito Santo può produrre questo mutamento:tutti coloro che vogliono salvarsi, umili o altolocati, ricchi o poveri, devono sottoporsi all’azione di questa potenza.”  Parole di vita, p.57,58 trad. ital. di  Christ’s Object Lessons.

“ Per essere salvati dobbiamo conoscere per esperienza il significato della vera conversione. E’ un terribile errore, per uomini e donne, continuare giorno dopo giorno a professare di essere Cristiani senza avere alcun diritto di portare quel nome. Alla vista di Dio né la professione, né la posizione occupata sono nulla.  Egli piuttosto ci chiede: La tua vita è in  armonia con i miei precetti ? Ci sono molti che pensano di essere convertiti,ma non sono in grado di sostenere la prova del carattere che è richiesta nella Parola di Dio… Non dimentichiamo che sia nella conversione che nella santificazione personali l’uomo può cooperare con Dio. ‘ Compiete la vostra salvezza con timore  e tremore,’ dichiara la Parola. ‘Poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza’ ( Filippesi 2:12,13).”  In Heavenly Places,  p. 20.

D05-H-01. Introduzione

Come possiamo distinguere tra il vero e il falso?  Possiamo riposare nella certezza che Dio non ci ha lasciati nella confusione in un tempo in cui i problemi sono così acuti da ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

A più riprese Ellen White ci ha indirizzati alla Parola di Dio come fonte della nostra sicurezza. In essa troviamo i criteri con i quali giudicare tra il vero e il falso , il genuino e lo spurio. Se c’è un punto a proposito del quale, più che su ogni altro, Dio ha fatto risuonare gli avvertimenti più solenni e ripetuti, è proprio questo.  Nessuno deve necessariamente cadere nell’inganno, benché molti vi cadranno.

Parlando del tempo dell’ultima pioggia, nel capitolo “ Risvegli Moderni” del Gran Conflitto                               Ellen White disse:

“Lo Spirito e la potenza di Dio saranno riversati sui suoi figli.  Allora molti lasceranno le chiese  nelle quali l’amore del mondo ha sostituito l’amore per Dio e per la sua Parola. Molti, predicatori e laici, accetteranno con gioia le grandi verità che Dio vuole siano proclamate in questo tempo per preparare un popolo per il secondo avvento di Gesù.” ( pag.339 ed. italiana 1977).

Poi con delle parole profetiche  ella descrive il modo in cui il nemico imporrà la sua presenza:

“Il nemico delle anime intende ostacolare quest’opera, e prima che giunga il tempo di questo movimento, egli cercherà di prevenirlo contraffacendolo.  Nelle chiese che egli riuscirà ad attirare sotto il suo potere ingannevole, farà credere che Dio sta  operando meravigliosamente per esse, mentre in realtà si tratta dell’azione di un altro spirito. Sotto l’aspetto della religione, Satana cercherà di estendere il suo influsso sul mondo cristiano.” Ibid.

In altri scritti ella mise l’accento sulla sottigliezza del conflitto in atto:

“ In questi ultimi giorni Satana è disceso per mettere in atto tutti gli inganni dell’empietà in coloro che periscono. La sua maestà satanica compie miracoli dinanzi ai falsi profeti e dinanzi agli uomini, avanzando la pretesa di essere lui stesso il Cristo.  Satana concede il suo potere a quanti lo aiutano nei suoi inganni; quindi coloro che affermano di possedere  la grande potenza di Dio possono essere  distinti solo dal grande rivelatore, la legge di Jehovah.

“Il Signore ci dice che, se fosse possibile, ingannerebbero anche gli eletti, perché la veste della pecora appare così reale, così genuina che il lupo può essere smascherato solo se ci riferiamo all’elevato standard morale di Dio, in base al quale riscontriamo che essi sono trasgressori della legge di Jehovah.”  Review and Herald,” 25 agosto 1885.

D05-G-06. Altre lingue

Ellen White ha fatto parecchie dichiarazioni sull’opera dello Spirito Santo consistente nella preparazione di uomini e donne alla diffusione del messaggio tra coloro che parlano lingue diverse:

“Dio dispensa i suoi doni come a lui piace. Accorda un dono ad uno, un altro dono a un altro , ma tutti li finalizza al bene dell’intero corpo.  E’ disposizione di Dio che alcuni servano in un campo dell’opera, e altri in altri campi,  tutti all’opera sotto la guida dello stesso spirito….Se nel dischiudersi della provvidenza divina, si rende necessario erigere un luogo d’incontro in qualche località, il Signore…. Ha dato sia la saggezza che le abilità di portare a termine l’opera necessaria.

“Egli invia degli uomini a portare la sua verità a popoli che parlano una lingua straniera e talora ha aperto le menti dei suoi missionari mettendoli in grado di apprendere velocemente tale lingua.  Proprio coloro che essi hanno voluto aiutare spiritualmente saranno loro di aiuto nell’apprendimento della lingua. Grazie allo sviluppo di questo tipo di relazione, i nativi del luogo sono preparati all’ascolto del messaggio evangelico quando questo viene porto nella loro lingua.” Special Testimonies, Series B, n. 11,p.26.

In un’altra occasione, durante il suo soggiorno di due anni in Europa, quando si trovò spesso a contatto con chiese diverse, costretta a parlare per mezzo di traduttori, fece un resoconto per la   Review and Herald  di uno dei suoi viaggi e poi dichiarò :  “E’ con un ardente desiderio che guardo al tempo in cui gli eventi del giorno della Pentecoste si ripeteranno con un’intensità ancora maggiore che in quell’occasione.  Giovanni dice, ‘ Poi vidi un altro angelo che scendeva dal cielo,con gran forza; e la terra fu illuminata della sua gloria.’  Poi, come nella stagione di Pentecoste, i popoli udranno la verità loro rivolta, ciascun uomo nella propria lingua. Dio può soffiare una nuova vita in ogni anima che sinceramente desidera servirlo, e può toccare le labbra con un carbone ardente preso dall’altare, facendoli divenire eloquenti nella sua lode.

“ Migliaia di voci saranno permeate del potere di esprimere le meravigliose verità della Parola di Dio. La lingua balbettante si scioglierà, e il timido sarà reso forte per portare una testimonianza coraggiosa  della verità.”  The SDA Bible Commentary,  Ellen G. White Comments, su Atti 2:1-4, p.1055.

D05-G-05. Per evitare una religione del sentimento

Tra i verbali della sessione della Conferenza Generale tenutasi nel 1901 a Battle Creek, troviamo un’affermazione interessante che Ellen White fece in un tempo in cui si dovevano prendere delle decisioni gravi e lungimiranti.  Dopo essere stata in Australia per nove anni, attese , per la prima volta in dieci anni, alla sessione della Conferenza Generale di Battle Creek.  Proprio prima dell’inizio parlò delle importanti decisioni da prendere e di come il Signore desiderasse che ognuno intrattenesse la giusta relazione con lui. Parlò del bisogno di una preghiera più intensa e di una dose minore di parole. Promise anche che “ Dio avrebbe fatto risplendere la sua luce nel cuore di chiunque durante tale incontro si fosse posto nella giusta relazione con lui.” Poi fece questa dichiarazione:

“Alcuni hanno espresso il pensiero che , nel corso dell’incontro, diversi giorni debbano essere impiegati per pregare Dio di concederci lo Spirito Santo, come nel giorno della Pentecoste.  Desidero dirvi che le questioni che dobbiamo risolvere durante le nostre riunioni fanno parte del servizio reso a Dio come la preghiera ne fa parte.  Le riunioni di carattere amministrativo devono essere poste sotto il controllo dello Spirito come quelle dedicate alla preghiera. Corriamo il pericolo di avere una religiosità di tipo sentimentale e impulsivo.

“Che gli affari trattati in questo congresso risaltino nella loro sacralità in modo tale che le schiere celesti possano approvarli. Dobbiamo difendere con la massima sacralità gli aspetti amministrativi  della nostra opera. Ogni indirizzo amministrativo qui intrapreso deve accordarsi con i principi celesti.

Dio vuole che vi poniate in una condizione tale da poter infondere in voi lo Spirito Santo, tale che Cristo possa dimorare nel vostro cuore.  Egli vuole che , fin dall’inizio dell’incontro,  voi deponiate ogni elemento di controversia, di lotta , di dissenso, di scontentezza che abbiate portato con voi. Ciò di cui abbiamo bisogno è una più abbondante dose dello spirito di Cristo, mentre non abbiamo alcun bisogno del nostro io. Il Salvatore dice: ‘Senza me non potete far nulla.’ …

“Siamo giunti al momento in cui Dio agirà a favore del suo popolo.  Egli vuole che sia un popolo che lo rappresenti, distinto da tutti gli altri popoli del nostro mondo. Desidera che stia saldo su un terreno favorevole, perché Egli ha dato la sua vita affinché possa rimanere saldo. Non deludete il Signore.” Ms. 29,1901, 28 marzo,1901.

Questo episodio dovrebbe essere spesso oggetto di riflessione.  La circostanza richiedeva urgentemente la guida e la benedizione dello Spirito di Dio.  Però Ellen White non incoraggiò in nessun modo di distogliere l’attenzione dai problemi imminenti per passare un periodo alla sola ricerca dello Spirito di Dio.  Ella dice con chiarezza che l’esperienza della ricerca dello Spirito era tale da dover permeare le nostre attività consacrate al servizio di Dio.

Possiamo essere portati a chiederci: ‘ Era forse presente nei cuori di alcuni il sentimento di dover andare alla ricerca di un qualche genere di dimostrazione ?’  Il consiglio di Ellen White li guidò in una direzione migliore.

D05-G-04. Un sentimento passeggero di entusiasmo

Nel 1900 Ellen White paragonò le false esperienze con le genuine, mettendo in chiaro che le false generano sentimenti di entusiasmo che subito svaniscono:

“ Ogni genere di influsso sarà utilizzato dagli agenti satanici per allontanare le menti dall’opera genuina che farà degli uomini dei collaboratori di Dio.  Tutti quelli che non partecipano attivamente alla lotta che Cristo conduce  come potente generale degli eserciti, farà parte del partito avverso, composto dagli eserciti del principe delle tenebre. Essi allontaneranno le persone dalle questioni vitali che dovrebbero occupare le menti e i cuori e prepararli a distinguere tra la voce del mondo e la voce di Gesù Cristo.  Noi stessi dobbiamo essere molto attenti e ferventi, per poter distinguere la voce dell’ingannatore dalla voce di colui che esprime sempre la verità. Coloro che sono spinti dallo Spirito Santo non sono guidati da una sensazione di entusiasmo che presto si spenge nell’oscurità.  L’influsso di Cristo invece è duraturo. ‘Siate fermi e riconoscete che sono Dio.’ Ecco cosa significa  una calma solenne e duratura in Dio.

“C’è il pericolo che tutti noi abbiamo troppo zelo, mentre possediamo in misura insufficiente la saggezza solida e la prudenza indiscutibile di Cristo. Ciascuno deve porsi individualmente come un agente attivo e operoso per il Maestro, contemplando la sua opera, così come ci è presentata nella sua Parola per metterla in pratica. Essi devono riflettere individualmente, in modo autonomo: devono studiare, la Bibbia aperta davanti, sotto l’influsso e alla presenza di Gesù Cristo, ricercando e conoscendo da se stessi quale sia la via del Signore.” Lettera 77,1900.

D05-G-03. Chiare prove del battesimo (dello Spirito)

Raccontando quanto avvenuto in un congresso del 1875 Ellen White disse:

“ Il nostro congresso, dal suo inizio ad oggi, è stato estremamente solenne e lo Spirito del Signoresi è manifestato nel modo più chiaro negli incontri comunitari e nelle predicazioni…

“Ho applicato in modo concreto queste parole ( Luca 19:41-42) al popolo di Dio.  La potenza solenne di Dio è stata su di me e su quelli che mi ascoltavano.  Gli occhi pieni di lacrime e gli sguardi più sinceri rivelavano l’intimità dei sentimenti.” Lettera B-16,1875.                                                                          

E su un altro congresso avvenuto nel 1889 scrisse:

“ Venerdì è stato un giorno ricco di benedizioni… Tutto si è svolto senza eccitazione o manifestazioni stravaganti.  Il lievito della giustizia di Cristo è entrato a far parte dell’eseprienza e ha corroborato l’anima. Oh, che esso possa continuare ad agire  con la sua forza misteriosa finché la sua influenza si diffonda e vivifichi le anime tiepide con le quali entra in contatto.

“In modo dolce e silenzioso il potere dello Spirito divino è all’opera e risveglia i sensi offuscati , accendendo l’anima e  suscitando la sua sensibilità, fino al punto in cui ciascun membro di chiesa divenga veramente la luce del mondo.”   Lettera 85,1889.

Durante la sua permanenza in Australia Ellen White alluse a una speciale effusione dello Spirito di Dio avvenuta agli albori nella South Lancaster Academy:

“ Un posto dove lavoravamo in America [ South Lancaster, Massachussets ], e c’era ogni sorta di gioventù nel nostro istituto,….si convertirono ascoltando la semplice storia della croce, all’appello a venire a Gesù così come essi erano . Fu un’esperienza tale…

“A volte sembrava che all’inizio della riunione la gloria di Dio fosse sul punto di riversarsi su di noi, ma non si manifestava solo su alcuni, anzi allora, come un’onda di marea, attraversava tutta la congregazione portando un tempo di gioia.

Non ci furono dimostrazioni di disordine sfrenato, infatti la lode di Dio non conduce a questo. Non abbiamo mai sentito parlare nella vita di Gesù di nulla di simile a  salti in un verso o nell’altro, di strilli e di urla.  No, l’opera di Dio fa appello al buon senso e alla ragione di uomini e donne.

Non ci sono simili manifestazioni esteriori ,  ma lo Spirito di Dio esercita un influsso sul cuore umano che si mostra nell’espressione del volto, e lo splendore stesso del volto rivela la presenza interiore di Gesù.  Allora fu un miracolo della misericordia di Dio che colse ogni studente di quella scuola, trasformandone il carattere e spingendoli a diventare missionari. Due degli insegnanti, presenti a quell’incontro, si trovano oggi a Tahiti come missionari.  La luce della gloria di Dio era in quel luogo.” Ms. 49,1894.

D05-G-02. Il miracolo dello Spirito a Battle Creek

A proposito di un fatto avvenuto nel 1893 al College di Battle Creek , dove si verificò una particolare effusione dello Spirito di Dio, Ellen White scrisse dall’Australia:

“ Mi rallegrai quando seppi che lo Spirito Santo si era riversato sul nostro popolo in America, infatti ho sempre atteso con ansia che in America si verificassero nuovi eventi, simili a quelli che accaddero dopo la discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste.  Ho pensato che si sarebbero visti risultati simili , che lo spirito missionario di Dio sarebbe arso nel cuore di tutti coloro sui quali lo Spirito di Dio era evidentemente all’opera.” Lettera B-9a, 1893.

Ellen White indica con chiarezza i risultati prodotti dal battesimo dello Spirito Santo. Si prenda nota di quanto scrisse  nel 1887:

“Col battesimo dello Spirito di Gesù si produrrà  un amore, un’armonia,  una mansuetudine, un superamento dell’egoismo in Gesù tali che la sapienza di Cristo sarà nostra, la nostra comprensione sarà illuminata; ciò che appare oscuro sarà rischiarato. Le nostre facoltà saranno aumentate e santificate.   Egli può guidare chi è adatto per la traslazione in cielo verso vette più alte di conoscenza e verso una comprensione più ampia della verità.

La ragione per cui il Signore può fare così poco per quelli che si occupano di verità importanti è il fatto che tanti tengono queste verità staccate dalla propria vita. Essi le professano nell’iniquità. Le loro mani non sono pure, i loro cuori sono macchiati dal peccato e, se il Signore operasse in loro favore con una potenza del suo Spirito pari alla grandezza della verità che ha dischiuso alla possibilità di comprensione, sarebbe come se  approvasse il peccato.” Counsels to Writers and Editors,  p. 81.

Delle belle affermazioni compaiono nelle Testimonianze:

“Imprimete nella mente di tutti la necessità del battesimo dello Spirito Santo, e della santificazione dei membri della chiesa cosicché possano essere alberi viventi piantati dal Signore, che crescono e portano frutto .” Volume 6,p.86.

“ Dio desidera ristorare il suo popolo col dono dello Spirito Santo, battezzandoli di nuovo nel suo amore. Non è bene che ci sia scarsità dello Spirito nella chiesa.  Dopo l’ascensione di Cristo lo Spirito Santo scese sui credenti che attendevano intenti nella preghiera con una pienezza e una forza tali da raggiungere ogni cuore.  Nel futuro la terra deve essere illuminata dalla gloria di Dio  L’influsso santificante di coloro che sono santificati dalla verità  si estenderà al mondo intero. La terra sarà circondata dall’atmosfera della grazia.  Lo Spirito Santo agirà sui cuori portando le cose di Dio e insegnandole agli uomini.” Volume 9, p.40.

Ellen White così descrive gli effetti del battesimo dello Spirito:

“Il battesimo dello Spirito Santo disperderà le fantasticherie umane, abbatterà le barriere personali, e farà cessare quel sentimento che mi porta a dire :-Io sono più santo di te.  Tutti avranno uno spirito di umiltà, maggior fede e amore; l’io non sarà esaltato… Lo spirito di Cristo, il suo esempio, sarà visibile nel suo popolo. Noi seguiremo più da vicino le vie e le opere di Gesù…. L’amore di Gesù pervaderà i nostri cuori.”  That I May Know Him,  p. 114.

D05-G-01. Introduzione

Ellen White ha legato strettamente i suoi 70 anni di ministero svolti al servizio della Chiesa Avventista e del mondo  all’opera dello Spirito Santo: un legame così stretto da manifestarsi in ben 2.000 visioni per opera dello Spirito. Per esempio, lei stessa poté dichiarare quanto segue:

“Mentre pregavo all’altare di famiglia, lo Spirito santo cadde su di me.”  Early Writings , p.14; e mezzo secolo dopo, “ Lo Spirito Santo è l’autore delle Scritture e dello Spirito di Profezia.” Lettera 92, 1900 ( Notes and Papers, pag. 94a).

Parlò ripetutamente dell’essere abbondantemente permeata dello Spirito, ma non c’è alcun documento che affermi che abbia mai parlato in una lingua sconosciuta, o in alcuna altra lingua che non fosse l’Inglese.  In un articolo precedente, nel quale abbiamo esaminato quattro esperienze  tramandateci,   facenti parte della storia originaria della chiesa, e nelle quali avvengono esperienze di glossolalia, non abbiamo trovato nessuna parola di raccomandazione da parte di Ellen White, ma non abbiamo neppure alcuna conoscenza del fatto che lei le avesse rifiutate.

In relazione all’esperienza di certi osservatori del Sabato di Portland ( Maine ), i quali esercitavano quello che chiamavano il “ dono delle lingue,” Ellen White caratterizzò le loro espressioni come “ borbottii senza senso… ignoti non solo agli uomini, ma al Signore e a tutto il cielo,”  e come falsa glossolalia ( vedi Testimonies, vol. 1, p. 412 ).  Scrisse di certi osservatori del Sabato che apparivano come incantati, dal momento che cedevano “a sensazioni incontrollate e impressionabili, e emettevano suoni inintelleggibili che chiamavano il dono delle lingue.”  Sempre al proposito aggiunse:

“ Impressioni e sensazioni non sono una prova certa della guida del Signore. Satana, se non sospettato, produrrà proprio sensazioni e impressioni.”Ibid. ,p.413.

Contemporaneamente Ellen White fece, nel corso degli anni, una ventina di riferimenti al bisogno dello Spirito Santo, del battesimo dello Spirito, e di esperienze nelle quali lo Spirito si riversasse sui fedeli.   The Comprehensive Index to the Writings of Ellen White  riporta  31 riferimenti specifici al battesimo dello Spirito Santo e non c’è un solo esempio in cui si stabilisca un legame tra il parlare estatico in lingue e il battesimo dello Spirito, sia in senso storico che profetico.  Nelle dichiarazioni riportate nelle 29 pagine dell’ Index  dedicate esclusivamente allo Spirito Santo,  l’autrice non fa un solo riferimento al fatto che le esperienze estatiche siano un segno che Dio ha concesso il suo Spirito al suo popolo.

La prova del vero battesimo dello Spirito, ha spesso detto, si dovrebbe manifestare in una rinnovata unità tra i credenti, in una nuova motivazione e in un potenziamento dell’opera di diffusione del messaggio evangelico.

D05-F-04. L’inganno non è inevitabile

Ma nessuno deve cadere in inganno. Noi abbiamo queste parole rassicuranti che esprimono l’idea che, se gli inganni e le tentazioni saranno forti, quelli che si aggrapperanno alla Parola di Dio saranno salvi:

“ La voce di un estraneo è la voce di qualcuno che né rispetta la santa, giusta e buona legge di Dio, né le ubbidisce.  Molti avanzano grandi pretese di santità e si vantano dei prodigi che compiono guarendo i malati, mentre non prestano attenzione a questo grande modello di giustizia.  Ma tali guarigioni da quale potere provengono?  Gli occhi degli uni e degli altri sono aperti alle loro trasgressioni della legge? E prendono le loro posizioni come figli umili e ubbidienti, pronti a ubbidire a tutte le esigenze divine? Giovanni rende questa testimonianza ai sedicenti figli di Dio: ‘Chi dice: Io l’ho conosciuto e non osserva i suoi comandamenti è bugiardo, e la verità non è in lui’ ( 1 Giovanni 2:4).

“ Nessuno deve essere ingannato. La legge di Dio è sacra come il suo trono, e ogni uomo che viene al mondo deve essere giudicato in base a questa….  Se quelli per  cui mezzo le guarigioni sono compiute, sono disposti , in ragione di tali manifestazioni, a scusare la loro negligenza della legge di Dio, e a perseverare nella disubbidienza, anche se manifestano in ogni senso di possedere un potere, non ne consegue che posseggano il grande potere divino. Al contrario, si tratta del potere di fare miracoli che appartiene al grande ingannatore. Egli è un trasgressore della legge morale e usa ogni mezzo al quale può fare appello per accecare gli uomini sul suo vero carattere. Noi siamo stati avvertiti che negli ultimi giorni egli opererà con grandi segni e prodigi menzogneri e continuerà a compierli fino al termine del giudizio, in modo da poterli presentare come prova della sua identità di angelo di luce e non di tenebre.

“Fratelli, noi dobbiamo guardarci dalla presunta santità che consente la trasgressione della legge di Dio. Quelli che calpestano la legge di Dio e giudicano se stessi in base al modello dei progetti da loro concepiti non possono essere santificati.”  Ibid. pp. 50,51.

Questo argomento poteva esserci presentato in modo più chiaro di così?  E quanto è ancora attuale il consiglio che ci è dato! Quale sicurezza per il popolo di Dio!

D05-F-03. Guarigioni ingannevoli

Tuttavia, come altre speciali benedizioni, divenute realtà per opera dello Spirito, erano state contraffatte, così è stato anche per le guarigioni miracolose.  Ellen White dà questo avvertimento:

“ Che nessuno accarezzi l’idea che particolari azioni provvidenziali o manifestazioni miracolose debbano costituire la prova della genuinità delle loro opere o delle idee che sostengono…

Satana agirà nel modo più sottile per far accettare invenzioni solo umane grazie a delle vesti angeliche.  Ma la luce della Parola risplende nell’oscurità morale; e la Bibbia non sarà mai soppiantata da delle manifestazioni miracolose.  La verità deve essere studiata, deve essere cercata come un tesoro nascosto.  Non saranno concesse illuminazioni meravigliose staccate dalla Parola, o tali da prenderne il posto. Aggrappatevi alla Parola, ricevete la Parola che è stata seminata in voi e che vi renderà saggi fino a giungere alla salvezza…

“Cose eccezionali, meravigliose vi saranno descritte e presentate. Per mezzo di inganni satanici, miracoli eccezionali, le pretese di agenti puramente umani saranno sollecitate.  Guardatevi da tutte queste cose.

“Cristo ci ha avvertiti in modo che nessuno debba accettare la falsità al posto della verità.  Il solo canale attraverso cui lo Spirito agisce è la verità… La nostra fede e la nostra speranza si fondano non sulle emozioni , ma su Dio.” Selected Messages , libro 2, pp.48,49.

Ella spiegò anche perché non possiamo fare affidamento sui miracoli oggi, sebbene Cristo spesso operasse per mezzo dei miracoli:

Cristo agì in questo modo: predicò la Parola, e  allevò le sofferenze con atti miracolosi di guarigione. Ma mi è stato insegnato che noi non possiamo agire ora nello stesso modo, perché Satana mostrerà la sua potenza compiendo miracoli. I servitori di Dio oggi non possono operare per mezzo dei miracoli, perché saranno compiute false guarigioni, con la pretesa di essere divine.

 

“E’ per questa ragione che il Signore ha tracciato una strada percorrendo la quale il suo popolo deve compiere un’opera di guarigione fisica, in combinazione con l’insegnamento della Parola.

Devono essere costituiti dei Sanatori e in connessione con tali istituzioni degli operai devono portare a termine una genuina opera medico-missionaria. Così un influsso protettivo circonda quelli che si recano ai sanatori per essere curati.” Ibid. , p.54. ( il corsivo è redazionale).

Molti avvertimenti simili a questi sono risuonati:

L’uomo che avrà considerato le azioni miracolose come prova della sua fede, scoprirà che Satana può, con una serie di inganni, compiere prodigi che sembreranno veri  miracoli …

“ Non facciamo passare i giorni perdendo preziose opportunità di ricercare il Signore con tutto il nostro cuore, la nostra mente, la nostra anima. Se non accettiamo la verità nell’amore, potremmo essere fra i molti che vedranno i miracoli compiuti da Satana in questi ultimi giorni, e vi crederanno.  Molte cose strane, che dovrebbero essere considerate inganni architettati dal padre della menzogna, appariranno come miracoli meravigliosi…  Degli uomini sottomessi a spiriti maligni compiranno dei miracoli: faranno ammalare le persone gettando su di esse il loro incantesimo, poi toglieranno l’incantesimo, portando gli altri alla conclusione che quelli che erano malati sono stati guariti miracolosamente.  Così Satana ha fatto ripetutamente.”  Ibid., pp.52,53. ( Il corsivo è redazionale).

D05-F-02. Preghiera per il miracolo della guarigione

Questi esempi particolari ( ma ce ne sono molti di più )illustrano lo stretto legame che i primi credenti avventisti vedevano tra la guarigione fisica e l’effusione dello Spirito Santo.  L’opportunità di chiedere a Dio di compiere un miracolo per guarire l’ammalato era stata difesa in molti messaggi di Ellen White.  Nel 1890 lei diede questo consiglio:

“Quanto alla preghiera per il malato, si tratta di una questione troppo importante per essere trattata con noncuranza. Credo che dovremmo portare tutto al Signore e fargli conoscere tutte le nostre debolezze, specificare ogni nostra perplessità….Se il nostro corpo è in condizioni di infermità, è certamente appropriato aver fiducia nel Signore, elevando a Dio le nostre suppliche per il nostro caso personale; e se ci sentiamo portati a chiedere ad altri, dei quali abbiamo fiducia, di unirsi a noi per rivolgerci in preghiera a Gesù che è il Potente Guaritore, l’aiuto certo verrà , se chiediamo con fede. Credo che noi siamo assolutamente troppo sfiduciati, troppo freddi, troppo tiepidi.

“La mia comprensione è che il testo di Giacomo deve essere applicato quando una persona giace ammalata nel suo letto, nel caso in cui lui stesso chiami gli anziani della chiesa, così che essi eseguano le indicazioni  di Giacomo, ungendo cioè il malato con olio nel nome del Signore e pronunciano per lui la preghiera della fede.  Noi leggiamo infatti : ‘La preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.’…

“Oh, quanto dovremmo essere grati a Gesù che vuole e può portare tutte le nostre infermità e fortificarci, guarendoci da tutte le nostre malattie, se questo è per il nostro bene e per la sua gloria.

Alcuni morirono ai giorni di Cristo e degli apostoli perché il Signore sapeva esattamente quel che era meglio per loro.” Medical Ministry,  pp.16,17.

E nel suo apprezzato libro  Sulle orme del gran Medico(in  originale: The Ministry of Healing),  Ellen White dedica un capitolo intero  alla “ Preghiera per il malato “, nel quale in modo incoraggiante dice:

“Egli li liberò dalle tribolazioni. Mandò la sua parola, li guarì, e li salvò dalla morte” ( Salmo 107:19,20)

“Anche oggi Dio desidera restituire la salute al malato,così come lo desiderava all’epoca del salmista guidato dallo Spirito Santo. Il Cristo ancora oggi esercita la compassione dimostrata durante il suo ministero terreno. Da lui si può ottenere il rimedio per ogni malattia, la forza rivitalizzante per ogni infermità.” ( pp. 123,124; ed. originale p.226)

Il suo chiaro consiglio  includeva la preparazione richiesta alla persona malata e a quanti dovevano pregare per lei, l’importanza di pregare in armonia con la volontà divina, e la saggezza di usare i migliori agenti di cura disponibili. Farvi ricorso  non avrebbe implicato alcun rifiuto della fede.

Siamo stati esortati a non dipendere interamente da guarigioni miracolose in caso di malattia.  Dobbiamo prima fare tutto ciò che dipende da noi; studiare la natura della malattia, trovarne la causa, e affrontarla con intelligenza  impiegando tutti i mezzi a disposizione. Se Dio guarisse ogni malattia quando gli viene richiesto, questo porterebbe alla presunzione: pochissimi allora cambierebbero lo stile di vita che aveva provocato la malattia.  Per questo abbiamo sentito la necessità di costituire nel nostro ambito delle istituzioni sanitarie dove le persone non solo recuperino la salute grazie a cure appropriate, ma imparino anche come prevenire la malattia.

D05-F-01. Introduzione

Quando Cristo inviò i suoi discepoli “ a predicare il regno di Dio e a guarire gli infermi” ( Luca 9:2), comunicò loro la certezza che i suo nome avrebbero cacciato i demoni, parlato nuove lingue, imposto le mani sugli ammalati che sarebbero stati sanati ( vedi Marco 16:17,18).

Le fonti documentarie dell’Avventismo delle origini si riferirono spesso a miracoli di guarigione. Alcuni casi avvenuti nella chiesa di oggi mostrano che il dono di guarigione è ancora tra noi.

Quando riandiamo alle testimonianze originarie dobbiamo aver ben chiaro che alla metà del XIX secolo regnava una grande ignoranza  sulla causa e la cura della malattia.  Il concetto di germi era sconosciuto.  Si pensava che l’aria notturna  fosse velenosa.  Si prescrivevano senza restrizioni dei farmaci dannosi e che comportavano il pagamento di un grande pedaggio di morte. Se qualcuno aveva la febbre, probabilmente il medico gli avrebbe tolto un mezzo litro o un quarto di sangue dalle vene e lo avrebbe fatto scorrere nel tubo di drenaggio, perché la febbre indicava con grande probabilità che il paziente aveva un eccesso di sangue.  Gli anestetici non erano noti. La chirurgia era praticata nel modo più grossolano e , quando era pesante, provocava generalmente la morte.  Quando un’epidemia percorreva il paese la popolazione ne era decimata. Così quasi ogni malattia era un’occasione di terrore.  Quando la malattia progrediva si diceva spesso che il paziente era “ destinato alla tomba.”

Quanto appariva preziosa allora la promessa di Giacomo 5 che richiedeva l’unzione con olio e la preghiera per la guarigione, affermando che “ la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà” ( versetto 15)!

Dei documenti della fine degli anni ’40 abbondano di narrazioni sulla risposta di Dio a preghiere espresse in stato di disperazione, di sofferenza, di malattia relativamente a quel periodo.

Per esempio, quel giorno di primavera  quando un gruppo di credenti si riunirono a Topsham , nel Maine, nella casa di Stockbridge Howland.   Sua figlia, Frances, in una stanza del piano superiore, sofferente di febbri reumatiche, era sotto la cura di un medico. Le sue mani era così gonfie che non se ne potevano distinguere le articolazioni.  Ellen White riferì quel che segue:

“ Mentre sedevamo insieme e parlavamo del suo caso, fu chiesto al fratello Howland se avesse fede che sua figlia potesse essere guarita in risposta alla preghiera. Rispose che cercava di crederci e, attualmente, dichiarò che credeva che fosse possibile.  Ci inginocchiammo tutti per una preghiera fervente a Dio per lei…  Uno dei fratelli presenti esclamò: ‘ C’è qui una sorella che abbia la fede per andare a prenderla per mano e ordinarle di alzarsi nel nome del Signore?’ Prima che avesse finito di parlare la sorella Curtis si era già avviata su per le scale.  Entrò in quella stanza di malattia con lo Spirito del Signore su di lei e , prendendo l’invalida per mano, disse: ‘Sorella Frances, nel nome del Signore alzati, e sii di nuovo sana.’ Una nuova vita scorse nelle vene della ragazza ammalata, una santa fede si impadronì di lei,  e ubbidendo al suo impulso si sollevò dal letto, si alzò in piedi e camminò per la stanza, lodando Dio per il suo ristabilimento.”  Life Sketches,  p.74.

Frances si vestì e scese dove si trovava il gruppo, “ l’espressione del viso si illuminò di una gioia e di una gratitudine indicibili. Il giorno dopo camminò per tre miglia con un tempo piovoso, non ne subì alcun danno, e continuò a migliorare.”

Nella stessa testimonianza Ellen White parlò di William Hyde, gravemente affetto da dissenteria.  Scrisse così:  “ I suoi sintomi erano allarmanti e il medico aveva definito il suo caso quasi senza speranza.” Ibid. p.75.  Poco dopo degli uomini di fede si unirono introno al suo letto implorando Dio per la sua guarigione.  Ellen White continua in questo modo:

“ Ho conosciuto di rado una volontà così intensa di rivendicare le promesse di Dio.  La salvezza che viene dallo Spirito Santo si rivelò e una potenza dall’alto riposò sul nostro fratello malato e su tutti i presenti. Il fratello Hyde si vestì immediatamente e camminò furi della stanza , lodando Dio, e con la luce del cielo che brillava sul suo volto.”  Ibid, p.76.

Si unì con la famiglia per il pranzo, mangiò con appetito, e Ellen White riferì che “il suo ricupero fu completo e stabile.”

Nel 1848 Ellen White raccontò la guarigione della sorella Penfield, avvenuta proprio dopo la prima delle riunioni sul Sabato a Rocky Hill, nel Connecticut:

“Il mercoledì scorso, più o meno alle sei del pomeriggio, arrivò da Portland-località distante 11 miglia da qui-  un fratello  che chiedeva che andassimo con lui e pregassimo per sua moglie, perché lei era viva appena. Tutto qui.  Era stata presa dal male in modo così forte che avevano chiamato il medico. Questi aveva cercato di aiutarla,ma non aveva potuto apportarle alcun beneficio e aveva detto che doveva morire. Un altro medico era stato consultato e aveva detto di non potere  far nulla. Eppure si trattava del dottore più rinomato di Middletown.

“La sorella Penfield  aveva detto al marito di mettersi alla ricerca del popolo di Dio e lui era venuto a  chiamarci. Uscire fu un po’ come una prova per me: il tempo era piovoso ed ero stata molto debole per tutto il giorno, ma decisi di andare in conclusione. Anche James ebbe lo stesso sentimento. E infine anche il fratello e la sorella Ralph andarono ubbidendo alla sua richiesta. Pregammo per lei alle dieci della sera e lo Spirito cominciò ad agire. Era passata per un’agonia intensa,  ma la ungemmo con olio nel nome del Signore e poi le nostre ferventi implorazioni si levarono a Dio chiedendogli di esprimere il suo potere di guarigione.

Dio iniziò ad agire, il dolore cessò, ma quella notte non conseguimmo la vittoria completa che desideravamo. Ma la donna riposò bene e non sentiva più dolore. La mattina ci riunimmo ancora in preghiera per lei.  La potenza dello Spirito discese come un vento forte e impetuoso; la sua stanza fu riempita della gloria di Dio e io fui come risucchiata da questa gloria e rapita in visione.  Vidi la disponibilità di Dio a guarire coloro che erano afflitti dal dolore….

L’opera della guarigione fu portata a termine. La donna si rafforzò nel corpo e nella mente… La sorella Penfield è forte ora.  Sia lodato il Signore.”  Lettera 1,  1848.

D05-E-02. Il caso di Ralph Mackin

Parleremo ora del comportamento di Ellen White, nell’anno 1908, quando il Signore e la Signora Mackin la consultarono per sapere se l’esperienza di glossolalia e di canto nello Spirito da loro iniziata fosse di origine divina. Fu in relazione a questo che Ralph Mackin chiese con insistenza una risposta  da parte di Ellen White sulla questione dell’opportunità di ricercare o di attendersi qualche forma di manifestazione fisica in connessione con l’opera dell’effusione dello Spirito di Dio. Citiamo di seguito la sua domanda e la sua dichiarazione insieme con la replica di Ellen White:

R. Mackin: “In relazione al ricevere la potenza dall’alto sorge una domanda, mi pare, altrettanto pertinente oggi che ai giorni degli apostoli: – Quale prova possiamo averne? Nel caso che la riceviamo, non dovrebbe avere su di noi lo stesso effetto fisiologico che ebbe nel passato? Possiamo effettivamente aspettarci di parlare come lo Spirito ci suggerisce.”

Ellen G. White: “In futuro avremo delle prove speciali dell’influsso dello Spirito di Dio, specialmente in quei periodi nei quali i nostri nemici saranno più forti contro di noi.  Verrà il tempo quando vedremo avvenire dei fatti strani, ma esattamente in che modo – se simili ad alcune delle esperienze dei discepoli dopo la discesa dello Spirito seguente l’ascensione di Cristo-  non sono in grado di dirlo.” Manuscript 115, 1908 pubblicato sulla Review and Herald, 17 agosto,1972.

Ma poco tempo dopo le fu mostrato in visione che l’esperienza di Mackin era falsa.

E’ interessante osservare come Ellen White, anche dopo le ripetute visioni  datele nel corso degli anni e il confronto con moltissime esperienze , si sentisse incapace di dichiarare in modo inequivocabile che ci sarebbe stata un’esperienza di tipo estatico, come il parlare in lingue sconosciute, in connessione con l’effusione dello Spirito di Dio.  Infatti, in nessun momento collegò le prove dell’effusione dello Spirito ( talvolta denominata “battesimo dello Spirito”) con le esperienze di tipo estatico.  Insegnò che l’esperienza della Pentecoste  abilitò i discepoli a parlare in modo fluente delle lingue sconosciute.  Lo stesso può dirsi dell’esperienza di Efeso ricordata in Atti 19:6.

D05-E-01. Il caso Ralph Mackin

La terza esperienza di quei primi anni della storia avventista e  anche una  fra quelle che Ellen White commentò con notevole ampiezza , avvenne a Portland (Maine) negli anni 1864 e 1865.

Pare che Portland, il luogo dove Ellen White ricevette la prima visione, diventasse un bersaglio speciale per il nemico. Per molti anni l’opera era stata indebolita da situazioni di fanatismo. Una di queste ebbe al centro un tal S.C. Hancock, il quale era un osservatore del Sabato, ma profondamente coinvolto in esperienze estatiche, in particolare quella del dono delle lingue.  La  Review and Herald  del 14  marzo 1865, riporta una breve nota della Signora D.A. Parker di Portland ( Maine ) nella quale descrive la propria esperienza.  Questa risale al 1854 e a un movimento che cercava di stabilire la data della fine dei tempi .  Fu allora che sentì parlare della dottrina dell’Avvento e, a quanto disse, “ con gioia abbracciò l’opinione che Gesù  sarebbe tornato nell’autunno del 1854.”

Tuttavia tale movimento si rivelò inaffidabile e falso.  Così la Signora Parker racconta la storia:

“Proprio in quel periodo sorse un gruppo che rivendicava di avere la vera luce sui testi che parlano dell’atto di  ‘alzarsi e preparare la propria lampada’, dell’ ‘ultima pioggia’, e dei ‘ doni che devono essere ripristinati all’interno della Chiesa’.   Io investigai le Scritture e trovai che i doni erano effettivamente promessi alla chiesa, così, fiduciosa che noi rappresentassimo il popolo di Dio, mi legai strettamente a quel movimento , ricevendo nell’arco di un breve periodo quello che allora ritenni come il ‘dono delle lingue’.  Ho continuato in questa direzione fino a  circa sei mesi fa, quando il mio spirito fu turbato dal pensiero sulla sua effettiva autenticità, perché alcuni fatti a volte mi sembravano molto strani.  Udii esprimere delle idee, per mezzo delle ‘lingue’,nelle quali non credevo e, dopo averne osservato i frutti, mi sentii ancora più scossa nelle mie convinzioni. Circa tre mesi dopo, al nostro congresso di Portland, arrivai fino al punto di essere completamente disgustata per la nostra posizione.

Specificherò la natura di alcuni esercizi spirituali: parlare in lingue, danzare nello Spirito e nuotare nello Spirito.   Col parlare in lingue mi trovavo in piena sintonia, non ugualmente col danzare e col nuotare, esercizi caratteristici dell’anziano Hancock.  Potrei dire di più, ma questo può bastare.  Ora posso dire che i miei occhi sono stati aperti per discernere gli inganni con i quali avevo in parte simpatizzato dal ’54; infatti io condividevo le stesse opinioni e lo stesso spirito di coloro con i quali mi ero affiliata.” Pagg. 116,117.

A questo punto, poste queste premesse, ci volgeremo a  Testimonies for the Church, volume 1, per ascoltare direttamente il commento di Ellen White su questa esperienza di Portland, nel Maine:

“Alcune di queste persone praticano esercizi che chiamano doni e dicono che è il Signore ad averli posti nella chiesa.  Si tratta di un borbottio senza senso che definiscono come lingua sconosciuta,  che è tale non solo per l’uomo, ma anche per Dio e tutto il cielo.  Tali doni sono inventati da uomini e donne, con l’aiuto del grande ingannatore.  Fanatismo, falso entusiasmo,falso parlare in lingue e esercizi rumorosi sono stati presi per doni che Dio ha posto nella chiesa.  Alcuni sono caduti nell’inganno e i frutti di tutto questo non sono stati buoni. ‘Voi li riconoscerete dai loro frutti.’

“Fanatismo e rumore sono stati considerati prove speciali della fede.  Alcuni non si sentono soddisfatti di una riunione se non provano qualcosa di potente e di piacevole. Essi si danno da fare per questo e ne ottengono una forma di eccitazione emotiva. Ma l’influsso di riunioni siffatte non porta giovamento.  Quando il volo felice delle emozioni se ne è andato, essi sprofondano più in basso di prima, perché la loro felicità non viene dalla giusta sorgente.  Gli incontri più proficui per il progresso spirituale sono quelli caratterizzati dalla solennità e da un profondo esame del cuore;   quando ciascuno cerca di conoscere se stesso, e intensamente, ma con profonda umiltà, di imparare da Cristo….

“Secondo la luce che il Signore mi ha dato, ancora un vasto numero di persone sarà suscitato nell’Est per obbedire alla verità in modo coerente. Quelli che seguono invece il folle corso che hanno scelto saranno abbandonati a quegli errori  che alla fine determineranno la loro rovina; ma costituiranno temporaneamente una pietra d’inciampo per quanti vorrebbero ricevere la verità.

I  ministri di culto che si affaticano con la parola e la dottrina dovrebbero essere operai accurati  e presentare la verità nella sua purezza, sebbene con semplicità. Dovrebbero nutrire il gregge con alimenti sani, completamente controllati.

Ci sono stelle vaganti che professano di essere ministri inviati da Dio, che predicano il Sabato di luogo in luogo,ma che  presentano la verità insieme con l’errore e buttano là una massa di giudizi discordanti per il popolo di Dio.  Satana li ha introdotti per disgustare dei non credenti intelligenti e saggi.  Alcuni di loro hanno molto da dire sui doni e cedono spesso e specialmente agli esercizi spirituali.  Si lasciano andare a sensazioni disordinate, fatte di impressioni, ed emettono suoni inintelligibili che definiscono come il dono delle lingue, e un gruppo cede al fascino di queste strane manifestazioni.   In loro domina uno strano spirito che vorrebbe travolgere e schiacciare chiunque volesse rimproverarli.

Lo Spirito di Dio non risiede in quest’ opera e non accompagna tali operai. Essi possiedono uno spirito diverso.  E ugualmente tali predicatori hanno successo con una determinata classe di persone.  Ma questo accrescerà grandemente la fatica di quei servitori che Dio invierà, di coloro che sono qualificati per presentare davanti al popolo di Dio il Sabato e i doni nella loro giusta luce, e l’  influenza e l’esempio dei quali sono degni di essere imitati.” Pagg. 412-414 ( il corsivo è stato aggiunto dal redattore .)

Così prosegue il commento di Ellen White:

“ Alcuni gioiscono ed esultano per il possesso dei doni, che altri non hanno. Che Dio possa liberare il suo popolo da tali doni.”  Ibid.,  pagg. 418,419.

Si pone anche la domanda: le persone coinvolte nell’esercizio di questi doni sono “ condotte all’unità della fede?  E convincono il non credente che Dio è con loro veramente?”

Un’altra osservazione è particolarmente significativa:

“Quando queste persone che discordano fra loro, sostenendo opinioni diverse, vengono a trovarsi insieme e  si produce un’eccitazione notevole insieme al fenomeno della glossolalia, essi fanno risplendere la loro luce in modo tale che i non credenti sono portati a dire: -Questa gente non è sana di mente.  Sono trasportati da una falsa eccitazione e noi sappiamo che non hanno la verità. Costoro si trovano chiaramente nella via dei peccatori; il loro influsso ha l’effetto di impedire che altri accettino il Sabato. Ma saranno retribuiti in ragione delle loro opere. Vorrei proprio o che si correggessero oppure che abbandonassero la verità del Sabato ! Allora non prenderebbero la strada dei miscredenti.”  Ibid.,  pag.419.

Grazie a questo deciso consiglio di Ellen White, basato sulle visioni datele da Dio, gli elementi fanatici presenti in seno agli osservanti del Sabato furono presto messi a tacere.  Nessuna meraviglia quindi che , quando, in anni successivi, lei stessa venne a diretto contatto con esperienze estatiche, ci si avvicinasse con prudenza e cautela, indagando per far risaltare la vera natura di quanti vi erano coinvolti.

D05-D-03. In lotta contro il dubbio

A volte mi veniva di esprimere dei dubbi  e la risposta che mi era data era : ‘Non dubitare’.  Così dovevo lasciar perdere per un po’.  Ma cercavo di ragionarci su e li consigliavo di  esercitare la loro facoltà di giudizio. Poi però mi si mostrava che ero sottoposto a una prova tremenda  e stavo passando attraverso un tentazione. Così, in conclusione, pensai che avrei lasciato che i fatti si sviluppassero da sé”.

Allora Steward mise in discussione alcune delle persone che erano coinvolte in queste esperienze, le visioni che asserivano di avere avuto e quanto tali visioni apparissero in armonia col messaggio: “ Noi  eravamo in possesso, come pensavamo,di molti dei doni dello Spirito, ma io non ero soddisfatto del loro sviluppo.  Poi, nella notte del 2 Gennaio, cominciò a prendere forma un nuovo aspetto, e tutti quelli che erano insieme e erano soggetti al suo influsso persero completamente il controllo di sé (  o cedettero al controllo di un potere invisibile). Le scene che seguirono io non sono in grado di descriverle. Io ero lontano , tenevo delle riunioni a Cascade, essendo partito il giorno prima.

“Le scene descritte cominciarono a casa del fratello Billings, alla presenza di mia moglie, della sorella Kelley, e del fratello e della sorella Billings.  Continuarono fino alla sera del Sabato, quando i presenti giunsero alla convinzione che si trattava di un inganno. E adesso siamo tutti d’accordo nel considerarle opera del nemico. Lo denunciamo apertamente e pienamente. Io continuo a amare la verità del messaggio del terzo angelo e voglio  difenderla davanti al mondo.

Fratelli, guardatevi dagli inganni di questi ultimi giorni!  Questa rapida trattazione vi darà le nostre opinioni sulla natura di quello che accadde.”  Ibid.

 

Quando James White ebbe questo rapporto fu contento che il fanatismo fosse stato sconfitto, o per lo meno così sembrava, e fece seguito alla confessione ora citata con le sue personali osservazioni :

“Ecco le mie osservazioni: non è cosa di poco conto esser preda dei potenti inganni di Satana, specialmente quando delle persone compiono degli esercizi ( spirituali) che controllano il corpo e la mente, scambiandoli per la potenza dello Spirito Santo.  Costoro perdono il loro equilibrio; perdono la loro capacità di giudizio delle realtà spirituali e raramente riescono a recuperarla.  Durante gli ultimi quindici anni abbiamo osservato la condotta di tali persone e in nessun caso li abbiamo visti perseguire una giusta strada in modo da esercitare una buona influenza. A meno che non abbiano scelto di occupare una posizione umile all’interno della chiesa, contando più sul giudizio di coloro che hanno avuto una buona esperienza che sul loro proprio.

“Dio non abbandona il suo popolo al potere ingannevole di Satana senza un motivo. C’è un perché. La causa dovrebbe essere ricercata con i più profondi sentimenti di umiltà, affinché non segua un altro inganno peggiore del primo. Il grande obiettivo di Satana per mezzo dell’inganno compiuto nel Wisconsin è stato senza dubbio quello di screditare e sottoporre al dubbio il soggetto dell’eternità dei doni spirituali.  Un estremo è in genere seguito da un altro.  E così noi rimarremo  fortemente dispiaciuti [ sorpresi] se non potremo identificare quelli che sono stati soggetti allo spirito dell’errore e del fanatismo, i quali arrivano poi ad abbandonare del tutto il soggetto dei doni spirituali. E questo errore sarebbe più fatale del primo.”  Ibid.

 

Benché il fanatismo venisse meno, la chiesa ne soffrì  per molti anni.  I fratelli Steward, ai quali occorse del tempo per riprendersi, alla fine tornarono a essere degli operai degni di piena fiducia. La loro figlia Mary lavorò per molti anni alla Review and Herald come correttrice di bozze e fu per diversi anni una delle segretarie della Signora White.

D05-D-02. L’esperienza del Wisconsin

La seconda esperienza comprendente false manifestazioni estatiche ebbe luogo nel Wisconsin centrale negli anni 1860  e 1861. Vi furono coinvolti T. M. Steward e sua moglie, credenti della prima ora in quello Stato, in seguito giunti a occupare una  posizione di responsabilità, e una certa famiglia facente capo a  Solomon Wellcome.

La famiglia Wellcome, fra i primi Avventisti del Maine, si era stabilita nel Wisconsin verso la fine degli anni quaranta. Verso la metà degli anni ‘50 due figli accettarono la verità del Sabato e iniziarono a predicare le loro nuove convinzioni.  Presto Solomon Wellcome fece la conoscenza di T.M. Steward.  Fu chiaro fin dall’inizio che Wellcome aveva delle idee sbagliate sulla santificazione:

“ Mi fu mostrato che l’anziano K [Solomon Wellcome] camminava su un terreno pericoloso. Non è in armonia col messaggio del terzo angelo… Si porta dietro una teoria della santificazione di origine metodista e la presenta davanti a tutti attribuendole la massima importanza.  Invece le verità sacre che si applicano al tempo presente sono sottovalutate…. Satana ha preso il controllo della sua mente, tanto che ha fatto un gran danno alla causa della verità nel Wisconsin settentrionale.”  Testimonies, vol.1 , p.335.

Che cosa di preciso comportasse di sbagliato la sua dottrina della santificazione Ellen White non lo rivelò.  Ma c’è un documento storico interessante che descrive gli esercizi spirituali che avvenivano in una chiesa Metodista della zona più o meno in quel periodo:

“Qualcuno inizia a lamentarsi qui , poi là. Esclamazioni varie – Ah, oh,oh- uscivano da molti petti. Poi questi “Ah e Oh” divennero più numerosi e più fragorosi, finché infine ogni stato di silenzio e di ordine parve essersi perduto.  Avrei dovuto possedere almeno trenta occhi e orecchie per poter vedere tutti quei gesti e ascoltare tutti quei gemiti devoti… Una donna si strappò il cappello dalla testa , lo gettò via e si scompigliò i capelli.    Un’altra donna rivolse lo sguardo verso il cielo, si strinse con forza il petto e , come se non vi albergasse che una forte emozione spirituale, pronunciò queste parole: ‘ Vieni, mio Gesù, vieni mio caro Gesù, mio amato,’ ect.  Ora qui , ora là  uno emetteva semplicemente la sillaba ‘iih, iih!’ balzando ogni volta dalla propria sedia come se una vespa l’avesse punto… Uno corse davanti e cadde sul pavimento, mentre parecchi di loro gli danzavano intorno e, come dei posseduti, gridavano: ‘ Lo Spirito lo ha vinto! Ha ricevuto lo Spirito Santo,’ ect.” Wisconsin Magazine of History,  Giugno 1842,pp. 462-465.*

Dopo aver appreso dell’aumento del fanatismo nel Wisconsin, James White lasciò sua moglie a casa, a Battle Creek, col suo nuovo nato John Herbert, per visitare Mauston  e altri gruppi di credenti.  Non fu ben accolto; è significativo il suo resoconto dei timori che nutriva per la chiesa del Wisconsin:

“Pensiamo che sia nostro dovere dire qualcosa della manifestazione di questa opera qui, che alcuni chiamano ‘La Riforma’,  ma che a noi sembra piuttosto una deformazione…  Mentre predicavamo una sorella proruppe in un grido di opposizione, così attendemmo un po’ perché smettesse.  Fu con difficoltà che terminammo il nostro discorso…

“Questa cosiddetta riforma ha pronunciato alcune importanti sentenze.  Si dice che uno o più fra loro possiedono lo spirito di profezia e hanno visto cose estremamente interessanti.  Per esempio tutto il gruppo degli osservatori del Sabato che appoggiano la Review sono stati bollati come segue: ‘ Avvento’,’Babilonia’, ‘Perduti’, ‘Organizzazione’.  Ciò è fin troppo chiaro per richiedere un commento.  Dicono anche  che gli scritti della Sorella White, eccetto il primo opuscolo, erano tutti sbagliati… Noi esprimiamo verso questi cari amici che si trovano nell’errore la nostra compassione e le nostre preghiere.”  Review and Herald , 13 novembre, 1860.

All’inizio Steward e la sua cerchia più stretta furono poco sensibili alle argomentazioni e agli appelli di James White. Ma dopo non molto tempo fu chiaro che quanto era stato attribuito a Dio nasceva invece dal suo grande avversario.   The Review and Herald del 22 gennaio 1861( pag. ? ) conteneva una dichiarazione intitolata “La Confessione di una Delusione”, scritta da T. M. Steward:

“ A tutti i cari santi che si trovano nell’errore:  “ Poiché i miei corrispondenti mi hanno spesso posto la domanda: ‘ Di quale natura è l’opera compiuta a Mauston?’, ora mi piacerebbe esprimermi in proposito.  Inoltre sento che è mio dovere farlo, che sono del tutto pronto a farlo; e la mia preghiera è che il Signore ci salverà da tutti gli inganni che Satana ci propone oggi.

“Voi sapete bene che l’opera era appena cominciata quando il Fratello White si trovava là, e allora naturalmente io non avevo preso una decisione.  Li pregai che mi lasciassero solo perché potessi investigare l’argomento in modo soddisfacente . Avevo delle ragioni per dubitare, ma desideravo sottoporre tutto a un esame accurato. La ragione per cui l’ho difesa non dipendeva dal fatto che ne fossi convinto, ma perché non potevo riscontrare nulla che fosse calpestato nonostante le mie sensazioni.   Così osservavo tutto con grande ansia.  A volte scoprivo degli sbagli, ma mi si rispondeva: ‘ Tutto diverrà chiaro fra poco’ e questo faceva sì che ricercassi delle prove più evidenti.”

Questo documento storico fu reso disponibile da uno dei nostri pastori del Wisconsin, Adriel Chilson.  Se non possiamo identificare con certezza questa particolare esperienza con l’opera di Solomon Wellcome, è vero che c’è una forte evidenza che depone a favore di strette somiglianze.  L’articolo di Adriel Chilson, “ La Falsa Santificazione un secolo fa nel Wisconsin” , sarà pubblicato in un prossimo numero della Review.

D05-D-01. Introduzione

Gli incontri personali con false esperienze estatiche esercitò un forte influsso sulla formazione dei nostri progenitori. Il pastore Loughborough fu testimone di un fatto avvenuto durante la prima visita degli White in Michigan nel 1853. Insieme al pastore Loughborough dovevano condurre delle riunioni in quattro o cinque località, come  Tyrone, Jackson, Bedford, Battle  Creek e Vergennes, dove si trovavano dei gruppi di credenti.  In una visione, poco dopo il suo arrivo in Michigan, furono mostrate a Ellen White determinate persone e gruppi che avrebbero incontrato durante il loro itinerario. Quando ebbe trascritto tutto ciò, chiese al fratello Loughborough di farne una copia per lei.  La copia di quel materiale lasciò una profonda impressione  nella mente di Loughborough.  Vi lesse di una donna che esercitava un’influenza considerevole sugli Avventisti osservatori del Sabato presenti nella sua comunità,  ma che era in realtà un impostore e che, quando fosse stata rimproverata, si sarebbe alzata e avrebbe detto: “ Dio conosce il mio cuore.”

Arrivando a Vergennes alcuni giorni dopo, Ellen White riconobbe il luogo come quello dove avrebbe incontrato l’impostrice.  Riconobbe anche i credenti via via che arrivavano sui loro carri per partecipare al culto del sabato mattina. Mostrò a coloro che le stavano vicini che quanti si trovavano sul primo carro non erano in armonia con lei, invece un altro gruppo lo era, e un altro ancora era diviso, e così via.  Mentre James White parlava , una donna dal portamento imponente entrò in compagnia di due uomini. Questi vennero avanti e la donna si sedette vicino alla porta. In breve Ellen White prese il posto del marito sul pulpito.  Fece alcune osservazioni esortando i pastori a fare attenzione per non correre il rischio di rovinare l’opera di Dio.  Disse che Dio non avrebbe mai chiamato una donna a viaggiare per il paese con un uomo diverso dal proprio marito.  Alla fine ( come il Pastore Loughborough riferì) disse:

“Quella donna che si è appena seduta vicino alla porta afferma che Dio l’ha chiamata alla predicazione.  Ella viaggia con questo giovane che si è appena seduto davanti al pulpito, mentre quest’uomo, più anziano, suo marito,  – Dio abbia pietà di lui !- si affatica  a casa per guadagnare le risorse che loro impiegano per compiere la loro iniquità.  Lei fa professione di santità, dice di essere santificata.  Ma, nonostante tutte le sue pretese e i suoi discorsi sulla santità, Dio mi ha mostrato che lei e questo giovane uomo hanno violato il settimo comandamento.’”   Review and Herald,  6 maggio 1884.

Tutti si volsero in direzione della donna chiedendosi cosa avrebbe risposto.   Dopo un minuto circa si alzò, e con uno sguardo pieno di ipocrisia, disse :”Dio conosce il mio cuore.”   Erano le precise parole che, due settimane prima, la visione aveva predetto come sua risposta.

Durante la pausa del pranzo, nella casa dove gli White e il fratello Loughborough erano accolti, la signora White ricevette un’altra visione.  Terminata la visione, ella riferì ulteriori dettagli di quanto il Signore le aveva mostrato sulla donna al centro dell’attenzione:

“Questa donna afferma di parlare in lingue [disse Ellen White ] ma viene ingannata.  Lei non parla la lingua che sostiene di parlare; in realtà non parla alcuna lingua.  Se tutte le nazioni della terra si riunissero per ascoltare il suo discorso, nessuna di loro riconoscerebbe quanto dice, perché lei rpete semplicemente una quantità di borbottii privi di senso.”  Ibid. ,10 Giugno 1884.

Immaginate la sorpresa del pastore Loughborough che, tornando al luogo di riunione, trovò proprio lei che parlava in quella che sosteneva essere la lingua della vicina tribù indiana di nome Garlic.  Diceva che il Signore la inviava come missionaria presso quella popolazione.

Questo è ciò che Loughborough udì: “Kene keni, kene keno, kene kene,” etcetera.   Ibid.

Alla riunione che tenne il giorno dopo, questa donna parlò sul tema della santità, e nel mezzo del suo discorso eruppe di nuovo in una lingua sconosciuta.  Un Indiano che era stato invitato ad ascoltarla parlare nella sua lingua, saltò in piedi, dichiarando:  “ Un Indiano molto cattivo questo ! Un Indiano molto cattivo !”  Quando gli fu chiesto che cosa dicesse quella donna, egli dichiarò: “Nulla.  Lei non parla assolutamente Indiano.”

Alcuni giorni dopo, alla presenza di un interprete indiano che conosceva 17 lingue di quel ceppo, lei parlò e pregò nel suo linguaggio sconclusionato, e costui affermò che non aveva pronunciato una singola parola indiana.

La sua influenza fu passeggera, non solo a motivo di questa esperienza, ma particolarmente per la rivelazione che l’uomo col quale viaggiava e viveva non era suo marito. Col passare del tempo anche questo fu ammesso in una confessione.

D05-C-04. Satana agisce in molti modi

Vidi che Satana era all’opera in vari modi tramite suoi intermediari.  Agiva per mezzo di ministri di culto che hanno respinto la verità e sono destinati a cocenti delusioni per il fatto di credere che sia una menzogna che essi possano essere riprovati. Mentre predicano o pregano, alcuni cadono prostrati e inermi, non per la potenza dello Spirito Santo, ma per quella di Satana infusa sui suoi agenti e, tramite loro, sulla gente.”  Early Writings,  pp. 43,44 ( 1849).

Negli anni successivi Ellen White mise in guardia su esperienze estatiche ingannevoli:

“In ogni circostanza e in ogni luogo in cui il Signore è all’opera e dà in dono una benedizione genuina, gli si contrappone anche una contraffazione, allo scopo di annullare l’effetto della vera opera di Dio. Per questo dovremmo essere estremamente attenti e camminare umilmente dinanzi a Dio, perché ci possa essere dato quel collirio spirituale col quale distinguere l’opera dello Spirito di Dio da quella di quello spirito che si traduce in  licenza e fanatismo. ‘Li riconoscerai dai loro frutti’ ( Matteo 7:20). Coloro che veramente contemplano Cristo saranno trasformati a sua immagine, proprio per opera dello Spirito del Signore, e cresceranno fino a raggiungere la completa statura di uomini  e donne in Cristo Gesù. Lo Spirito Santo di Dio ispirerà gli uomini all’amore e alla purezza e tale opera di purificazione si manifesterà loro personalità.”  Selected Messages , libro 1, p. 142.

D05-C-03. Un’esortazione a uno studio rinnovato della Bibbia

L’inquietudine mostrata da alcuni membri sull’orario d’inizio del Sabato e  l’insegnamento reiterato, rivolto loro attraverso il dono profetico, che li indirizzava alla Bibbia, probabilmente portò James White, nel 1855, a insistere perché J.N. Andrews, un giovane pastore residente a Paris, nel Maine, intraprendesse una ricerca attenta delle Scritture per rintracciare nella Parola di Dio degli elementi dimostrativi relativi al momento d’inizio del Sabato.  Durante l’estate, dopo svariate settimane di accurata ricerca nelle Scritture, dimostrò per mezzo di nove testi dell’Antico Testamento e di due del Nuovo che il Sabato aveva inizio all’ora del tramonto.

Le sue conclusioni furono lette al congresso di Battle Creek , del novembre 1855, e dall’evidenza scritturale presentata, i presenti si presero la responsabilità di spostare dalle sei all’ora del tramonto l’orario d’inizio del sabato. Tuttavia la decisione non fu del tutto unanime.  Joseph Bates, il membro più anziano del gruppo dei pionieri e apostolo della verità del Sabato, se ne dissociò non volendo rinunciare alle sue opinioni consolidate.  Ellen White, da parte sua, pensò che, dato che essi avevano osservato il sabato in questo modo per dieci anni, perché avrebbero dovuto cambiare ora ? Ne scaturì allora una frattura.

Tuttavia, alla fine del congresso  a Ellen White fu mostrato in visione che il sabato iniziava al tramonto.  Illuminante è la sua conversazione con l’angelo nel corso della visione:

“ Vidi che le cose stanno proprio così: ‘ Dalla sera all’altra sera celebrerete il vostro sabato.’ L’angelo disse: ‘ Prendi la Parola di Dio, leggila, comprendila e non potrai sbagliare.  Leggila con attenzione e vi troverai che cosa  e quando è la sera.’  Chiesi all’angelo se Dio disapprovasse il fatto che il suo popolo aveva cominciato il sabato in un modo diverso. Io fui guidata a ritroso fino alla prima origine del sabato e seguii il cammino del popolo di Dio fino a oggi, ma non vidi che il Signore fosse dispiaciuto né che avesse espresso disapprovazione nei suoi confronti.  Indagai sul perché le cose fosse andate in modo tale che così tardi noi dovessimo cambiare il tempo d’inizio del sabato.  L’angelo rispose: ‘ Lo comprenderete, ma non ancora, non ancora.’ E aggiunse: ‘ Se la luce viene e quella stessa luce è messa in disparte e rifiutata, allora si manifesta la condanna e la disapprovazione di Dio; ma prima che la luce si mostri, non c’è peccato, perché non c’è alcuna luce che essi possano rigettare.’  Vidi che secondo la convinzione di alcuni il Signore aveva mostrato che il sabato comincia alle sei precise, mentre io avevo semplicemente visto che cominciava a ‘sera’, e molti avevano dedotto che la sera significasse le sei di sera. Vidi che i servitori di Dio devono avvicinarsi gli agli altri, che devono unirsi maggiormente.”  Testimonies,  vol.1, p.116.

Due punti sono di primaria importanza.  Primo: i credenti devono riferirsi alla Parola di Dio per ricevere guida  in ambito dottrinale. Secondo: essi dovevano raggiungere l’unità. Negli anni seguenti James White si servì di questa esperienza  per illustrare il ruolo del dono delle profezia nella chiesa: questo non doveva sopravanzare lo studio della Bibbia, ma svolgeva la sua funzione nel proteggere la chiesa e nel consolidare la verità.  La Bibbia doveva sempre essere ritenuta sovrana e la sua autorità non doveva mai essere subordinata ai sentimenti o a esperienze di tipo estatico.

Non esiste alcuna testimonianza in cui Ellen White sostenga esplicitamente o dia il suo beneplacito a queste esperienze estatiche che si esprimono in lingue ignote, benché lei stessa ne fosse stata testimone in tre o quattro casi.   Era probabilmente rimasta in silenzio mentre osservava con interesse gli sviluppi  della storia del fratello Ralph.  Anche quando costui parlò in lingue non ne fu convinta. Le fu in seguito mostrato che il punto di vista e i sentimenti personali esercitano un influsso considerevole in tali situazioni.

Nel descrivere gli eventi che portarono alla sua presa di posizione in favore dei fondamenti biblici relativamente al problema dell’inizio del sabato, noi abbiamo fatto un salto di cinque anni in avanti rispetto alla visione del 1850, la quale avvertiva dei pericoli  di fare eccessivo affidamento su manifestazioni di tipo estatico. Seguirono altre visioni che rivelavano come uno spirito diverso dallo Spirito Santo poteva influenzare i sentimenti individuali.  In una visione  del 1851 ella tratteggiò l’esperienza  di certe persone che, in modo inconsapevole, erano sotto l’influsso di uno “spirito profano”. Ella dice che  “tale spirito influiva con forza sui sentimenti, e questi, molti di questi sentimenti erano tenuti come sacri, come se fossero stati promossi dallo Spirito Santo.”Lettera 2, 1851.

* James White nella Review del 4 dicembre 1855, affermò: “ Noi non siamo mai stati del tutto soddisfatti della testimonianza presentata in favore dell’orario delle sei… Il soggetto ci aveva tormentato, ma non avevamo mai trovato il tempo di compiere su di esso una ricerca approfondita.”

D05-C-02. Visione sulla dipendenza dalle esperienze estatiche

Nel mese di dicembre del 1850, durante un congresso a Paris, nel Maine, dove tutti i presenti avvertirono il bisogno profondo della discesa dello Spirito di Dio, Ellen White ricevette una visione:

“ L’ultima sera eravamo tutti uniti nella preghiera ed esprimevamo la richiesta che lo Spirito del Signore cadesse su di noi. Il Signore prestò ascolto alle nostre sentite implorazioni.  Io fui rapita in visione e vidi tutta la grandezza e la santità di Dio. L’angelo disse: ‘Cammina attentamente davanti a lui, perché Egli è innalzato e risiede nell’alto dei cieli e il corteo della sua gloria riempie il tempio.’ Vidi che ogni cosa in cielo era in perfetto ordine…[ Quanto segue non è in relazione con questo argomento ]

“L’angelo disse: ‘Guardate e imparate a conoscere quanto l’ordine celeste è perfetto e bello: prendete esempio da esso…’

Vidi che gli esercizi spirituali correvano il rischio di essere contraffatti,perché le

opinioni e le conoscenze di quanti li praticavano li influenzavano in gran parte, quindi non potevano essere accolti con piena fiducia.  Ma nel caso che qualcuno dovesse trovarsi nella condizione dell’apostolo Paolo, il quale non sapeva più se era nel corpo e fuori del suo corpo, senza più alcun contatto con quanto lo circondava, e in questa circostanza Dio dovesse mettersi in comunicazione con lui per mezzo dei suoi angeli, allora non ci sarebbe stato nessun pericolo di sbagliarsi.

“ Vidi che noi dovremmo lottare in ogni tempo per renderci liberi da ogni genere di insana e  inutile eccitazione. Vidi che correvamo il grande pericolo di abbandonare la parola di Dio per appoggiarci e per confidare invece sugli esercizi.  Vidi che Dio, per mezzo del suo Spirito, si era avvicinato alla vostra compagnia in alcuni dei suoi esercizi e dei suoi suggerimenti , ma vidi che più avanti nel tempo ci sarebbero stati dei pericoli…

“ Vidi che il messaggio ora doveva concentrarsi sulla verità. La Parola di Dio doveva essere seguita con scrupolo e levata in alto per il beneficio del popolo di Dio.  E sarebbe stato bello e amabile che il popolo di Dio fosse introdotto in un luogo angusto, per comprendere le opere di Dio grazie all’esercizio delle visioni”.  Manoscritto 11,1850.

Il paragrafo seguente pone nuovamente l’accento sull’effetto funesto della dipendenza da esperienze o esercizi estatici, specialmente se intese come strumento per la scoperta della sana dottrina:

“ Vidi, durante il nostro incontro, che alcuni esponevano l’idea che l’opera di Dio consistesse nell’elargire esercizi spirituali e quanti vi si opponevano dovevano essere esclusi dalle riunioni. Allora le persone oneste e coscienziose iniziarono a tremare . ‘ Ho paura che dovrò essere espulso’- pensavano. Così essi allontanavano le loro menti da Gesù e le concentravano su se stessi e sugli altri. In conclusione le riunioni li lasciavano in condizioni peggiori di come li avevano trovati.  Vidi che dobbiamo cercare di sollevare le nostre menti al di sopra del nostro io in modo che dimorino in Dio, l’alto e l’eccelso.”  Ibid. .

Il significato di questa visione, concessa alla Signora White il 24 Dicembre 1850, non può essere sopravvalutato. Si tratta in effetti di un documento chiave. I credenti pregavano per l’effusione dello Spirito Santo, nella speranza di poter assistere a delle dimostrazioni concretamente osservabili. Le testimonianze di quel periodo mostrano che ci fu un’accelerazione delle esperienze estatiche.

Venendo al dunque, a Ellen White fu mostrato che nelle esperienze estatiche ( altrimenti dette “esercizi”) era nascosto il grave pericolo dell’inganno, poiché i preconcetti individuali “influenzavano comunque in parte gli esercizi stessi.” Di conseguenza non era possibile prestare automaticamente fede a tali esperienze. Esisteva però un mezzo di comunicazione sul quale ci si poteva basare fermamente e questo era costituito dalle visioni che Dio aveva dato ai profeti: in queste “ non ci sarebbe stato alcun pericolo, né alcun errore.”

Le fu ancora mostrato i possibili effetti negativi di un ‘”inutile” eccitazione e il serio pericolo di allontanarsi dalla Parola di Dio “per confidare negli esercizi spirituali”. Le fu mostrato che esistevano sì delle esperienze genuine in quelli che erano considerati esercizi carismatici, ma che comunque potevano riserbare dei pericoli nel futuro.

In questa visione è la Parola di Dio che venne magnificata.  Quando il popolo di Dio si fosse trovato in condizioni difficili, Dio lo avrebbe guidato e istruito per mezzo delle visioni.

D05-C-01. Introduzione

La seconda delle quattro esperienze di glossolalia, appartenenti alla storia dell’Avventismo delle origini, delle quali abbiamo parlato nell’articolo della scorsa settimana, verteva sullo sviluppo della dottrina.  Il racconto completo del modo in cui il Signore guidò il suo popolo nell’ambito dottrinale merita uno studio dettagliato. Procedendo nel nostro esame, dobbiamo ricordare che il Signore conduce il suo popolo che ama la verità solo ad un ritmo che può seguire, senza che sia indebolita la fiducia in ciò che, nella sua esperienza appare più importante. Egli non guiderà mai il suo popolo in un modo che diminuirebbe l’importanza dello studio della Bibbia.

Trai primi Avventisti Joseph Bates fu l’apostolo della verità sul Sabato. Nell’agosto del 1846 egli pubblicò un opuscolo di 48 pagine sulle esigenze vincolanti poste dal settimo giorno, il Sabato.

Attraverso uno studio attento delle inconfutabili prove scritturali presentate in quel pamphlet, James e Ellen White accettarono tale verità, unendosi a un gruppo di circa 50 avventisti, osservanti del Sabato. Iniziarono l’osservanza di quel giorno dal venerdì sera ma, non fu prima di sei o sette mesi a partire da quel momento,che una visione data a Ellen White confermò la verità del Sabato, presentandole con forza la sua grande importanza. ( Vedi Early Writings, pp.32-35)

Tuttavia, benché le prove scritturali indichino  con chiarezza che il Sabato inizia il venerdì sera, questo principio non era chiaro per i nostri pionieri.  Joseph Bates, ,il vecchio capitano di mare, che era consapevole dei problemi di orario nelle diverse zone del mondo, concluse che per l’osservanza del Sabato ci si dovesse attenere al “tempo equatoriale” Pertanto sostenne che il Sabato dovesse iniziare alle sei del venerdì pomeriggio e terminare alle sei del Sabato pomeriggio. ( Questo era in evidente contrasto con il modo normale di contare l’inizio e la fine del giorno alla mezzanotte.) Ma, sussistendo alcune divergenze di opinione trai credenti su quando il Sabato dovesse cominciare, l’orario delle sei precise ebbe la meglio.

Nel 1848 alcuni degli Avventisti osservatori del Sabato, residenti nel Maine, dalla lettura di Matteo 28:1 , “ alla fine del sabato, all’alba del primo giorno della settimana,” trassero la posizione che il Sabato iniziasse e terminasse all’alba. Infine Ellen White ebbe una visione nella quale ascoltò l’angelo ripetere Levitico 23:32, “dalla sera alla sera seguente, celebrerete il vostro sabato.”  Questo contribuì a risolvere la questione indicando che era un errore fissare l’alba come inizio del sabato.

Più o meno nello stesso periodo, in un incontro avvenuto nel Connecticut, durante il quale gli Avventisti discutevano appunto il problema dell’inizio del sabato, si verificò una nuova esperienza di glossolalia.  James White scrisse quanto segue:

“ C’è stata una certa divisione sull’ora di inizio del Sabato. Alcuni lo iniziavano al calar del sole,  ma la maggior parte alle sei del pomeriggio.  Così una settimana fa, di Sabato, presentammo il problema a Dio in preghiera.  Lo Spirito Santo discese e il fratello Chamberlain fu rivestito della sua potenza e pronunciò delle parole ad alta voce in una lingua sconosciuta. Ne seguì questa interpretazione: ‘ Dammi un gesso, dammi un gesso’.  Bene, pensai, se nella casa non ce n’è alcuno allora avrò ragione di dubitare, ma in un attimo un fratello portò un bel gessetto.  Allora il fratello Chamberlain lo prese e, nella potenza dello Spirito, disegnò una figura sul pavimento.  Questa rappresentava le parole di Gesù : ‘Non ci sono dodici ore in un giorno?’ Il disegno rappresentava il giorno, ovvero l’ultima metà del giorno.  La luce del giorno si è già dileguata per metà quando il sole è a sud o a  mezza strada da ciascun orizzonte, alle 12 in punto.  Procedete ora in un senso e nell’altro per la durata di sei ore e otterrete le dodici ore del giorno.  In ogni periodo dell’anno il giorno finisce alle sei pomeridiane.  Satana vorrebbe allontanarci da questo orario, ma rimaniamo fermi a quel che Dio ha rivelato a noi e al fratello Bates.” Lettera di James White al “Mio Caro Fratello” ( My Dear Brother), 2 luglio 1848, scritta da Berlin, Connecticut.

Questa esperienza fu convincente nella cerchia dei credenti che continuarono a osservare l’inizio del sabato alle sei.  Fu in questo ambito che Dio fornì una guida di vasta portata al suo popolo.

D05-B-06. Ralph parla in una lingua strana

In quella circostanza ci fu ancora un’occasione per parlare una lingua nuova. E’ Hiram Edson, come testimone oculare, che lo riferisce:

“ Dio dispiegò il suo potere di convinzione e il fratello Ralph parlò in una lingua nuova, gliene diede l’interpretazione per attestare la potenza e dimostrare l’azione dello Spirito Santo.” Ibid.,p.36.

Con tono trionfante Hiram Edson riferì quanto segue:

“Il fratello Rhodes finalmente acconsentì a venire con noi e si mise all’opera per sistemare alcuni affari in vista della partenza… Il 23 novembre, venerdì, arrivammo fino alla casa del fratello Arnold, a Volney…Tutti si rallegrano di vedere il fratello Rhodes.”

Questo interessante racconto si chiude con queste parole:

“Egli rimane saldo in tutta la verità presente; e noi di cuore gli auguriamo buona fortuna nell’opera che ha intrapreso per ritrovare e nutrire il gregge disperso di Gesù.” Ibid.

Con questo resoconto, proveniente da un testimone oculare  , pubblicato su “The Present Truth”, un giornale che è stato letto ampiamente, è stata acquisita una conoscenza generale, dentro e fuori l’Avventismo, di questa esperienza relativa al parlare in lingue. La sua autenticità è senza discussione, ma se la lingua nuova parlata dal fratello Ralph era una lingua conosciuta non ci è dato sapere.

Un fatto, in connessione con questa esperienza, è di particolare interesse: la freddezza di Ellen White al riguardo.  Anche dopo la dimostrazione della lingua ignota, la Signora White non fu convinta che il tentativo di venire in aiuto del fratello Rhodes fosse giustificato da un preciso piano di Dio.  Concesse la sua piena approvazione ai tentativi di recuperare il fratello solo dopo che ebbe ricevuto una visione da Dio direttamente.  Il fratello Rhodes divenne in seguito un valido operaio nella causa del Signore e, l’anno successivo, il suo nome figurò sulla testata della Review and Herald  in qualità di membro del direttivo delle pubblicazioni.

Una quarta esperienza di glossolalia ebbe luogo nel Vermont, durante l’estate del 1851: essa ci è riferita, sulla Review and Herald  attraverso una lettera scritta a James White dalla (Sorella) F.M. Shimper.  Essa ci parla della ricca esperienza della chiesa di East Bethel, nella regione del Vermont, e racconta che il signore aveva di recente inviato tra noi il fratello Holt e ne aveva abbondantemente benedetto l’opera.

“Dopo il battesimo di sei persone fra di noi, il nostro caro fratello Morse fu consacrato per imposizione delle mani all’incarico di amministratore del culto nella casa di Dio.  Lo Spirito Santo rese la sua testimonianza con il dono delle lingue e con  solenni manifestazioni della presenza e della potenza di Dio.  Il luogo in cui ci trovavamo era tremendo, ma glorioso. Sentimmo veramente che non l’avevamo mai visto in quel modo.” Review and Herald , 19 agosto, 1851.

D05-B-05. Gridare le lodi di Dio

All’inizio del 1850, James Edson, il secondo figlio di James ed Ellen White, che aveva sei mesi, si ammalò gravemente. Eccone un racconto dalla penna stessa di James White:

“ Il bimbo era ammalato, perciò Ellen lo unse e pregò per lui. La  potenza di Dio scese su di lui e noi tutti gridammo le sue lodi nel modo in cui il nostro animo ce lo imponeva. Mentre eravamo immersi in questo genere di sentimenti, Ellen fu rapita in visione.” Lettera  di James White a Leonard Hastings, 10 gennaio 1850.

In seguito, quello stesso anno, in un congresso che si tenne a Paris , nel Maine, i credenti manifestarono la loro gioia con la lode a Dio.  Ellen White racconta questa esperienza in una lettera scritta il 7 novembre:

“ Il nostro congresso di Topsham risvegliò un profondo interesse.  I presenti erano 28 e tutti vi presero parte attiva. Domenica la potenza di Dio discese su noi in forma di vento precipitoso.  Tutti si levarono e lodarono con forza il Signore: fu come quando venne posta la prima pietra a fondamento della casa di Dio.  La voce che esprimeva il pianto non poteva essere distinta da quella della lode.  Fu un tempo trionfante e tutti ne furono rafforzati e vivificati. Prima di allora non avevo mai testimoniato un tempo così potente.”  Lettera 28, 1850.

I resoconti, editi o no, negli anni seguenti indicano che in determinate occasioni in cui lo Spirito di Dio si manifestò in modo speciale, i santi si unirono in grida di lode a Dio.

Nella nostra storia più remota possiamo annoverare quattro esperienze accreditate consistenti in manifestazioni di glossolalia. La prima avvenne nel 1847, con lo scopo evidente di guidare un giovane verso la scelta del ministero. La seconda, nel 1848, ha al suo centro un problema dottrinale.  La terza, nel 1849, fornì l’impulso per l’ impegno missionario e la quarta, del 1851, consiste in una descrizione  della testimonianza dello Spirito come manifestazione della “presenza e della potenza di Dio.”

In modo significativo, la seconda esperienza confermò quella che in seguito si rivelò come una posizione non biblica, un errore, che col passare del tempo fu corretta per mezzo dello studio della Bibbia. In tal caso, l’esperienza, che coinvolgeva persone di onestà indiscussa, si dimostrò inaffidabile e sviante. Ma questa è una storia a parte.

Due nomi compaiono in modo evidente nelle prime esperienze di glossolalia: Ralph e Chamberlain. La prima di tali esperienze di cui abbiamo traccia è riferita in una deposizione scritta, firmata da credenti di onestà indiscussa che erano ben noti come affidabili , impegnati membri di chiesa.

“ Anche noi possiamo rendere testimonianza alla manifestazione del dono delle lingue. Durante un incontro a North Paris, nel Maine, ci pare nell’anno 1847 o 1848 – si trattava di un congresso generale- erano presenti il fratello e la sorella White, ma anche i fratelli Ralph e Chamberlain, che venivano dal Connecticut, e altri. Durante lo svolgimento del congresso lo Spirito di Dio si manifestò in modo speciale: il fratello Ralph parlò in una lingua sconosciuta e il suo messaggio fu diretto al fratello J. N. Andrews: il Signore lo aveva chiamato all’opera del ministero evangelico, pertanto egli doveva prepararsi per questo.  Il fratello E.L.H. Chamberlain si alzò immediatamente e interpretò quanto aveva detto.” Mrs. S. Howland, Mrs. Frances Howland Lunt, Mrs. Rebeckah Howland Winslow, N.N. Lunt,  Battle Creek, Michigan. ( in un documento dell’ E.G. White Estate, #311.)

La terza esperienza , avvenuta nel 1849, ebbe a che fare con l’impegno missionario personale.  Hiram Edson riferì la sua esperienza con S. W. Rhodes nel giornale  The Present Truth ( La Verità presente, dicembre 1849), solo pochi giorni dopo l’accaduto.

S.W. Rhodes aveva lavorato diligentemente nel movimento del Grande Risveglio sotto la guida di William Miller . Era un uomo facoltoso, ma aveva consacrato le sue risorse materiali alla diffusione del messaggio.  Quando il tempo dell’atteso ritorno di Cristo fu passato, Rhodes si sentiva umiliato.

Si era sottratto da ogni contatto pubblico, ritirandosi nelle foreste dell’alto Stato di New York. Si manteneva in vita cacciando e  pescando e con i frutti di un piccolo giardino.  Hiram Edson era a conoscenza del luogo in cui si trovava e così, in due diverse occasioni, cammino a piedi fino al nascondiglio e cercò di persuadere Rhodes a unirsi ai suoi fratelli nella fede. Ma entrambi i tentativi furono infruttuosi.

Il 7 novembre del 1849, Edson fece un terzo tentativo per recuperare il fratello Rhodes.  Dopo aver camminato per 14 miglia si sentì costretto a far marcia indietro, perché sentì dentro di sé che il tempo non era maturo.  Con questo pensiero costante nella mente, il pastore Edson partecipò a un congresso che si tenne a Centerport, New York, un Sabato e una Domenica , il 17 e il 18 novembre del 1849.  Là incontrò i fratelli Ralph e Belden, provenienti dal Connecticut, e James e Ellen White dal Maine. Le notizie che ne abbiamo dicono che si trattò di un “ momento di grande sollievo spirituale”.

Alla fine del congresso Edson presentò a Ralph il caso di Rhodes e scoprì che  sia lui che Ralph avevano maturato individualmente la convinzione di dover compiere un’opera insieme.  Quella sera circa sei persone ebbero una riunione di preghiera sul caso Rhodes.  Il Pastore Edson così si espresse:

“ Il fratello Ralph chiese al Signore, in segreto, di riversare il suo Spirito su di noi se era la sua volontà che andassimo alla ricerca del fratello Rhodes.  Lo Spirito si effuse su di noi e su noi riposò e il luogo divenne spaventoso e glorioso ad un tempo.  Mentre io interrogavo il Signore per sapere se avesse inviato il suo servitore con lo scopo di andare con me al recupero del fratello Rhodes, proprio  il fratello Ralph articolò una nuova lingua, ignota a tutti noi. Ne seguì l’interpretazione: “ Sì, egli verrà con te.”” Present Truth, Dicembre 1849, pag. 35.

Ora, era ben noto in tutto il gruppo che né James né Ellen White avevano manifestato alcuna convinzione a favore dell’interessamento espresso per Rhodes; inoltre Ellen White era stata esplicita nell’avvertimento rivolto a Ralph  “ di essere sicuro di aver ricevuto un incarico chiaro da parte del Signore.”  Gli disse che riteneva che i sentimenti di Edson per Rhodes fossero di pura simpatia.  Edson così continua:

“La mattina dopo avemmo una riunione di preghiera, e lo Spirito ci fu abbondantemente accordato, tanto che concesse alla sorella White la seguente visione, in contrasto con la sua opinione e il suo modo di sentire a proposito di andare alla ricerca del fratello Rhodes, espressi prima che  lo Spirito la rapisse in visione.”  Ibid.

Nel resoconto dei fatti quasi un’intera colonna è riservata alla presentazione della visione. Ne citiamo alcune righe:

“Durante la visione l’angelo indicò la terra, dove vidi il fratello  Rhodes immerso in fitte tenebre; ma ciò nonostante portava ancora in sé l’immagine di Gesù. vidi che era volontà di Dio  che i fratelli Edson e Ralph si recassero alla sua ricerca.  Vidi che i fratelli Edson e Ralph dovevano aiutarlo a credere che c’era ancora speranza e misericordia per lui,dovevano infine portarlo via , allora si sarebbe riunito al gregge e gli angeli li avrebbero seguiti nel loro cammino.” Ellen G. White, in  Present Truth,  Dicembre 1949.

Poco tempo dopo la visione i fratelli Edson e Ralph iniziarono il loro viaggio alla ricerca di Rhodes. Lo trovarono al lavoro in un campo vicino al Black River. Gli dissero che erano venuti nel nome del Signore, per cercare ancora una volta la sua amicizia, perché insieme sarebbero entrati nel regno.

D05-B-04. Un’esperienza immediatamente successiva alla prima visione

In una visione, datale probabilmente nei primissimi giorni del 1845, successiva di poco alla sua prima visione, avvenuta nel dicembre del 1844, ella afferma:

“ La mia forza mi fu tolta ed io caddi sul pavimento.  Mi parve di essere in presenza degli angeli.” Life Sketches,p.71.

Esperienze di tal genere si ripresentarono spesso e ci furono altre persone che, sotto l’influsso dello Spirito di Dio, caddero nello stesso stato di prostrazione. Scrivendo di un’esperienza avvenuta poco dopo il suo matrimonio, nel 1846, quando lei cadde gravemente ammalata, per cui i suoi vicini l’avevano data per spacciata, disse quanto segue:

“ In mio favore , molte preghiere erano state rivolte a Dio, ma al Signore piacque mettere alla prova la nostra fede.  Dopo che altri ebbero pregato, il Fratello Henry ( Nichols) cominciò a pregare : apparve molto provato e, investito della potenza divina, si alzò, attraversò la stanza e impose le sue mani sul mio capo, dicendo: ‘Sorella Elena, Gesù Cristo ti ha risanata’; poi cadde prostrato dalla potenza divina. Io credetti che quella fosse opera di Dio e la sofferenza si allontanò da me.” Spiritual Gifts, vol.2, p. 84.

Poco tempo dopo il Signore e la Signora Ralph caddero in uno stato di prostrazione fisica:

“La scorsa domenica eravamo dai Ralph, concentrati nella preghiera per ricevere dal Signore il suo speciale insegnamento su come dovevamo agire : recarci a New York oppure restare nel Connecticut?  Lo Spirito venne e sperimentammo un momento ricco di potenza divina . Sia il fratello che la sorella Ralph caddero prostrati e rimasero inermi per un po’ di tempo.” Lettera 1,1848.

D05-B-03. Riluttanza a credere

Se la famiglia coinvolta accettò l’accaduto come una manifestazione della potenza dello Spirito di Dio, non c’era ancora la disponibilità a credere che era la potenza divina che si era a volte manifestata su Ellen, privandola delle sue naturali energie e riempiendole l’anima della pace e dell’amore di Gesù.  La consideravano come una che illudeva se stessa sotto l’influenza di una sovreccitazione emotiva. Questo lasciò Ellen in una grande perplessità, pur ricercando vigorosamente il Signore .  Ella riferisce che alcuni giorni dopo:

“ Mentre eravamo inginocchiati davanti al Signore, il mio cuore fu sollevato in preghiera e ricolmo di una pace che solo Cristo può dare. La mia anima gioì nell’amore del Salvatore e la forza fisica mi abbandonò. Con la fiducia di un fanciullo potei appena dire: ‘Il cielo è la mia dimora e Cristo il mio Redentore.”

“Un membro della famiglia prima ricordata che si opponeva al riconoscimento delle manifestazioni della potenza di Dio su di me, in questa occasione affermò la sua convinzione che mi trovassi in uno stato di eccitazione alla quale egli riteneva fosse mio dovere resistere, mentre io, al contrario, lo incoraggiavo come un segno del favore divino. I suoi dubbi e la sua opposizione  non ebbero alcun effetto su di me quella volta, perché mi sentivo in totale comunione col Signore e al di sopra di ogni influenza esterna.  Ma,  egli aveva appena finito di parlare che un uomo forte, Cristiano umile e devoto, fu gettato a terra davanti ai suoi occhi dalla potenza divina e la stanza fu ricolma di Spirito Santo.

Ripresami, fui molto felice di dare la mia testimonianza per Gesù e di raccontare del suo amore per me…

Il fratello che mi si era opposto allora si alzò e, in lacrime, confesso che i suoi sentimenti verso di me erano stati del tutto sbagliati. Mi chiese umilmente perdono e disse: ‘ Sorella Elena, non la ostacolerò mai più nel suo cammino.  Dio mi ha mostrato la freddezza e l’ostinazione del mio cuore, che però ha infranto con la prova della sua potenza. Io sono stato davvero in errore… Il mio cuore è convinto di aver lottao contro lo Spirito Santo.’”  Ibid. pp.45-47.

Quando, nel 1860, presentò la storia della sua vita in Spiritual Gifts, volume 2, ritornò al 1843, scrivendo quanto segue.

“ Lo spirito del Signore spesso riposava su di me in modo abbondante. Il mio fragile corpo non poteva sopportare il peso della gloria che la mia mente percepiva  e della quale si appagava e la mia forza fisica non di rado mi abbandonava.” p. 29.

D05-B-02. Sopraffatta dallo Spirito

Raccontando un altro episodio accaduto durante la sua prima esperienza cristiana di giovane Millerita, ella racconta come, insieme ad altri, partecipò a una riunione circa sei mesi dopo quella sopra descritta. Il capitolo che riferisce tale informazione è intitolato “ Opposizione di fratelli tradizionalisti”.  Così ella racconta:

“ A volte lo Spirito del Signore rimaneva su di me con una potenza tale che tutte le mie forze mi erano sottratte. Si trattava di una prova per quanti erano usciti dalle chiese ufficiali… Molti non potevano credere che uno potesse essere a tal punto sopraffatto dallo Spirito di Dio da perdere tutte le sue energie…

Avevamo organizzato riunioni serali di preghiera in diverse località della città in modo da ospitare tutti quelli che volevano seguirle. La famiglia che era stata più pronta ad opporsi a me seguì una di queste. In quell’occasione, mentre i convenuti erano assorti in preghiera, lo Spirito del Signore scese su quella riunione e uno dei membri di questa famiglia si accasciò come  morto. I suoi parenti si levarono in lacrime intorno a lui, sfregandogli le mani e somministrandogli delle sostanze corroboranti. Alla fine  recuperò forza sufficiente per lodare Dio; così acquietò i loro timori, esprimendo a gran voce la prova tangibile di aver ricevuto su di sé la potenza del Signore. Il giovane uomo non fu in grado di tornare a casa quella sera.”  Ibid.,pp.44,45.

D05-B-01. Introduzione

Le esperienze estatiche non erano fuori dal comune tra i cristiani sinceri negli anni trenta e quaranta dell’’800. Vi furono implicati alcuni di coloro che poi divennero i nostri progenitori spirituali  . Esse consistono in : 1. Prostrazione fisica; 2. grida di lode a Dio ; 3.parlare in lingue sconosciute;4. guarigioni divine.  Riconsiderandole dal nostro punto di osservazione oggi, sembra che la genuinità di alcune di queste possa essere provata. Ma c’è anche evidenza che alcune fossero delle contraffazioni o fossero autoindotte in periodi di eccitamento.  Esploreremo queste esperienze in una serie di articoli, ponendole nel loro contesto storico e individuando la posizione di Ellen White nei loro confronti. Quando Ellen White racconta la sua prima esperienza all’interno del Risveglio dell’Avvento, prima che le fossero date le visioni, essa riferisce una quantità di occasioni in cui fu lasciata in stato di prostrazione per la soggiogante presenza dello Spirito di Dio.  Si ritiene che un’esperienza di tal genere abbia avuto luogo nel 1843:

“ M’inginocchiai tremante durante un circolo di preghiera.  Dopo che alcuni ebbero pregato, levai la mia voce in preghiera prima di esserne effettivamente consapevole…Lodai Dio dal profondo del mio cuore. Tutto era lontano da me, eccetto Gesù e la sua gloria, tanto che perse coscienza di quanto accadeva intorno a me. Lo Spirito divino riposava su di me con tale potenza da rendermi incapace di tornare a casa quella sera.  Quando tornai, il giorno dopo, nella mia mente c’era stato un grande cambiamento: mi pareva di non potere, se non con grande difficoltà, tornare a essere la stessa persona che aveva lasciato la casa di mio padre la sera prima. Questo passo era di continuo nei miei pensieri; “  Il Signore è il mio pastore; nulla mi mancherà.” Il mio cuore traboccava di felicità mentre sommessamente ripetevo queste parole.”   Testimonies, vol.1,p.31.

D05-A-02. Tavola dei contenuti

ESPERIENZE ESTATICHE NELLA STORIA AVVENTISTA DELLE ORIGINI

  • Le lingue nella storia Avventista delle origini,15 marzo 1973
  • Lo Studio della Bibbia contrapposto alle esperienze estatiche, 22 marzo 1973
  • L’esperienza diretta della falsità, 29 marzo 1973
  • Il dono delle lingue a Portland, 5 aprile 1973
  • Guarigione miracolosa, 12 aprile 1973
  • Ellen White e il battesimo dello Spirito Santo, 19 aprile 1973
  • I criteri dati da Dio, 26 aprile   1973

LA STORIA DI RALPH MACKIN

  • La storia di Ralph Mackin ( I Parte),10 agosto,1972
  • La Parola- non sensazioni ( II Parte),17 agosto 1972
  • “Concepito per sviare” ( III Parte) , 24 agosto 1972

DUE NOTEVOLI ESPERIENZE DI RISVEGLIO

  • I risvegli: il tempo in cui Dio e Satana si mettono all’opera, 2 agosto 1973
  • Risveglio a Battle Creek, 9 agosto 1973

Risvegli. Il tempo in cui Dio e Satana si mettono all’opera- 1

  • Qualcosa non funzionò
  • Le riunioni interrotte

Risvegli. Il tempo in cui Dio e Satana si mettono all’opera- 2

  • Risveglio a Battle Creek
  • Che cosa andò storto?
  • Un tempo di luce e di tenebre

D05-A-01. Introduzione

“Vidi che in ogni tempo dovremmo lottare per essere liberi da ogni eccitamento insano e non necessario. Vidi che correvamo il grande pericolo di abbandonare la Parola di Dio  per adagiarci e confidare negli esercizi spirituali…

Vidi che in questo momento il messaggio doveva concentrarsi sulla verità, e la Parola di Dio doveva essere seguita rigorosamente e sostenuta davanti al popolo di Dio.   Sarebbe stato bello e amabile che il popolo di Dio fosse condotto nel giusto luogo a contemplare le operazioni divine  per mezzo degli esercizi delle visioni.” Ellen G. White, Manuscript 11,1850.

“Vidi che in ogni tempo dovremmo lottare per essere liberi da ogni eccitamento insano e non necessario. Vidi che correvamo il grande pericolo di abbandonare la Parola di Dio  per adagiarci e confidare negli esercizi spirituali…

Vidi che in questo momento il messaggio doveva concentrarsi sulla verità, e la Parola di Dio doveva essere seguita rigorosamente e sostenuta davanti al popolo di Dio.   Sarebbe stato bello e amabile che il popolo di Dio fosse condotto nel giusto luogo a contemplare le operazioni divine  per mezzo degli esercizi delle visioni.”

Ellen G. White, Manuscript 11,1850.

Una ristampa di 12 articoli pubblicati sulla Review and Herald
il 10,17,24 Agosto 1972; 15,22,29 marzo, 5,12,19,26 aprile e 2,9 agosto 1973

PERCHE’ QUESTA RISTAMPA

 

Nel messaggio da lei rivolto ai dirigenti della Conferenza Generale, nella sessione del 1893, Ellen White  diresse la sua attenzione all’importanza della storia sacra. “ Noi non abbiamo niente da temere per il futuro, a meno che non dimentichiamo la via per la quale il Signore ci ha condotto, e il suo insegnamento nella nostra storia passata.” Life Sketches, p. 196.

I 12 articoli che appaiono in questa ristampa furono scritti come risultato di una convinzione profonda dei dirigenti della chiesa e dell’autore che gli eventi attuali nel mondo religioso- in particolare il movimento neopentecostale o carismatico-  possono essere valutati appropriatamente solo alla luce della Parola di Dio e delle lezioni apprese attraverso la storia sacra , antica e moderna. Gli articoli furono in origine scritti per la Review and Herald, l’organo più rappresentativo degli Avventisti del Settimo giorno, e furono pubblicati in tre gruppi, durante il 1972 e il 1973.

La prima a comparire fu una serie di articoli dal titolo “The Ralph Mackin Story”. Queti articoli contengono delle linee guida interessanti per valutare il carattere della glossolalia nel movimento carismatico contemporaneo, in quanto il parlare in lingue fu uno degli elementi distintivi dell’esperienza Mackin nel 1908.  Molto c’è da apprendere dal modo in cui Ellen White si relazionò con questa situazione: ella ascoltò con attenzione il racconto che i Mackin fecero della loro storia, poi analizzò le varie fasi della loro esperienza.  La visione che le fu data alcuni giorni dopo le sue conversazioni con i coniugi Mackin e il consiglio che scrisse alla coppia e che inviò alle chiese sono inclusi in questi articoli.

A questi fece seguito una serie di sette articoli su esperienze estatiche della storia degli Avventisti delle origini.  Furono riesaminate quattro esperienza di glossolalia e particolare attenzione fu riservata alle esortazioni e ai consigli direttivi del 1850, i quali stabilirono una linea di condotta in relazione a quelli che Ellen White denominò come “esercizi spirituali.” La serie si concluse con dei consigli che stabilirono con chiarezza i criteri di giudizio per tali esperienze.

 Il terzo gruppo fu una serie di 2 articoli che presentavano due esperienze notevoli che comprendevano delle profonde manifestazioni spirituali, tuttavia assolutamente non del tutto comprese e accolte, ed etichettate da alcuni come espressione di fanatismo. Questa serie includeva degli ammonimenti a non allontanarsi facilmente dalla sana evidenza dell’opera dello Spirito di Dio.

I dirigenti della Chiesa ritennero bene che tutti gli Avventisti del Settimo giorno dovessero avere prontamente a loro disposizione i 12 articoli, cosicché, alla luce della storia denominazionale potessero giudicare la validità dei vari tipi di esercizi spirituali loro contemporanei.  Questa ristampa offre questi materiali in forma appropriata e gratuita per un’ampia diffusione.

KENNETH H. WOOD

Direttore della Review and Herald
Washington D. C.

D04-06. Un avvertimento per il Pastore A.T. Jones

Lei non potrà essere mai abbastanza prudente quando parla del dono profetico e afferma che ho detto questo o quello a tale proposito. So benissimo che siffatte dichiarazioni incoraggiano uomini, donne e bambini a immaginare di aver ricevuto da Dio rivelazioni particolarmente luminose, mentre di fatto non hanno ricevuto alcuna luce. Mi è stato mostrato che questo costituirà uno dei capolavori di Satana per ingannare gli uomini. Lei sta imprimendo all’opera del Signore una direzione che non potrà essere corretta se non al prezzo di sforzi lunghi e di un ingente logorio spirituale, per salvare la causa di Dio dagli eccessi del fanatismo. (E.G. White, Lettera 103, 15 marzo 1894, pubblicata in Selected Messages, vol 2, p.86).

D04-05. Nel 1894 Ellen G. White discute la questione fondamentale

Di tanto in tanto mi giungono resoconti di affermazioni che la sorella White si dice avrebbe fatto, ma che sono del tutto nuove per me. Queste non possono non sviare il popolo di Dio dai miei veri punti di vista e insegnamenti.

Una sorella, in una lettera a un suo amico, parla con grande entusiasmo di un’affermazione del fratello A. T. Jones secondo la quale la sorella White avrebbe visto che il tempo è venuto nel quale, se manteniamo una giusta relazione con Dio, tutti possono ricevere il dono della profezia nella stessa misura di coloro che ora ricevono delle visioni. Da quale autorità proviene questa affermazione? Devo pensare che la sorella abbia frainteso il fratello Jones, perché non posso pensare che abbia detto questo.

L’autrice della lettera così continua: “Il fratello Jones ha detto ieri sera che le cose stanno in questo modo: Dio non parlerà a tutti per il beneficio di tutti gli altri, ma a ciascuno per il suo proprio beneficio personale. In questo consiste l’adempimento della profezia di Gioele. Ha affermato che ciò sta già verificandosi e ci sono molti esempi. Si è espresso come se pensasse che nessuno avrebbe avuto una posizione di rilievo come quella che la sorella White rivestì e rivestirà in futuro. Ha preso come esempio Mosè. Era un leader, ma contemporaneamente, nelle Scritture, ci si riferisce a molte altre persone che profetizzano, benché le loro profezie non siano state pubblicate…”. Queste idee relative alla funzione profetica, non esito a dirlo, sarebbe stato meglio che non fossero mai state espresse. Una dichiarazione come questa prepara la strada a una situazione dalla quale Satana trarrà sicuramente vantaggio per introdurre dei falsi esercizi spirituali. C’è il pericolo non solo che menti poco equilibrate siano portate verso il fanatismo, ma che persone astute sfruttino tale eccitazione della mente per favorire i loro propositi egoistici.

Gesù levò la sua voce per avvertirci: “Attenti ai falsi profeti, che vengono in veste di pecore, ma che intimamente sono dei lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti”. “Così dice il Signore degli eserciti, non date ascolto alle parole che questi profeti vi rivolgono, essi eccitano la vostra vanagloria. Essi presentano una visione che proviene dal loro cuore, ma non dalla bocca del Signore”. “Molti vi diranno: Ecco il Cristo; egli è là; non credete loro, perché falsi cristi e falsi profeti sorgeranno e faranno segni e prodigi, per sedurre, se possibile, anche gli eletti. Ma fate attenzione, perché io vi ho preannunciato tutte queste cose”. (Lettera 6, 16 marzo 1894, pubblicata in Selected Messages, vol. 3, p. 340, 341).

D04-04. L’assistenza angelica non è il fondamento per rivendicare l’ispirazione

A proposito di Martin Lutero Ellen White affermò:

“ Gli angeli del cielo erano al suo fianco e raggi di luce provenienti dal trono di Dio rivelavano alla sua mente i tesori della verità”. (The Great Controversy, p. 122)

E di William Miller scrisse:

“Per commuovere il cuore di un agricoltore che non aveva creduto nella Bibbia e per spingerlo allo studio delle profezie, Dio inviò il suo angelo. Gli angeli visitarono ripetutamente quell’uomo scelto da Dio, per guidare la sua mente e aprirla alla comprensione delle profezie che erano sempre risultate oscure al popolo di Dio”. (Early Writings, p.229).

Fonti attendibili riferiscono che Ellen White abbia a voce dichiarato di aver visto un angelo di Dio che era al fianco del pastore Uriah Smith mentre scriveva. Sebbene non ci sia conferma di questo in documenti scritti, quanto ella dice non è incoerente con quanto espresso nelle precedenti citazioni. Ma ci sono seri motivi per supporre che tali uomini, pur aiutati dallo Spirito di Dio, non fossero ispirati come lo erano i profeti.

Nel 1895, Ellen White riferì di un’esperienza nella quale un capo colportore le aveva posto direttamente la domanda sull’ispirazione dei libri scritti da Uriah Smith. “ Lei crede che siano ispirati, vero?”, le aveva chiesto. Lasciando intendere che considerava folle una simile domanda, replicò: “Forse lei può rispondere a tale domanda, io no”. (E. G. White, Lettera 15, 1895).

D04-03. Guidato da Dio, ma non ispirato nel senso più completo

Un fratello chiese alla sorella White: ‘Pensa che dobbiamo giungere alla comprensione della verità da noi stessi? Perché non possiamo accettare le verità che altri hanno raccolto, prestando fede a costoro che hanno investigato a fondo tali argomenti? Così saremo liberi di andare avanti senza stancare la nostra mente nell’approfondimento di questi soggetti. Non pensa che le persone che hanno spiegato la verità in passato fossero ispirate da Dio?

Non oso dire che non fossero guidati da Dio, perché Cristo guida verso ogni verità; ma per quanto concerne l’inspirazione nel senso più pieno, la mia risposta è no. (Counsels to Writers and Editors, p.33,34)

.

D04-02. Il profeta è ispirato in modo diretto, non così gli altri

Nel senso più elevato, il profeta era colui che parlava per ispirazione diretta, comunicando al popolo i messaggi ricevuti da Dio. Ma lo stesso nome di profeta fu attribuito anche a coloro che, per quanto non così direttamente ispirati, furono chiamati da Dio a istruire il popolo nelle opere e nelle vie di Dio. Per preparare questa classe di insegnanti, Samuele, sotto la guida di Dio, fondò le scuole dei profeti. (Education, p.46)

D03-07. “Non più morte, né cordoglio, né grido” Apocalisse 21:4

Nell’atmosfera del cielo non può esistere la sofferenza. Nella dimora dei redenti non ci saranno lacrime, né cortei funebri, né segni di lutto. “Nessun abitante dirà: ‘Io sono malato’. Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità” (Isaia 33:24). Una grande ondata di felicità ricadrà su di voi e aumenterà sempre più durante l’eternità.

Siamo ancora in mezzo alle tenebre e allo scompiglio delle attività terrene. Consideriamo più seriamente quale sarà la condizione futura dei beati e facciamo in modo che la nostra fede diradi le nuvole dell’oscurità e ci faccia contemplare colui che morì per i peccati del mondo. Egli ha aperto i cancelli del paradiso a tutti coloro che lo ricevono e credono in lui. A essi dà il potere di diventare figli e figlie di Dio. Adoperiamoci perché le afflizioni che ci rattristano tanto divengano delle lezioni utili a spingerci avanti verso il traguardo del premio della nostra alta vocazione in Cristo. Il pensiero che il Signore tornerà presto ci incoraggi e questa speranza rallegri i nostri cuori. “Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà” (Ebrei 10:37). Siano benedetti quei servitori che, quando il loro Signore verrà, saranno trovati vigili e pronti.

Noi ci troviamo sulla strada del ritorno. Colui che ci ha amato tanto da morire per noi ci ha edificato una città: la nuova Gerusalemme è il nostro luogo di riposo. E non ci sarà alcuna tristezza nella città di Dio. Non si udirà più nessun pianto di dolore, né canto funebre per speranze infrante e affetti spezzati. Presto gli abiti del lutto saranno sostituiti dalla veste nuziale. Presto saremo testimoni dell’incoronazione del nostro Re. Coloro le cui vite sono nascoste in Cristo, coloro che su questa terra hanno combattuto il buon combattimento della fede, risplenderanno della gloria del Redentore nel regno di Dio.

Non passerà molto tempo e vedremo colui che è il centro delle nostre speranze di vita eterna. Alla sua presenza tutte le prove e le sofferenze di questa vita saranno insignificanti… “Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà” (Ebrei 10: 37). Guardate in alto, guardate in alto e che la vostra fede sia in continuo aumento. Che essa vi guidi lungo lo stretto sentiero che conduce attraverso le porte della città di Dio nell’aldilà, verso l’immenso e incondizionato futuro di gloria riservato ai redenti. “Siate dunque pazienti, fratelli… perché la venuta del Signore è vicina” (Giacomo 5:7,8). (Testimonies for the Church, vol.9, pp. 285-287).

D03-06. “Recuperare il tempo” Efesi 5:16

L’opera che avrebbe dovuto essere compiuta da lungo tempo per conquistare le persone a Cristo, non è stata terminata. Gli abitanti di città empie che in breve saranno colpite da eventi calamitosi, sono stati crudelmente trascurati. Si avvicina il tempo in cui grandi città saranno spazzate via e tutti dovrebbero essere avvertiti di questi giudizi imminenti. Ma chi svolge quel servizio sincero che Dio richiede per il compimento di quest’opera? (Review and Herald, 10 settembre 1903).

Quattro angeli potenti trattengono ancora i venti della terra e così si impedisce la realizzazione di una terribile distruzione. Gli incidenti sulla terra e sul mare; il costante aumento di morti a causa di temporali, tempeste, disastri ferroviari, esplosioni; terribili inondazioni, i terremoti e i venti spingeranno le nazioni verso un conflitto mortale, mentre gli angeli trattengono i quattro venti, impedendo al terribile potere satanico di dispiegarsi nella sua furia finché i servitori di Dio non siano suggellati sulle loro fronti. Siate pronti, siate pronti. Vi imploro, siate pronti prima che sia troppo tardi! (Review and Herald, 7 giugno 1887).

D03-05. “I tuoi giudizi sono veri e giusti” Apocalisse 16:7

Ma pochi hanno un’ idea della malvagità che c’è oggi nel nostro mondo, specialmente nelle grandi città… Il Signore ha stabilito un tempo in cui mostrerà la sua ira per i trasgressori che persistono nel rifiuto di essere obbedienti al Re dei re. Coloro che scelgono di mantenere un atteggiamento di slealtà devono essere visitati dalla misericordia divina per mezzo di giudizi, in modo che, se possibile, possano essere guidati alla comprensione del carattere peccaminoso della loro condotta. (Testimonies for the Church, vol. 9, p. 93).

È un segno della gloria di Dio l’essere misericordioso, ricco di perdono, di benevolenza, di bontà e verità. Ma la giustizia rivelata nella punizione del peccatore è sia vera espressione della gloria di Dio sia manifestazione della sua misericordia. (Review and Herald, 10 marzo 1904).

La potenza distruttrice esercitata dagli angeli, per ordine di Dio, sarà usata anche dai demoni quando egli lo permetterà. Esistono delle  forze pronte a diffondere ovunque la desolazione: aspettano solo che Dio lo permetta. (The Great Controversy, p. 614)

Quando Dio donò Cristo al nostro mondo, con lui donò anche tutti i tesori del cielo. Non ha risparmiato nulla di quello che poteva fare per condurre gli uomini al pentimento. Non ha da parte ulteriori risorse per la loro salvezza.

Dio sopporta a lungo la ribellione e l’apostasia di coloro che gli sono soggetti: anche quando la sua misericordia è disprezzata e il suo amore è disdegnato e deriso, ha pazienza con gli uomini fino a quando l’ultima risorsa per condurli al pentimento non si sia esaurita. Ma ci sono dei limiti alla sua indulgenza. A coloro che sino alla fine continuano a ostinarsi nella ribellione, egli toglie la sua amorevole protezione. La provvidenza non li proteggerà più dal potere di Satana. Saranno essi stessi ad aver respinto il giorno che la grazia aveva loro riservato.

Dio farà una resa dei conti con le nazioni. Nemmeno un passero cade a terra senza che lui se ne accorga. Quelli che avranno fatto del male al loro prossimo dicendo: “Come potrà Dio venirne mai a conoscenza?”, saranno chiamati un giorno a confrontarsi con una retribuzione a lungo rimandata. In questo periodo, la disobbedienza a Dio è un fatto estremamente comune. Gli uomini hanno raggiunto un tale livello di insolenza e di disobbedienza da colmare quasi del tutto la coppa della loro iniquità. Molti hanno ben oltrepassato i limiti della misericordia e presto Dio mostrerà di essere in verità il Dio vivente. Egli dirà agli angeli: “Non combattete ancora Satana nei suoi sforzi di distruzione. Lasciate che la sua cattiveria si riversi sui figli della disobbedienza, perché la coppa della loro iniquità è colma. Essi sono passati da un grado di malvagità all’altro, aumentando ogni giorno la loro sregolatezza. Non interverrò più per impedire al distruttore di compiere la sua opera”.

Questo tempo incombe su di noi e lo spirito di Dio si sta ritirando dalla terra. Quando l’angelo della misericordia spiega le sue ali per andarsene, Satana sarà libero di compiere gli atti malvagi che ha a lungo desiderato. Bufere, tempeste, guerra e spargimento di sangue: in questo egli trova la sua delizia, e così accumula il suo raccolto. (Review and Herald, 17 settembre 1901)

D03-04. “Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo.” Genesi 6:3

Viviamo nel tempo della fine. I segni dei tempi che si compiono in rapida successione dichiarano che il ritorno di Cristo è vicino, alle porte. I giorni in cui viviamo sono solenni e importanti. Lo Spirito di Dio si sta gradualmente, ma anche sicuramente, ritirando dalla terra. Piaghe e atti di giudizio si stanno già riversando su quanti disprezzano la grazia di Dio. Le calamità sulla terra e sul mare, le instabili condizioni della società, i pericoli dello scoppio di guerre, sono segni funesti. Essi preannunciano eventi di grandissima portata.

Gli agenti del male uniscono le loro forze e si consolidano; si fortificano in vista dell’ultima grande crisi. Nel mondo si verificheranno presto grandi cambiamenti e i movimenti finali saranno rapidi. (Testimonies for the Church, vol.9, p.11).

“È giunto il tempo in cui il mondo sarà in una tale sofferenza che nessun balsamo umano potrà alleviarla. Lo Spirito di Dio sta per essere ritirato. I cataclismi si susseguono. Infatti, sentiamo parlare sempre più frequentemente di terremoti e uragani, di incendi e inondazioni, con ingenti perdite di beni e di vite umane! Apparentemente queste calamità sono capricciose espressioni delle disorganizzate e sregolate forze della natura che sfuggono completamente al controllo dell’uomo. In realtà sono tutti mezzi usati da Dio per sensibilizzare gli uomini e le donne al pericolo che li minaccia” (Prophets and Kings, p. 277).

D03-03. “Un nemico ha fatto questo.” Matteo 13:28

Satana ama la guerra che prima eccita le peggiori passioni dell’uomo e poi conquista le sue vittime, oppresse dai vizi e dal sangue sparso, per l’eternità. Il suo scopo è appunto quello di incitare le nazioni le une contro le altre, perché così riesce a distogliere la mente degli uomini dall’opera di preparazione per il gran giorno di Dio.

Satana si serve anche degli elementi naturali per conquistare gli uomini impreparati. Egli ha studiato i segreti dei laboratori della natura e, nella misura in cui Dio glielo consente, esercita tutta la sua potenza per dirigere gli elementi stessi. Quando gli fu permesso di affliggere Giobbe, si affrettò a spazzar via greggi, mandrie, case, servi e figli, e con quale rapidità tutte queste calamità si susseguirono le une alle altre! Dio protegge le sue creature dalla potenza del distruttore. Poiché il mondo cristiano ha manifestato soltanto disprezzo per la legge divina, il Signore agirà secondo ciò che ha promesso: non accorderà le sue benedizioni alla terra e la sua protezione a coloro che si ribellano alla sua legge, ai suoi insegnamenti e inducono gli altri a fare la stessa cosa. Satana esercita il suo dominio su quanti non godono della protezione di Dio. Nell’intento di attuare i suoi piani, egli ne favorisce alcuni facendoli prosperare, mentre allo stesso tempo ne tormenta altri, per far credere agli uomini che è Dio ad affliggerli.

Facendosi passare per un grande medico, capace di sanare tutte le loro infermità, Satana provocherà malattie e calamità, tanto che città popolose saranno ridotte in rovina e desolazione. Egli è già all’opera, provocando incidenti e disastri sulla terra e sul mare: incendi, uragani, tempeste, grandinate, inondazioni, cicloni, maremoti e terremoti in ogni luogo e sotto mille forme. È così che egli esercita il suo potere. Distrugge i raccolti quasi maturi e provoca carestie e povertà; inquina l’atmosfera e migliaia di persone sono vittime di epidemie. Queste calamità saranno sempre più frequenti e disastrose. La distruzione si abbatterà sugli uomini e sugli animali. “La terra è in lutto, è spossata … gli altolocati fra il popolo della terra languono. La terra è profanata dai suoi abitanti, perch’essi han trasgredito le leggi, han violato il comandamento, han rotto il patto eterno” (Isaia 24:4,5). (The Great Controversy, pp. 589,590).

D03-02. “In ogni loro afflizione egli fu afflitto” Isaia 63:9

Pochi riflettono sulla sofferenza che il peccato ha causato al nostro Creatore. Tutti i cieli soffrirono durante l’agonia di Cristo; ma quella sofferenza non iniziò né finì con la sua manifestazione come uomo. La croce è una rivelazione per i nostri deboli sensi del dolore che, fin dal suo inizio, il peccato ha recato al cuore di Dio. Ogni allontanamento dalla giustizia, ogni atto di crudeltà, ogni fallimento del genere umano nel raggiungere il suo ideale, gli produce afflizione. Quando le calamità, che erano proprio il risultato della separazione da Dio (la sottomissione per mano dei loro nemici, la crudeltà e la morte ), ricaddero su Israele si dice che “si addolorò per l’afflizione d’Israele” (Giudici 10:16), “In ogni loro afflizione egli fu afflitto…li sollevò e li portò tutti i giorni del passato” (Isaia 63:9, versione Nuova Diodati).

Il suo Spirito “intercede per noi con sospiri ineffabili”. Mentre “tutta la creazione geme ed è in travaglio” (Romani 8:26,22), il cuore del Padre infinito soffre insieme con noi. Il nostro mondo è un vasto lazzaretto, un luogo di miseria su cui non permettiamo neppure ai nostri pensieri di soffermarsi. Se lo comprendessimo appieno, il peso sarebbe troppo terribile da sopportare. Ma Dio ne è pienamente consapevole e per distruggere il peccato e le sue conseguenze ha dato colui che ama di più, e ci ha dato la facoltà, grazie alla nostra cooperazione con lui, di porre fine a questo scenario di miseria. “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14). (Education, pp.263, 264).

D03-01. La nostra sola salvezza

CALAMITÀ E AMORE DI DIO; PECCATO, GIUDIZIO, E LA BREVITÀ DEL TEMPO

 Di Ellen G. White

 

La nostra sola salvezza

La giornaliera documentazione di vari disastri mostra che non c’è sicurezza in alcun luogo. Siamo in pericolo perfino nelle nostre case: infatti tempeste, inondazioni e incendi spazzano via migliaia di persone, mentre i terremoti ne distruggono altre migliaia. Se c’è un tempo nel quale dovremmo essere sobri e vegliare in preghiera, è proprio questo. Le nostre vite sono al sicuro solo quando sono nascoste con Cristo in Dio. Abbiamo bisogno di ogni giorno per purificarci proprio come egli è puro. Per noi c’è sempre speranza in Dio. La fede è la nostra difesa perché essa collega la nostra umana debolezza con la potenza divina. (Review and Herald, 29 gennaio 1884).

D02-05. Manifestazione del Dono alla Fine dei Tempi

Gioele 2:28-32. Vivendo alla “fine dei tempi” (nella prospettiva dell’Antico Testamento; 1 Pietro 1:20; Ebrei 1:2), l’apostolo Pietro vide nell’effusione dello Spirito, manifestatasi alla Pentecoste per mezzo del dono delle lingue (Atti 2), un adempimento della profezia di Gioele.

Tuttavia, la Pentecoste pare che sia stata piuttosto un adempimento solo parziale, poiché Gesù pone i segni nel sole e nella luna, menzionati da Gioele, dopo l’epoca oscura della persecuzione e in maggiore prossimità all’avvento del “grande e terribile giorno del Signore” (Gioele 2:31). Inoltre, Gioele fa riferimento in modo specifico a una manifestazione del dono della profezia, pertanto una realizzazione completa dell’antica predizione di Gioele richiederebbe una manifestazione del dono profetico alla fine dei tempi.

Matteo 7:15-20; 24:24. Poiché Gesù preannunciò l’apparizione di “falsi profeti” alla fine dei tempi, tale predizione costituisce una prova presunta della vera manifestazione di tale dono.

1Corinzi 12; Efesi 4; ecc.  La dottrina neotestamentaria dei “doni spirituali” (che includono il dono profetico) non è mai stata abrogata. Se il passato può dare qualche indicazione per il futuro, dobbiamo prender nota del fatto che il dono profetico in genere operò in periodi di crisi o carichi di significato speciale: Noè prima del diluvio; i profeti maggiori e minori si raggruppano nei periodi critici della storia d’Israele, quando Assiria, Babilonia e Persia minacciano l’esistenza di Israele, o vi influiscono profondamente; Giovanni Battista prima della venuta di Cristo; ecc.

Sarebbe quindi ragionevole attendersi qualche genere di manifestazione profetica prima della conclusione del tempo di grazia e del secondo avvento, che rappresentano la conclusione del piano della salvezza.

Apocalisse 12:17; 19:10. Se i nostri pionieri mettevano in risalto la predizione di Gioele 2 per difendere una manifestazione legittima del dono di profezia, non erano però indifferenti alle implicazioni di Apocalisse 12: 17 e 19:10. In un articolo sulla Review and Herald del 16 ottobre 1855, James White affermò:

“Ma riferiamoci a Gioele 2:32 per vedere dove egli situa la profezia. ‘E avverrà che chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il Signore, così pure tra i superstiti che il Signore chiamerà’. È compito del rimanente testimoniare di queste cose. È il rimanente (cioè l’ultima porzione della chiesa) che osserva i comandamenti di Dio e ha la testimonianza di Gesù Cristo (cioè lo Spirito di Profezia, secondo Apocalisse 19:10), nella maniera più certa, che ha il compito di diffondere questo messaggio di liberazione. ‘Chiunque invocherà il nome del Signore’, in un tempo di tribolazione quale non era mai avvenuto prima, condividerà con gli altri tale liberazione. ‘Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui?’ (Luca 18:7). La stessa invocazione del nome del Signore è simboleggiata dall’angelo (Apocalisse 14:15) che grida a gran voce a colui che siede sulla nuvola: ‘Metti mano alla tua falce e mieti; poiché è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura’.

Dio ha sempre manifestato la sua potenza in favore dei suoi figli secondo le loro necessità e quelle della opera che devono compiere. Possiamo mai supporre, anche solo per un momento, che il popolo di Dio attraverserà i pericoli degli ultimi giorni e fronteggerà il tempo di tribolazione, incomparabile con ogni altro nel passato, senza che Dio si manifesti per mezzo di quei doni che egli stesso ha riservato per la chiesa? È così, in verità. Dio ha promesso, tramite il profeta Gioele, di compiere grandi cose per il rimanente, ‘prima che venga il grande e terribile giorno del Signore’”.

1. Il libro dell’Apocalisse tratteggia la figura di due donne: una pura, rivestita di luce (Apocalisse 12), e una caduta, designata con il nome di “Babilonia la grande”. In un certo senso le due donne simboleggiano la stessa entità: il cristianesimo. Entrambe hanno dei discendenti (12:17; 17:5). Apocalisse 12 sembra delineare l’immagine dei leali seguaci di Dio e il corso della loro storia; Apocalisse 17 simboleggia lo sviluppo e il corso dell’apostasia cristiana.

La donna pura che si nasconde nel deserto per sfuggire alla persecuzione sia del dragone (12:17) sia della donna caduta (17:6), nella sua essenza rappresenta una pluralità di gruppi fedeli al Signore. Tali gruppi (benché non siano necessariamente puri sotto ogni aspetto della dottrina, si veda a proposito la storia simbolica della chiesa in Apocalisse 2:3) conservarono la fede in Dio e la lealtà alle Scritture durante l’età buia del Medio Evo. Come deve essere identificato allora il “rimanente della sua discendenza” (“il resto della sua progenie” secondo altre versioni): deve essere compreso come un rimanente del cristianesimo della fine dei tempi in senso generale, oppure deve essere delimitato come un gruppo specifico di cristiani?

2. Il libro dell’Apocalisse sembra descrivere i genuini seguaci di Dio alla fine dei tempi secondo due diverse classificazioni: (a) “quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio (12:17), e (b) il popolo di Dio che è in Babilonia (18:4). Questo implicherebbe – tecnicamente – che il gruppo designato come “rimanente” in Apocalisse 12 non costituisca la totalità dei veri cristiani in senso generale, ma sia qui delimitato piuttosto come gruppo specifico dotato di precise caratteristiche: essi osservano i comandamenti di Dio e hanno la testimonianza di Gesù.

Inoltre, è ragionevole ritenere che il rimanente, in altre parole l’ultima propaggine del popolo di Dio cui si riferisce Apocalisse 12:17, si farà anche portatore dell’ultimo messaggio di Dio. Tale messaggio è descritto in Apocalisse 14:9-12 come quello del “terzo angelo”. Si tratta di un messaggio specifico che comprende dei punti ben determinati e anche i contenuti del messaggio dei primi due angeli (vedi Apocalisse 14:6-14). Se quelli che compongono il “rimanente” di Apocalisse 12 sono gli estensori del messaggio del terzo angelo (Apoc.14), allora dovrebbero necessariamente rappresentare un gruppo specifico di cristiani, che si distinguono per le caratteristiche di quel particolare messaggio. Storicamente gli avventisti del settimo giorno hanno ritenuto di adempiere il ruolo del terzo angelo; di conseguenza abbiamo naturalmente visto il nostro movimento come simboleggiato in Apocalisse 12:17.

3. “La testimonianza di Gesù” (12:17). La questione in questo caso consiste nel chiedersi se la frase denoti una manifestazione del dono profetico alla fine dei tempi in un gruppo definito come “il rimanente della discendenza di lei”.

L’espressione “testimonianza di Gesù” ricorre sei volte nel libro dell’Apocalisse (1:2,9; 12:17; 19:10; 20:4). Il primo problema concerne la sua traduzione. Ce ne sono due grammaticalmente possibili:

  1. La testimonianza intorno/concernente Gesù (genitivo oggettivo) = ciò che i cristiani  testimoniano intorno a Gesù; “coloro che rendono testimonianza a Gesù”.
  2. La testimonianza da/ proveniente da Gesù (genitivo soggettivo) = i messaggi da parte di Gesù alla chiesa.

Gli elementi che possiamo trarre dall’uso di questa espressione nel libro dell’Apocalisse suggeriscono che dovrebbe essere compresa come un genitivo soggettivo (una testimonianza da parte o per mezzo di Gesù) e che tale testimonianza è resa attraverso la rivelazione profetica. Ecco alcuni altri documenti in proposito:

a. Apocalisse 1:1,2. “Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi … e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni. Egli ha attestato come parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo tutto ciò che ha visto”.

In questo contesto è evidente che “Rivelazione di Gesù” designa una rivelazione da parte o per mezzo di Gesù a Giovanni, il quale, di conseguenza la registra come testimonianza proveniente da e per mezzo di Gesù. Entrambe le espressioni al genitivo esprimono meglio il loro senso all’interno del contesto come genitivi soggettivi e si accordano con le parole conclusive di Cristo in questo libro: “Colui che attesta queste cose, dice: ‘Sì, vengo presto!’Amen!” (Apocalisse 22:20)

Nel suo commento alla stessa espressione in Apocalisse 19:10, James Moffat scrive:

La testimonianza di Gesù equivale in pratica a Gesù che testimonia(2:20). È l’autorivelazione di Gesù, (secondo il capitolo 1:1, dovuta in ultima analisi a Dio stesso) la quale spinge all’azione i profeti cristiani. È lui che dà contemporaneamente l’impulso e il soggetto delle loro affermazioni. (W. Robertson Nicoll, The Expositor’s Greek Testament, ed. [Grand Rapids : Wm. B. Eerdmans Publishing Company, 1961 reprint ] v. 5, p 465)

b. Se paragoniamo Apocalisse 19:10 con 22:9 troviamo un collegamento tra la testimonianza di Gesù e la funzione profetica:

19:10 – “Guardati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli” e

22:9 – “Guardati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli” e

19:10 – “come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù”

22:9 – “come i tuoi fratelli, i profeti…”

c. Apocalisse 19.10 definisce la testimonianza che proviene da Gesù come “lo spirito della profezia”. Per quanto James Moffat consideri la frase come una glossa, ne analizza il significato a partire dalle implicazioni di un genitivo soggettivo.

Poiché la testimonianza di (cioè resa da) Gesù è (cioè costituisce) lo spirito di profezia”. Questo … definisce in modo specifico i fratelli che portano la testimonianza di Gesù come possessori dell’ispirazione profetica. (Ibid.)

4. L’espressione “spirito di profezia” può essere compresa in tutti e due i sensi:

  1. Può riferirsi allo Spirito Santo che mette per iscritto o veicola la rivelazione profetica. “Degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:21). Espressioni come lo “Spirito della grazia”, “lo Spirito della verità”, ecc., designano lo Spirito che conferisce la grazia o la verità. Nello stesso modo la testimonianza che proviene da Gesù può essere identificata oppure collegata con la funzione che lo Spirito possiede di ispirare il profeta con una rivelazione da parte di Dio (cfr. 1:10). Tale rivelazione è, in effetti, una testimonianza da parte di Gesù. Questa interpretazione della frase si accorda con 1 Pietro 1:11, che fa notare come i profeti dell’Antico Testamento fossero ispirati dallo “Spirito di Cristo” e pertanto trasmisero una sua testimonianza.
  2. L’espressione “spirito di profezia” può essere anche compresa come il carattere fondamentale o l’essenza distintiva della profezia. Gesù che porta la sua testimonianza è l’essenza vera o l’anima della profezia. James White lo espresse così: “Lo spirito, anima e sostanza della profezia, è la testimonianza di Gesù Cristo. Oppure, la voce dei profeti relativamente al piano e all’opera dell’umana redenzione, è la voce del Redentore” (Life Sketches [1880 ed.], 335-36, citato in SDA Encyclopedia, art., “Spirit of Prophecy”).

5. In entrambi i casi, il passo di Apocalisse 12:17 mette in evidenza il fatto che il rimanente ha (avente, participio presente di echo) la testimonianza profetica da parte di Gesù. Si tratta di un possesso che il rimanente – secondo i testi citati- ha o detiene mentre il dragone compie la sua offensiva finale contro il popolo di Dio alla fine dei tempi. (Vedi Arndt e Gingrich, A Greek-English Lexicon sull’uso di marturia [testimonianza in Apocalisse]).

6. Se la “testimonianza di Gesù” è veramente la testimonianza resa da Gesù alla sua chiesa attraverso il canale profetico, allora si pone la seguente domanda: la caratterizzazione di Apocalisse 12:17 sottolinea il possesso, da parte del rimanente, delle Sacre Scritture, Antico e del Nuovo Testamento, oppure di una manifestazione post-canonica dei doni spirituali nella forma del dono profetico? La prima asserzione appare un’idea troppo ovvia perché lo scrittore profetico la sottolinei, mentre una manifestazione del dono profetico nel contesto della fine sarebbe più significativa.

Questa profezia concernente il possesso, da parte del rimanente, della testimonianza profetica resa da Gesù, può essere paragonata ai tanti riferimenti al Messia nei Salmi davidici. Un lettore dei tempi dell’Antico Testamento avrebbe collegato a Davide molte, se non tutte, le affermazioni di questi salmi. In seguito – dopo la vita, la morte espiatoria e la resurrezione di Cristo – queste dichiarazioni sono state applicate in modo più vasto e più perfetto al Messia, il Figlio di Davide. Nella stessa maniera, nel compimento di Apocalisse 12:17, in seguito allo sviluppo del movimento del terzo angelo, possiamo ora vedere quanto non era evidente prima di tale sviluppo: cioè che il possesso, da parte del rimanente, della “testimonianza di Gesù” comprende la coinvolgente verità che Cristo ha scelto di parlare al suo popolo, ancora una volta, per mezzo del dono profetico. E tutto questo avviene quando la chiesa deve affrontare una miriade di sfide, in quanto si trova davanti al tempo della fine e agli atti conclusivi del giudizio divino.

D02-04. Il Canone Biblico e i Doni Spirituali

Le Sacre Scritture, composte di Antico e Nuovo Testamento, sono esse stesse il prodotto dell’azione del dono profetico. Indirettamente, proprio le Scritture indicano un canone di scritti sacri. Le varie parti dell’Antico Testamento erano, nelle loro suddivisioni, già note e comprese al tempo di Gesù. In Matteo 23:35, Gesù indica indirettamente i suoi limiti esterni – da Genesi a 2 Cronache (l’ultimo libro della Bibbia ebraica) – e in Luca 24:27,44 la sua tripartizione – la Legge di Mosè, i profeti e gli scritti, il primo dei quali erano i Salmi.

La lettera agli Ebrei descrive così i modi in cui la rivelazione si presenta a noi: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Ebrei 1:1,2). A partire da Mosè (nel XV secolo a.C.) ha avuto inizio la registrazione delle rivelazioni divine; nel corso dei secoli altri profeti fissarono per iscritto i messaggi affidati loro nel modo in cui Dio ritenne più adatto, per promuovere la comprensione del suo popolo. Infine, Dio scelse di rendere la sua ultima rivelazione per mezzo di suo Figlio. Gesù Cristo ha dato alla famiglia umana la rivelazione più grande che un uomo potesse ricevere (Giovanni 1:18). Il Nuovo Testamento è l’ispirata testimonianza apostolica e l’interpretazione di Gesù Cristo e del suo insegnamento. Se la sua vita e la sua rivelazione sono irripetibili, l’attestazione che gli scritti neotestamentari ne danno è altrettanto irripetibile. Osservate il seguente schema:

schema

Dato che la vita di Cristo sulla terra e l’interpretazione che ne danno gli apostoli, ci consegnano la definitiva rivelazione di Dio, nessuna funzione del dono profetico (in quanto parte dei doni spirituali) successiva al Nuovo Testamento, può uguagliare, sostituire, oppure aggiungere qualcosa alla sua testimonianza unica. Anzi, tutte le successive rivendicazioni del dono profetico devono essere messe alla prova dalle Scritture (1 Tessalonicesi 5:19-21; 1 Giovanni 4:1-3; Matteo 7:15-20).

La funzione post-canonica del dono profetico, ovunque esso appaia, sarà simile alla funzione avuta al tempo degli apostoli, e continuerà a prodursi con l’autorità dello Spirito che parla alla chiesa per suo mezzo. Tale funzione può così essere riassunta:

Una manifestazione post-canonica del dono profetico

  1. Indicherà la Scrittura come il fondamento della fede e della condotta;
  2. Illuminerà e chiarificherà gli insegnamenti già presenti nelle Scritture;
  3. Applicherà i principi della Scrittura alla vita di tutti i giorni;
  4. Può essere un catalizzatore che dirige la chiesa verso il compimento del mandato affidatole nelle Scritture;
  5. Può assistere la chiesa nella sua edificazione;
  6. Può rimproverare, avvertire, istruire, incoraggiare, consolidare e favorire l’unità della chiesa nelle verità della Scrittura;
  7. Può avere la funzione di proteggere la chiesa dalla falsa dottrina e di consolidare i credenti nella verità.

D02-03. Il Prolungamento del dono profetico

Come abbiamo già notato, il Nuovo Testamento enuncia una dottrina dei “doni spirituali”, o charismata, che significa “doni della grazia” (1 Corinzi 12; Efesi 4). Quest’azione, per la quale lo Spirito Santo riveste di sé singoli membri della chiesa, è volta al “perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero, per l’edificazione del corpo di Cristo” (Efesi 4:12). “Ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto” ha il dovere di impiegarlo al servizio della chiesa per assisterla nel progresso della sua opera sulla terra (1 Pietro 4:10,11; cfr. Romani 12:6,7).

Poiché i doni devono essere continuamente accordati nel modo che lo Spirito reputa più adatto, “fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo” ( Efesi 4:13), è ovvio che questi debbano operare fino al compimento del ministero della chiesa e dell’opera del giudizio.

Non c’è alcuna prova nella Scrittura che Dio voglia ritirare il dono profetico o qualsiasi altro dono prima del ritorno di Cristo (cfr. 1 Corinzi 13:8-12). Invece, l’antica profezia di Gioele 2:28-32, che viene riproposta da Pietro (Atti 2:16-21), preannuncia una grande, finale, effusione dello Spirito Santo e un’azione decisiva svolta dai doni spirituali. In connessione con questo, è appropriato notare che anche i falsi profeti saranno attivi alla fine dei tempi (Matteo 24:24).

D02-02. Il ruolo del dono profetico nel NT

Nelle fondamentali liste dei doni spirituali presenti nel Nuovo Testamento il “dono profetico” viene annotato come il secondo, tra quello degli apostoli (il primo) e quello di insegnanti (il terzo) (cfr.1 Corinzi 12:28-30; Efesi 4:11). Tale dono non sostituisce il ruolo degli apostoli, ma la sua funzione influenzò da vicino sia gli apostoli sia i membri della chiesa in generale. Alcuni degli apostoli stessi furono rivestiti con questo dono. Le attività delle persone che ne furono dotate nel Nuovo Testamento possono essere riassunte come segue:

1. Erano a volte incaricate di avvertire di difficoltà imminenti (Atti 11:27-30; 20:23; 21:10-14). Nel primo esempio (Atti 11), l’annuncio di una carestia incombente portò come risultato la creazione di un legame fraterno tra i gentili convertiti di Antiochia e i giudeocristiani di Giudea. Questi, in genere contrari alle usanze dei gentili, di buon grado inviarono dei soccorsi ai Giudei, loro fratelli in Cristo.

2. Grazie a tale dono ebbe inizio l’attività delle missioni straniere (Atti 13:1,2). Ebbe anche la funzione di individuare le località dove i primi missionari dovevano lavorare (Atti 16:6-10). Nel secondo viaggio missionario paolino si dice che l’apostolo fu accompagnato da Sila, un profeta (Atti 16:40).

3. Nel corso di una crisi dottrinale, ebbe la funzione di incoraggiare e di confermare la comunità nella vera dottrina. La crisi riguardò la relazione tra i rituali giudaici e la salvezza dei gentili convertiti. Un concilio ecclesiastico rappresentativo prese una decisione in armonia con le direttive dello Spirito (Atti 15), benché questa non fosse accettata intimamente da tutti. La controversia era esplosa ad Antiochia e alla sua comunità venne indirizzata per lettera la decisione del concilio. Giuda e Sila svolsero temporaneamente un’attività pastorale in questo luogo: “Giuda e Sila, anch’essi profeti, con molte parole li esortarono [parakaleo: appellarsi, incoraggiare, esortare] e li fortificarono [episterizo: rafforzare, consolidare]” ( Atti 15:32).

4. I profeti edificarono, incoraggiarono e consolarono la chiesa. “Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione [oikodomè, che in senso metaforico indica la costruzione della vita spirituale), di esortazione [paraklesis: incoraggiamento, esortazione] e di consolazione [paramuthia: incoraggiamento, conforto, consolazione]” (1 Corinzi 14:3).

5. Il profeta tese (in collaborazione con gli altri doni) a unificare la chiesa nella vera fede e a proteggerla dalle false dottrine. “E lui che ha dato alcuni come … fino a che tutti giungiamo all’unità della fede … affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore. (Efesi 4:11-15).

6. I profeti, in collaborazione con gli apostoli prestarono il loro aiuto nella fondazione della chiesa. “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Efesi 2:20; cfr. 3:5; 4:11).

“Il binomio apostoli-profeti può contribuire ad avvicinare fra loro l’Antico (profeti) e il Nuovo Testamento (apostoli) in quanto entrambi rappresentano il fondamento dell’insegnamento della Chiesa. Ma il fatto che nel testo l’ordine delle parole sia invertito (non “profeti e apostoli”, ma “apostoli e profeti”) suggerisce che probabilmente ci si riferisca a dei profeti neotestamentari. Se le cose stanno così, il loro accostamento agli apostoli nell’opera di fondazione della Chiesa risulta significativo. Si deve fare quindi riferimento a un piccolo gruppo di insegnanti ispirati che, in associazione con gli apostoli, resero insieme testimonianza a Cristo e il cui insegnamento, derivato dalla rivelazione (Efesi 3:5) ebbe un ruolo centrale”(John R. W. Stott, God’s New Society [Downers Grove, IL: Intervarsity Press, 1979], p.107. Per un punto di vista analogo, vedi W.R. Nicoll, The Expositor’s Greek Testament, ed. [Grand Rapids, MI: Wm B. Eerdmans Publishing Company, reprint 1961], 3: 299, 300).

D02-01. Introduzione

I FONDAMENTI BIBLICI DI UN PROFETISMO MODERNO

 

Di Frank. B. Holbrook

Biblical Research Institute

Aprile 1982

Il dono profetico ha il suo fondamento nel bisogno di comunicazione tra la Deità e la famiglia umana caduta nel peccato. L’occultismo e la categoria del falso profetismo sono due sistemi che hanno agito, in tutta la storia umana, per ingannare e sviare gli ignoranti e gli incauti dal modo corretto di comunicare con Dio. D’altra parte, le modalità comunicative di Dio – fondamentalmente il dono profetico – sono delineate chiaramente nelle Scritture (Numeri 12:6; Amos 3:7; Luca 1:70).

Quattro parole (tre ebraiche e una greca) sono impiegate nelle Scritture per indicare lo strumento umano che interviene in tale forma di comunicazione. Ro’eh (1 Samuele 9:9; Isaia 30:10) e il più consueto chozeh (2 Samuele 24:11; Amos 7:12; 2 Re 17:13; ecc.) si riferiscono entrambi alla nozione di “vista” e sono tradotti comunemente con “veggente”. Sembrano esprimere l’idea che Dio apra gli “occhi”- alla comprensione del profeta – qualunque sia l’informazione o il messaggio che voglia trasmettere per mezzo del profeta.

Il significato della parola successiva, che è anche quella usata più spesso, vale a dire nabi, con il suo equivalente greco prophetes, lo si ritrova nei testi che seguono:

“L’Eterno disse a Mosè: ‘Vedi, io ti ho stabilito come Dio per il faraone, e tuo fratello Aaronne sarà il tuo profeta. Tu dirai tutto quello che ti ordinerò e tuo fratello Aaronne parlerà al faraone …’” (Esodo 7:1,2).

“Tu gli parlerai e gli metterai le parole in bocca. Io sarò con la tua bocca e la bocca sua, e vi insegnerò quello che dovrete fare. Egli parlerà per te al popolo; e così ti servirà da bocca e tu sarai per lui come Dio” (Esodo 4:15,16).

Da quanto espresso nei testi citati, nei quali Mosè e Aaronne dovevano rispettivamente impersonare il ruolo di Dio e di profeta, è evidente che il profeta (nabi) era considerato un portavoce designato da Dio stesso. Nella versione dei Settanta (Septuaginta), il termine che in questo caso sta al posto dell’ebraico nabi è prophetes, che ritroviamo anche nel Nuovo Testamento e dal quale deriva la parola profeta nella nostra lingua.

Prophetes è una parola composta dalla preposizione pro, che ha il significato di “dinanzi” – o “al posto di”, come in questo esempio – e dal verbo phemi, che vuol dire “parlare”. Quindi, in senso generale, il profeta è il portavoce di un altro. Ma, nel contesto biblico, il vero profeta è portavoce e interprete di Dio, cioè è un comunicatore divinamente ispirato, un interprete o un portavoce della Divinità. In tal modo i termini nabi – prophetes sottolineano l’aspetto della trasmissione proprio del ruolo profetico. Considerate complessivamente, le quattro parole disegnano un ruolo e una funzione unici: un profeta è colui che riceve delle comunicazioni da parte di Dio e ne trasmette le intenzioni al suo popolo.

Risulta quindi prevedibile che l’idea del parlare per Dio possa assumere la diversa sfumatura di predicare per Dio. Di conseguenza, alcuni ritengono che il dono della profezia nel Nuovo Testamento a volte si riferisca più semplicemente all’esposizione della parola nella predicazione (Lenski, p. 760, su Romani 12:6). Alcuni lo interpretano come il “dono della predicazione ispirata” (International Critical Commentary (ICC) su 1 Corinzi 13:2, p.287), o di “una potente predicazione” (ICC su 1 Corinzi 12:10, p.266). Tuttavia, dal contesto di 1 Corinzi 12-14 , risulta chiaro, sebbene l’azione del “profetizzare” possa talora assumere la forma di una predicazione efficace (1 Corinzi 14:3), che solo la predicazione basata sulla rivelazione divina corrisponde pienamente alla nozione di profetismo (1 Corinzi 14:30) e non quella che si limita alla semplice chiarificazione delle Scritture con l’aiuto dello Spirito, cosa che può capitare a ogni ministro che parla per Dio.

Il Nuovo Testamento attesta una differenza tra il semplice ministero della Parola e il ministero profetico, tra l’“insegnante” e il “profeta” (Efesi 4:11; 1 Corinzi 12:28). La predicazione di Barnaba e Paolo sui temi della salvezza si rassomiglia molto. Ma mentre l’uno parlava fondandosi sull’autorità della Parola scritta, l’altro lo faceva con l’autorità addizionale della rivelazione divina (Galati 1:11,12).

Se alcuni studiosi ritengono che “l’azione profetica” (propheteuo) nel Nuovo Testamento si riferisca talvolta alla predicazione, si deve ammettere che una categoria di persone, le quali ricevettero e trasmisero rivelazioni specifiche e dirette da Dio, ebbero la funzione vera e propria di profeti. (Luca 1:25-38; Atti 11:27,28; 13:1; 15:32; 21:9). In che cosa consistette la loro funzione?

D01-05. Due descrizioni delle future manifestazioni dell’Arca

In altri passi dei suoi scritti, Ellen White descrive due circostanze in cui le tavole di pietra saranno presentate. Tuttavia ella non specifica quale dei due esemplari delle tavole della legge sarà reso visibile. È quindi possibile fornire un’interpretazione che identifichi sia l’uno che l’altro come tale da adempiere la predizione relativa alla rivelazione delle tavole di pietra nascoste.

1. Proprio prima del secondo avvento. Descrivendo gli eventi che accadono subito dopo la caduta delle prime sei fra le sette piaghe e immediatamente prima della settima e della seconda venuta di Cristo, Ellen White afferma:

“Mentre queste parole di santa devozione salgono a Dio, le nubi sono ricacciate indietro e sono visibili i cieli stellati, indicibilmente gloriosi in contrasto con il firmamento oscuro e minaccioso che li circonda da entrambi i lati. La gloria del cielo rifulge come da cancelli socchiusi. In quel momento appare, in contrasto con il cielo, una mano che afferra le due tavole di pietra chiuse l’una sull’altra. La mano apre le tavole e così i precetti del decalogo sono rivelati, tracciati come da una penna di fuoco. Le parole sono così chiare che tutti possono leggerle. La memoria si risveglia, le tenebre della superstizione e dell’eresia sono spazzate via da ogni mente, e le dieci parole di Dio, concise ma complete e autorevoli, sono offerte alla vista di tutti gli abitanti della terra. Quale codice meraviglioso! Quale meravigliosa circostanza!” (4SP, pp. 456, 457.

“Mentre queste parole, che esprimono una profonda fiducia, salgono fino a Dio, le nubi gradatamente si allontanano e appare il cielo tempestato di stelle, luminoso, in contrasto con l’oscura e minacciosa zona dall’altra parte dell’orizzonte. Attraverso le porte aperte si scorge la gloria della città eterna. Poi, stagliata sullo sfondo del cielo, appare una mano che regge due tavole di pietra piegate insieme. Dice il profeta : ‘I cieli proclameranno la sua giustizia; poiché Dio stesso sta per giudicare’ (Salmo 50:6). Quella santa legge, che manifesta la giustizia di Dio, proclamata sul monte Sinai fra tuoni e lampi fiammeggianti come guida di vita, è rivelata ora agli uomini come l’unica regola di giudizio. La mano apre le due tavole e su di esse si vedono i precetti del decalogo scritti a caratteri di fuoco. Le parole sono talmente chiare che tutti le possono leggere” (GC, p. 639).

Qui è di nuovo chiaro che Dio, e non l’uomo, svelerà le tavole. Le tavole della legge saranno presentate “come l’unica regola di giudizio”. Questo avverrà dopo che l’istruttoria del giudizio si sarà conclusa per tutti gli uomini.

2. All’incoronazione finale di Cristo. Descrivendo l’incoronazione finale di Cristo e il giudizio conclusivo degli uomini alla fine del millennio, Ellen White dichiara:

“Affascinati, gli empi hanno seguito l’incoronazione del Figlio di Dio. Nelle sue mani vedono le tavole della legge divina, quegli statuti che essi hanno disprezzato e trasgredito. Assistono alle manifestazioni di meraviglia, di estasi e di adorazione dei salvati. Odono il loro canto, le cui note melodiose raggiungono la folla che è fuori dalla città. Poi, tutti insieme esclamano: ‘Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore Iddio onnipotente; giuste e veraci sono le tue vie, o Re delle nazioni’ ( Apocalisse 15:3), e prostrandosi adorano il Principe della vita” (4SP, p. 484; GC, pp. 668-669).

D01-04. “Quando si terrà il giudizio”

Secondo lo Spirito di Profezia, si avvicina il tempo in cui le tavole di pietra, sulle quali sono scritti i dieci comandamenti, saranno nuovamente mostrate agli abitanti della terra. Citiamo qui, in ordine cronologico, tutte le affermazioni di E. G. White a noi note:

“Le teorie umane sono esaltate, onorate e poste là dove invece dovrebbero essere posti Dio e la sua legge. Ma Dio non ha alterato la sostanza di ciò che è uscito dalle sue labbra. La sua parola resterà salda per sempre, immutabile come il suo trono. Quando ogni caso sarà stato esaminato nelle corti del cielo, questo patto sarà rivelato, scritto in modo chiaro con il dito di Dio. Il mondo sarà chiamato in giudizio davanti alla Giustizia infinita per ricevere la sua sentenza: una vita modellata su quella divina in caso di obbedienza, oppure la morte in caso di trasgressione” (Ms 82, 1899; cfr. RH, 20 novembre 1913; e PK, p. 187).

“Dio scrisse i comandamenti proprio con il suo dito su due tavole di pietra. Esse non furono lasciate nelle mani degli uomini, ma furono poste nell’arca; e nel gran giorno in cui ogni causa sarà decisa, saranno di nuovo mostrate, con incise i dieci comandamenti, in modo che tutto il mondo le veda e le comprenda. Allora il giudizio espresso contro gli uomini sarà inappellabile” (Lettera 30, 1900; 19MR, p. 265).

“Il documento prezioso della legge fu posto nell’arca del patto, e ancora si trova lì, nascosto in modo sicuro alla umana progenie. Ma nel tempo fissato da Dio queste tavole di pietra saranno esibite per costituire una testimonianza dinanzi al mondo intero contro il disprezzo dei suoi comandamenti e contro il culto idolatra del falso sabato.” (Ms 122, 1901; 1BC, p. 1109).

“Che momento di trionfo sarà, per tutti coloro che sono stati fedeli e veraci, l’ora in cui il tempio di Dio sarà aperto nel cielo! Sarà allora visibile l’arca del patto, dove furono poste le due tavole di pietra sulle quali è scritta la legge di Dio. Queste tavole saranno tolte dal loro nascondiglio e rivelate perché siano visibili i dieci comandamenti scritti dal dito di Dio. Sebbene attualmente giacciano ancora nell’arca del patto, costituiranno in futuro una testimonianza convincente della verità e delle richieste vincolanti della legge di Dio” (Lettera 47, 1902; 7BC, p. 972).

“La santa legge dei dieci comandamenti, scritta su tavole di pietra dal dito di Dio e poi collocata nell’arca, rappresenta il modello della giustizia. Nell’ultimo grande giorno della storia, essa apparirà dinanzi agli ubbidienti e ai disubbidienti e tutti i malvagi saranno condannati. Essi vedranno che le loro azioni derivavano da un carattere depravato e comprenderanno di aver vissuto una vita che non ha fatto altro che continuare la ribellione iniziata nelle corti celesti. Saranno consapevoli di ogni crudeltà e di ogni atto malvagio che hanno disonorato il loro Creatore e determinato l’infelicità che riempie il mondo” (Ms 5, 1904; 13MR, p. 381).

“ Lo Spirito Santo impresse queste verità nel mio cuore e nella mia mente in modo così indelebile come la legge scolpita dal dito di Dio sulle tavole di pietra che ora si trovano nell’arca, ma che saranno di nuovo mostrate nel gran giorno in cui sarà pronunciata la sentenza contro ogni scienza malvagia e seduttrice prodotta dal padre della menzogna” (Lettera 90, 1906; CM, p. 126).

“C’è un santuario e in quel santuario l’arca e nell’arca le tavole di pietra dov’è scritta la legge pronunciata al Sinai in una scena di tremenda grandiosità. Queste tavole di pietra sono riposte nei cieli e saranno presentate in quel giorno in cui si terrà il giudizio e i libri saranno aperti, per cui gli uomini saranno giudicati secondo quanto scritto nei libri. Saranno giudicati dalla legge scritta con il dito di Dio e data a Mosè perché la depositasse nell’arca. Un registro delle azioni di tutti gli uomini viene conservato, perché ogni uomo riceva la giusta sentenza secondo le sue opere, siano esse buone oppure cattive” (Ms 20, 1906; 20MR, p. 68).

“Abbondanti prove attestano l’immutabilità della legge di Dio. La legge fu scritta con il dito di Dio perché non fosse mai cancellata né distrutta. Le tavole di pietra sono state nascoste da Dio, in modo che siano mostrate nel gran giorno del giudizio, esattamente come egli le scrisse” (RH, 26 marzo 1908; 1BC, p. 1109).

“Quando si terrà il giudizio, i libri saranno aperti e ogni uomo sarà giudicato in base a quanto scritto nei libri, allora le tavole di pietra, nascoste da Dio sino a quel giorno, saranno rese manifeste al mondo perché costituiscano la norma della giustizia. Allora uomini e donne si renderanno conto che il prerequisito della loro salvezza è l’obbedienza alla legge perfetta di Dio. Nessuno accamperà scuse per il proprio peccato. Per mezzo dei giusti principi di quella legge gli uomini riceveranno la loro sentenza di vita o di morte” (RH, 28 gennaio 1909; 1BC, p. 1109; da Ms 117, 1908).

“ Dio non ha alterato le parole che sono uscite dalle sue labbra. La sua parola sussisterà stabile per sempre, immutabile come il suo trono. Al giudizio, quando ogni causa sarà decisa nei tribunali del cielo, questo patto sarà reso manifesto, evidentemente scritto col dito di Dio. Il mondo sarà chiamato in giudizio davanti alla sbarra della giustizia infinita per ricevere la sentenza” (RH, 20 novembre 1913; dal Ms 82, 1899; cfr. PK, p. 187).

“Dio non infrangerà il suo patto, né muterà le parole uscite dalle sue labbra. La sua parola sussisterà stabile per sempre, immutabile come il suo trono. Al giudizio questo patto sarà manifestato, chiaramente scritto con il dito di Dio, e il mondo sarà chiamato in giudizio davanti al tribunale della giustizia infinita per ricevere la sentenza” (PK, p. 187; dal Ms 82, 1899; cfr. RH, 20 novembre 1913).

Nelle dichiarazioni sopra citate, diversi concetti sono degni di nota. In nessuna è detto che le tavole della legge saranno presentate dagli uomini come risultato di un loro ritrovamento materiale nella grotta dove erano nascoste. Infatti è detto chiaramente che Dio stesso le renderà manifeste agli uomini. Inoltre, in una sua affermazione Ellen White precisa che “queste tavole di pietra si trovano nei cieli”. Infine, è detto che il tempo in cui Dio farà specificatamente questo sarà:

  • “quando ogni causa è decisa nei tribunali celesti”;
  • “nel gran giorno in cui ogni causa è decisa”;
  • “quando il tempio di Dio nel cielo sarà aperto”;
  • “nell’ultimo grande giorno”;
  • “in quel gran giorno in cui sarà pronunciata la sentenza contro ogni scienza malvagia e seduttrice”;
  • “in quel giorno quando si terrà il giudizio e i libri saranno aperti e gli uomini saranno giudicati dalle cose scritte nei libri”;
  • “nel gran giorno del giudizio”;
  • “ al momento del giudizio”.

D01-03. La legge che era conservata nel santuario terreno è stata nascosta con l’arca in una grotta

Le tavole del decalogo conservate nel santuario terreno erano nell’arca quando, poco prima della distruzione del tempio ad opera dei babilonesi all’epoca di Geremia, fu nascosta in una grotta da alcuni uomini giusti. Tuttavia, le seguenti dichiarazioni dello Spirito di Profezia non menzionano Geremia come colui che ha avuto una parte nel nascondere l’arca:

“Prima della distruzione del tempio, Dio fece conoscere ad alcuni dei suoi fedeli servitori il destino del tempio, orgoglio d’Israele, ma anche oggetto di idolatria quando il popolo peccava contro Dio. Egli rivelò loro anche la futura cattività di Israele. Questi uomini giusti, proprio prima della distruzione del tempio, rimossero l’arca consacrata che conteneva le tavole di pietra e, con cordoglio e tristezza, la nascosero in una grotta, dove doveva restare nascosta al popolo d’Israele e di Giuda a causa dei loro peccati. In seguito, non doveva più esser loro restituita. Così l’arca consacrata è ancora oggi nascosta e non è mai stata disturbata, fin dal tempo del suo occultamento” (4SG, 1864, pp. 114 e115; 1SP, 1870, p.414; SR, p. 195).

“Tra gli uomini giusti di Gerusalemme, ai quali il proposito divino era stato rivelato, ce n’erano alcuni che decisero di porre lontano da mani profane la sacra arca che conteneva le tavole di pietra sulle quali erano stati impressi i precetti del decalogo. E così fecero. Con spirito di cordoglio e di tristezza, celarono l’arca in una grotta, dove doveva restare nascosta al popolo d’Israele e di Giuda a causa dei loro peccati e, da allora, non doveva più essere loro restituita. Quell’arca consacrata è nascosta ancora oggi. Non è mai stata disturbata dal tempo del suo occultamento”. (PK, pubblicato nel 1917, p. 453).

Notate in modo particolare che Ellen White dichiarò che l’arca “ non è mai stata disturbata dal tempo del suo occultamento”.

D01-02. L’originale è conservato nell’Arca del cielo

Le tavole dei dieci comandamenti custodite nell’arca del patto del santuario celeste sono l’“originale”, invece quelle che si trovano nell’arca del santuario terreno ne sono una trascrizione o una copia. Questo è l’insegnamento espresso dallo Spirito di Profezia nelle seguenti dichiarazioni:

“Menti e cuori sacrileghi hanno pensato di essere abbastanza potenti da cambiare i tempi e le leggi di Dio, ma al sicuro negli archivi del cielo, cioè nell’arca divina, si trovano i comandamenti originali, scritti sulle due tavole di pietra. Nessuna autorità sulla terra ha il potere di trarre queste tavole fuori dal loro sacro nascondiglio, sotto il propiziatorio” (7BC, p. 972; ST, February 28, 1878).

“Non mettete la vostra influenza contro i comandamenti di Dio. La legge è ancora quella che Dio scrisse nel tabernacolo celeste. L’uomo può calpestare la sua copia terrena, ma l’originale è custodito nell’arca di Dio, in cielo; e sul coperchio che è sopra la legge si trova il propiziatorio. Gesù sta proprio dinanzi a quell’arca per intercedere in favore dell’uomo” (1BC, p. 1109).

“Gli avventisti avevano seguito per fede il loro Sommo Sacerdote dal luogo santo al luogo santissimo e lo avevano visto presentare il suo sangue davanti all’arca di Dio. All’interno di quell’arca sacra c’è la legge del Padre, quella che Dio stesso aveva pronunciato in mezzo ai tuoni sul Sinai e scritta con il proprio dito sulle tavole di pietra. Non un solo comandamento è stato annullato; non uno iota o una virgola sono stati cambiati. Quando Dio diede a Mosè una copia della sua legge, conservò il grande originale nel santuario che sta nell’alto dei cieli” (SP, pp. 273, 274; SR, pp. 379, 380).

“Nessuno, però, poteva fare a meno di rendersi conto che se il santuario terrestre era una raffigurazione o un modello di quello celeste, le legge collocata nell’arca del patto sulla terra era una trascrizione di quella che si trovava nell’arca del patto in cielo. L’accettazione della verità relativa al santuario celeste implicava il riconoscimento delle esigenze della legge di Dio e l’obbligo dell’osservanza del sabato del quarto comandamento. Questo suscitò un’amara e accanita opposizione nei confronti della spiegazione delle Scritture che rivelavano il ministero di Gesù nel santuario celeste” (GC, p 435; SR, pp. 380, 381).

“La legge di Dio, custodita nel santuario celeste, è il documento originale di quel codice i cui precetti scritti sulle tavole di pietra e ricordati da Mosè nel Pentateuco erano solo una trascrizione” (GC, p. 434).

D01-01. Il Decalogo scritto su tavole di pietra nel Santuario celeste

L’ARCA DEL PATTO, SARÀ RITROVATA? – INTRODUZIONE

(Una dichiarazione preparata nel 1962 da R.L. Odom, redattore dell’Index, e aggiornata dall’Ellen G. White Estate nel 1989 )

Se esaminiamo gli insegnamenti dello Spirito di Profezia prodotti in risposta agli interrogativi sull’arca del patto, celata agli uomini, e sulle tavole della legge di Dio, è essenziale prendere in considerazione il fatto che sono esistite due arche del patto – una appartenente al santuario terreno e una al santuario celeste – e che in ciascuna è conservato un esemplare delle tavole di pietra sulle quali fu scritto il decalogo. Entrambe le arche e questi due esemplari della legge divina sono stati celati alla vista degli uomini. Pertanto è necessario determinare quale dei due esemplari delle tavole dei dieci comandamenti sarà esibito alla vista degli abitanti della terra, in futuro.

Indice

  • Il decalogo scritto su tavole di pietra nel santuario celeste
  • L’originale è conservato nell’arca in cielo
  • La legge conservata nel santuario terreno è stata nascosta con l’arca in una grotta
  • “Quando si terrà il giudizio”
  • Due descrizioni delle future manifestazioni dell’arca


Il Decalogo scritto su tavole di pietra nel Santuario celeste

I dieci comandamenti sono stati scritti su tavole di pietra e conservati nell’arca del patto del santuario celeste, proprio come era avvenuto nel santuario terreno. Così è insegnato nelle seguenti dichiarazioni di Ellen G. White:

“Mi fu ordinato di prendere in considerazione i due luoghi del santuario celeste … Il velo fu sollevato, e io potei gettare lo sguardo nel secondo luogo, dove vidi un’arca che aveva l’apparenza dell’oro più prezioso. Come bordo ad ornamento del coperchio dell’arca era stata realizzata un’opera bellissima consistente in una serie di corone. Nell’arca erano poste le tavole di pietra contenenti i dieci comandamenti” (EW, pp. 251, 252).

“Il Signore mi offrì una visione del santuario celeste. Il tempio di Dio fu aperto nel cielo e così mi fu mostrata l’arca di Dio sormontata dal propiziatorio. Due angeli stavano alle due estremità dell’arca con le ali distese sul propiziatorio e le facce rivolte verso di esso. Questo, secondo la spiegazione datami dall’angelo che mi accompagnava, rappresentava le schiere celesti che guardano la legge di Dio, scritta dal suo stesso dito, con timore riverente … Gesù ne sollevò il coperchio e io contemplai le tavole di pietra sulle quali erano scritti i dieci comandamenti” (LS, p. 95).

“Ma il Signore mi offrì anche una visione del santuario celeste. Il tempio di Dio era aperto nel cielo e così mi fu mostrata l’arca di Dio… Gesù ne sollevò il coperchio e io vidi le tavole di pietra sulle quali erano scritti i dieci comandamenti” (1T, p. 76).

Nella descrizione della visone offertale del santuario celeste e dell’opera sacerdotale nella sua fase conclusiva all’interno del luogo santissimo, Ellen White afferma:

“ Mi fu mostrato che il rimanente seguiva Gesù nel luogo santissimo e contemplava l’arca e il propiziatorio, rapito dal loro aspetto glorioso. Allora Gesù sollevò il coperchio dell’arca, ed ecco apparvero le tavole di pietra con i dieci comandamenti in esse impressi” (EW, p 255).

“L’arca contenente la legge di Dio, l’altare dell’incenso e altri strumenti per il servizio, presenti nel santuario terreno, avevano la loro esatta controparte nel santuario superiore. Nella santa visione l’apostolo Giovanni poté entrare nel cielo e là osservare il candelabro e l’altare dell’incenso e, poi, quando ‘il tempio di Dio fu aperto’ contemplò anche ‘l’arca del suo testamento’ (Apocalisse 11:19)” (4SP, p. 261).

“In questo tempio, dimora di Dio, “… egli ha preparato il suo trono per la giustizia e il giudizio. Nel luogo santissimo c’è la sua legge, la norma di giustizia con la quale sarà giudicata tutta l’umanità. L’arca che contiene le tavole della legge è ricoperta dal propiziatorio, davanti al quale il Cristo presenta i meriti del suo sangue in favore dei peccatori” (GC, p. 415).

“L’arca del tabernacolo terreno conteneva le due tavole di pietra sulle quali erano scritti i precetti della legge di Dio. L’arca era semplicemente il contenitore delle tavole del Decalogo: era la presenza di questi precetti divini che le conferiva valore e carattere sacro. Quando il tempio di Dio in cielo fu aperto, si vide l’arca del suo patto. Nel luogo santissimo del santuario celeste è custodita con cura la legge divina, legge che fu promulgata da Dio stesso in mezzo ai tuoni del Sinai e scritta dal suo stesso dito su tavole di pietra” ( GC 433, 434).

21. Gli ultimi anni gravosi

Alla fine del 1905 venne pubblicato The Ministry of Healing, un libro che trattava l’argomento della salute in riferimento al corpo, alla mente e allo spirito.

Il libro Education fu pubblicato nel 1903, mentre due volumi de Testimonies for the Church, ovvero il settimo e l’ottavo, vennero pubblicati rispettivamente nel 1902 e 1904.

Durante la sua permanenza a Washington, la Sig.ra White incoraggiò gli operai della chiesa nella California meridionale ad appropriarsi di una terreno per un ospedale a Loma Linda. Inoltre, fece un appello affinché si intraprendesse un’opera missionaria sia nel campo dell’istruzione, sia in quello medico nella Pacific Coast. Nel corso degli anni, Ellen White interruppe varie volte la sua opera di scrittura, rendendo visita agli operai di Loma Linda e incoraggiandoli a proseguire la loro opera. Inoltre usava visitare anche il Paradise Valley Sanitarium vicino San Diego, che ella aveva aiutato a istituire nel 1903.

All’età di 81 anni, la Sig.ra White ritorna a Washington, partecipando ai lavori della sessione della Conferenza Generale nel 1909. Durante tale assemblea ella fa una serie di discorsi con voce ferma e chiara. Dopo l’assemblea, Ellen esprime il desiderio di tornare a visitare la sua vecchia città di Portland, nel Maine. E’ lì che rende di nuovo la sua testimonianza, nel luogo storico in cui aveva parlato 65 anni prima. Questo fu il suo ultimo viaggio negli stati orientali d’America, durante il quale lasciò un segno profondo in tutti gli avventisti che ascoltarono il suo discorso.

Realizzando di avere poco tempo da vivere, Ellen White ritorna a Elmshaven e intensifica i suoi sforzi per la pubblicazione di una serie di libri con alto contenuto formativo verso la chiesa. Testimonies for the Church, volume 9, viene pubblicato nel 1909. Nel 1911 viene pubblicato The Acts of the Apostles. Nel 1913 è la volta di Counsels to Parents and Teachers, mentre nel 1914 viene completato il manoscritto di Gospel Workers, che viene poi stampato. Gli ultimi mesi della vita di Ellen White sono dedicati al libro Prophets and Kings.

La mattina del 13 febbraio 1915, Ellen White, entrando nel suo comodo studio a Elmshaven, inciampa e cade. Nell’incapacità di rialzarsi, ella chiede aiuto. Appare subito chiaro a tutti che l’incidente è serio. Da un esame ai raggi X si capisce che si è rotta l’anca sinistra. Pertanto, per cinque mesi la Sig.ra White è costretta a stare a letto oppure a stare seduta su di una sedia a rotelle.

Amici e parenti scorgono un sentimento di contentezza durante le sue ultime settimane di vita, un senso di soddisfazione per aver compiuto fedelmente l’opera di Dio. Inoltre manifesta una piena fiducia nella vittoria finale della verità.

La vita di Ellen White s’interrompe il 16 luglio 1915, all’età di 87 anni. Ella viene sepolta al fianco di suo marito nel cimitero di Oak Hill, a Battle Creek, nel Michigan.

Ellen White ha avuto la possibilità di vedere il movimento avventista crescere da un pugno di persone ad un chiesa con 136.879 membri, che, nel 2000 ha raggiunto il numero di 11 milioni di persone.


I libri sulla vita e sulle opere di Ellen G. White sono disponibili per l’acquisto online.


Ellen G. White Estate
Silver Spring, Maryland
Revised August, 2000.

20. Il ritorno negli Stati Uniti

Nel 1900, un bel giorno Ellen White sorprende la sua famiglia e i suoi collaboratori comunicando loro di aver ricevuto delle istruzioni divine sul fatto di dover fare ritorno in America.

Dal punto di vista operativo e temporale tale decisione pareva essere la più inopportuna possibile. Tuttavia, Colui che osserva dall’alto la sua chiesa e vede nel futuro conosceva bene la necessità della presenza di Ellen White negli Stati Uniti, in un momento di grande crisi e di grandi cambiamenti secolari.

Ellen si stabilisce, pertanto, a Elmshaven, poche miglia lontana dalla città rurale di St. Helena, nella California settentrionale. Lì spende gli ultimi 15 anni della sua vita scrivendo libri, lavorando e viaggiando. Non appena si insedia lì, riceve l’invito di partecipare alla sessione della Conferenza Generale del 1901 a Battle Creek, nel Michigan.

Durante i lavori di tale assemblea, ella rivolge un forte appello affinché la Conferenza Generale della Chiesa Cristiana Avventista apporti delle modifiche nella propria struttura organizzativa, che rispondano ai bisogni di una chiesa in espansione. I delegati risposero a tale appello, sviluppando e mettendo in atto un programma di riorganizzazione che distribuisse le crescenti responsabilità a livello globale, che fino a quel momento gravavano sulle spalle di pochi. Furono istituite le Unioni, quali enti intermedi tra la Conferenza Generale e le federazioni locali. Poi furono creati anche i vari dipartimenti della Conferenza Generale. Queste innovazioni aprirono la strada ad una grande espansione ed un grande sviluppo nell’opera della chiesa.

Due anni dopo, gli uffici della Conferenza Generale e della Review and Herald Publishing Association furono trasferiti da Battle Creek a Takoma Park, nel Maryland, un sobborgo di Washington D.C., in sintonia con i consigli della Sig.ra White. Infatti, ella aveva caldeggiato una zona che fosse vicina alla East Coast degli Stati Uniti. In corrispondenza con tale evento, Ellen White abbandona la sua casa californiana e si trasferisce a Takoma Park. Per cinque mesi continua il suo lavoro. La sua presenza nella sede della chiesa diede molta fiducia in riferimento a tale trasferimento.

19. L’impegno nei confronti della comunità afro-americana

Nel 1891, Ellen White rivolge un appello nei confronti dei leader di chiesa affinché compiano un’opera di istruzione e di evangelizzazione nei confronti della razza nera nella parte meridionale del territorio americano.

Tre anni dopo, uno dei suoi figli, James Edson White, costruisce un battello a vapore sulle rive del Mississippi, per trasportare i neri nelle regioni del Mississippi e del Tennessee.

Tra il 1895 e 1896 scrive degli articoli per la rivista “Review and Herald”, in cui rivolge dei pressanti appelli affinché si operi a favore dei neri del sud. Di tanto in tanto scrive anche dei messaggi di consiglio e di incoraggiamento nei confronti dei lavoratori dei campi. Inoltre fornisce un grande sostegno all’istituzione del Oakwood College, a Huntsville, nell’Alabama, che era stato creato con l’obbiettivo di istruire dei giovani afro-americani.

Nel 1904 tiene un discorso davanti a insegnanti e studenti della suddetta scuola, dichiarando “E’ stata la volontà di Dio che la scuola fosse costruita in questo posto”. Anche negli ultimi anni della sua vita, Ellen manifesta un interesse profondo e una costante preoccupazione nei confronti dell’opera della chiesa verso i neri nei stati del sud.

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18. Inizia l’opera sanitaria

Non appena iniziò con un certo successo l’opera formativa della Avondale School, fu chiesto con sempre maggiore intensità un progetto missionario nel settore sanitario.

Ellen White non solo diede un forte supporto morale, ma contribuì liberamente attraverso i suoi mezzi limitati per rendere tale progetto fattibile. In effetti, ogni chiesa costruita e ogni sforzo evangelistico compiuto in quei nove anni di residenza in Australia, beneficiarono del suo sostegno economico.

Oltre ai suoi numerosi impegni locali nei territori pionieristici, la Sig.ra White trovò del tempo per scrivere migliaia di pagine di consigli su temi attuali, che attraversavano gli oceani per guidare i responsabili della chiesa. Inoltre scriveva degli articoli settimanali all’interno delle varie riviste Review, Signs e Instructor. Questi impegni gravosi ritardarono la sua opera di scrittura, fino a quando, nel 1898, venne completata e pubblicata l’opera The Desire of Ages. Due anni dopo seguono Thoughts from the Mount of Blessing, Christ’s Object Lessons e Testimonies for the Church, sesto volume, nel 1900.

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17. La Avondale School

Una volta che Dio ebbe manifestata la sua approvazione per una determinata proprietà, fu inaugurata la Avondale Estate.

Pertanto, per incoraggiare i pionieri di tale progetto, la Sig.ra White acquistò una piccola casa adiacente e vi soggiornò per un certo periodo di tempo. Tale scuola doveva diventare, secondo la volontà di Dio, un modello per tutte le scuole formative future.

Per amministrare al meglio il lavoro in continua espansione, nel 1894 il territorio australiano venne organizzato come Unione: la prima Unione della storia degli avventisti del settimo giorno. Uno tra coloro che ebbe un ruolo amministrativo di primo piano in questo senso fu il pastore A.G. Daniells, il quale era stato mandato nel 1886 insieme alla moglie nella Nuova Zelanda quale missionario. La sua collaborazione con Ellen White, insieme alla sua predisposizione ad assecondare i suoi consigli, lo prepararono all’opera che gli sarebbe stato affidata durante la Conferenza Generale del 1901, ovvero quella di presidente della stessa Conferenza Generale.

16. Chiamata in Australia

Durante la sessione della Conferenza Generale del 1891, la Sig.ra White viene chiamata a visitare con urgenza l’Australia, per assistere e consigliare la chiesa nella propria opera di insediamento nel territorio.

Ellen risponde all’appello e arriva in Australia nel dicembre del 1891, accompagnata da suo figlio W.C. White e alcuni suoi assistenti. La sua visita è molto apprezzata in Australia dai nuovi fedeli e i suoi consigli in merito allo sviluppo della chiesa locale risultano fondamentali nell’istituzione di una struttura ecclesiastica in tale continente. Anche qui, visitando la casa editrice della chiesa, Ellen White riconosce i vari macchinari visti nella sua visione del gennaio 1875.

Non molto tempo dopo, Ellen White sente un bisogno pressante di creare un’istituzione formativa in Australia. Pertanto, la gioventù avventista avrebbe potuto conseguire la propria formazione in un ambiente cristiano. Inoltre, si sarebbero potuti formare al servizio molti giovani locali, anche quelli provenienti dalle isole. In seguito ai suoi forti appelli, nel 1892 viene aperta una scuola biblica nella città di Melbourne. Vengono presi in affitto dei locali per due anni circa. Durante questo periodo la Sig.ra White si fa interprete dei piani di Dio relativi allo spostamento della suddetta scuola in una zona rurale. Pertanto scrive e rivolge molti appelli in questo senso.

15. Il Gran Conflitto e Patriarchi e Profeti

Dal momento che il quarto volume de The Spirit of Prophecy sta per essere pubblicato nelle lingue europee, Ellen White si sente in dovere di continuare a descrivere delle scene del grande conflitto, che coinvolgono dei luoghi europei.

Il risultato di tale sforzo è il libro che ha per titolo The Great Controversy, pubblicato per la prima volta nel 1888.

Tornata negli Stati Uniti, Ellen White sceglie come residenza Healdsburg, in California. Tuttavia, partecipa anche alla sessione della Conferenza Generale del 1888 a Minneapolis, nel Minnesota. Nei mesi a seguire viaggia e predica, cercando di unificare la chiesa sotto la dottrina della giustizia attraverso la fede. Nello stesso periodo scrive l’opera Patriarchs and Prophets, che viene pubblicata nel 1890.

14. Ellen White visita l’Europa

Per un certo periodo di tempo, la Conferenza Generale chiede alla Sig.ra White e a suo figlio di visitare le missioni europee.

Durante i preparativi di tale viaggio, molti tra coloro che le stanno vicino si accorgono che il suo stato di salute renderà tale viaggio impossibile. Ellen, tuttavia, ligia al proprio dovere, intraprende il viaggio. La salute la assiste ed ella resta dall’autunno 1885 all’estate del 1887 nei paesi d’Europa.

Partendo dalla sede centrale della chiesa avventista europea a Basilea, in Svizzera, Ellen White visita Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Danimarca, Norvegia e Svezia. Di particolare interesse risulta essere il suo viaggio nella valli valdesi, in Italia. E’ lì che visita dei posti visti in delle visioni precedenti, in relazione al Medioevo e al periodo della Riforma. Sia a Basilea, Svizzera, sia a Cristiana (Oslo), Norvegia, Ellen White riconosce le case editrici viste durante la visione del 3 gennaio 1875, quando vede delle tipografie fuori dall’territorio dell’America del nord. I consigli di Ellen White nei confronti dei responsabili della chiesa europea rappresentano un grande contributo per la messa a punto di politiche e progetti.

13. Morte di James White

Nei successivi due anni il fratello White alterna periodi di discreta salute con periodi di malattia.

Pertanto riesce a continuare la propria opera solo a tratti. Tuttavia, il sovraccarico di lavoro mentale e fisico deteriora le sue energie vitali fino al punto da morire il 6 agosto 1881. Stando a lato della sua bara durante il funerale, Ellen White si impegna a continuare l’opera che le era stata affidata.

Presto Ellen White si ritrova ad operare nella Pacific Coast, ma sente molto la mancanza del suo compagno. Nello stesso periodo scrive il quarto ed ultimo volume della serie Spirit of Prophecy. In esso affronta il periodo storico tra la distruzione di Gerusalemme e gli ultimi tempi. Una volta pubblicato, nel 1884, tale libro viene accolto con grande fervore. Pertanto viene elaborata un’edizione illustrata da distribuire ‘porta a porta’, avente il titolo The Great Controversy Between Christ and His Angels and Satan and His Angels (Il gran conflitto tra Cristo insieme ai suoi angeli e Satana insieme ai suoi angeli). Nell’arco di tre anni vengono vendute 50.000 copie.

12. Gli scritti e i viaggi

Negli anni successivi, Ellen White dedica molto tempo ai suoi scritti, relativi al grande conflitto, alla vita di Gesù e all’opera degli apostoli.

Tutto ciò fu pubblicato attraverso i volumi 2 e 3 de The Spirit of Prophecy, tra il 1877 e il 1878. Nello stesso periodo, il fratello White era molto impegnato nel lavoro di istituzione della Pacific Press ad Oakland, in California. Inoltre si prodigava per raccogliere dei fondi per espandere il Battle Creek Sanatorium e per costruire il Tabernacle a Battle Creek.

Quando i coniugi White visitarono le nuove istituzioni sanitarie a S.Helena, in California, Ellen dichiarò di avere già visto tali edifici e paesaggi durante la visione che le mostrava l’espansione dell’opera nella West Coast. Pertanto fu la terza istituzione della Pacific Coast che vide nella visione del 1874, dopo The Signs of the Times e la Pacific Press. Durante i campi evangelistici nella fine degli anni ’70, Ellen White ebbe modo di parlare davanti ad un pubblico numeroso. Una domenica pomeriggio dell’agosto del 1877, ella si trovò addirittura a parlare davanti a 20.000 persone riunitesi a Groveland, nel Massachussetts. In quella circostanza Ellen fece un’ampia relazione sul tema della temperanza cristiana. I suoi viaggi la portano a viaggiare attraverso il paese in lungo e in largo, fino al nordovest pacifico. Ella scrive senza sosta, partecipa alle sessioni della Conferenza Generale, predica in occasione di campi evangelistici e nelle chiese, tiene delle relazioni davanti a dei gruppi di salutisti e parla nelle piazze delle città e nelle prigioni. Lo stato di salute precario di James White spinge i coniugi White nell’inverno a cavallo tra il 1878 e il 1879 verso il Texas. E’ lì che conoscono Arthur Daniells, che più tardi diventerà il presidente della Conferenza Generale, e sua moglie Mary. Arthur assiste James come infermiere e collaboratore, mentre Mary cucina e si prende cura dell’intera famiglia.

11. Battle Creek College

Nell’autunno del 1874, i coniugi White ritornano nel Michigan. Lì iniziano un lavoro di supporto dell’Istituto biblico, guidano i servizi di liturgia sabatica e partecipano all’inaugurazione del Battle Creek College, il 4 gennaio del 1875.

Quando Ellen White si trova davanti al gruppo di persone, proveniente da stati diversi e riunitosi per tale occasione, ovvero l’inaugurazione del primo istituto di formazione della chiesa, ella espone ciò che le era stato rivelato attraverso una visione il giorno prima. La descrizione relativa all’opera internazionale da compiere da parte della Chiesa Cristiana Avventista del settimo giorno fece comprendere all’assemblea intera, fatta di operai e fedeli, l’importanza del college. Tra l’altro, Ellen White prospettò un’opera di pubblicazione da parte di case editrici estere, nonché un opera ben organizzata portata avanti dagli avventisti in territori in cui mai si sarebbe pensati di arrivare.

10. L’opera di espande

Il successo riscontrato nei campi evangelistici avventisti del Wisconsin e del Michigan negli anni ’60 fece sì che si elaborassero nuovi programmi per gli anni successivi.

James White ebbe un ruolo attivo nel lavoro di programmazione di tali campi e, salute permettendo, nell’opera amministrativa corrispondente. I lunghi periodi di lavoro straordinario nella fase iniziale della chiesa, l’impegno costante nel lavoro editoriale, insieme alle responsabilità quale presidente della Conferenza Generale e di diversi altri comitati di altre istituzioni gli costarono molto in termini di salute. Ellen White accompagnava suo marito nei suoi viaggi, sfruttando ogni occasione per predicare e operare e, tempo permettendo, per scrivere.

L’inverno a cavallo tra il 1872 e il 1873 vede i coniugi White spendersi per rafforzare alcuni progetti di chiesa nella Pacific Coast. Questo viaggio rappresentava il primo tra diversi soggiorni, in un arco di sette anni, trascorsi nella parte occidentale del paese. Durante uno di questi soggiorni, il 1° aprile 1874, Ellen White ebbe una visione che le rivelò in quale modo meraviglioso il lavoro evangelistico si sarebbe espanso non solo negli stati occidentali del paese, ma anche oltreoceano.

Qualche settimana dopo iniziarono dei meeting evangelistici a Oakland, in California, e in corrispondenza con tali programmi, Ellen White inizia a lavorare sulla rivista Signs of the Times (Segni dei tempi).

09. La visione della riforma sanitaria

Due settimane dopo tale evento, James ed Ellen White visitano la città di Otsego, nel Michigan, durante un week-end, per incoraggiare i missionari del posto. Durante la preghiera comune del sabato mattina, Ellen White riceve una visione circa il rapporto tra la salute fisica e la spiritualità.

Pertanto le viene trasmessa l’importanza di alcune regole alimentari, insieme alla cura del proprio corpo. Inoltre le vengono rivelati i benefici dei rimedi naturali – aria fresca, luce del sole, esercizio fisico e acqua pura.

Prima di tale visione non veniva data molta importanza alla cura della salute fisica. Molti pastori stressati erano stati costretti all’inattività a causa del loro stato di malattia.

La visione del 6 giugno 1863 ebbe il merito di suscitare l’interesse in merito alla riforma sanitaria da parte dei leader della nuova organizzazione ecclesiastica.

Nei mesi a seguire viene messo a punto un programma di educazione sanitaria, dal momento che il tema della salute veniva considerato come parte integrante del messaggio della Chiesa Avventista del settimo giorno.

Un primo passo in questo senso fu la pubblicazione di sei opuscoli, ognuno dei quali conteneva 64 pagine, dal titolo Health, or How to Live (Salute, o come vivere), redatti da James ed Ellen White. All’interno di ogni opuscolo veniva inserito un articolo della Sig.ra White. Il tema della salute salì con prepotenza alla ribalta, dopo la morte di Henry White, all’età di 16 anni, e in seguito alla grave malattia di James White.

La leadership della chiesa fu scossa da tali eventi. James White dovette interrompere il proprio lavoro per tre anni. Nel frattempo furono colpiti dalla malattia anche diversi altri ministri di culto. All’inizio del 1866, gli avventisti del settimo giorno iniziarono a progettare, in seguito alle istruzioni date da Ellen White durante il giorno di natale del 1865 (Testimonies for the Church, vol. 1, p.489), un istituto della salute, nel quale si sarebbero curati i malati e in cui si sarebbero date delle istruzioni per la salute.

Inoltre fu pianificato il Western Health Reform Institute (Istituto di riforma sanitaria occidentale), che venne aperto nel settembre del 1866. Mentre i coniugi White si muovevano da e verso Battle Creek, dal 1865 al 1868, le gravi condizioni fisiche di James White spinsero la coppia verso una piccola fattoria in prossimità di Greenville, nel Michigan.

Lontana dalle pressanti incombenze del quartier generale della chiesa, Ellen White ebbe l’opportunità di scrivere. Pertanto iniziò a lavorare su quella che viene considerata la presentazione del grande conflitto storico. Altre rivelazioni le sarebbero state mostrate nel futuro. Nel 1870 fu pubblicato il primo volume de The Spirit of Prophecy, che racconta il periodo dalla caduta di Satana in cielo, al tempo di Salomone.

Improvvisamente si interruppe tale lavoro, per poi riprendere sette anni dopo con un altro volume.

08. La casa a Battle Creek

I diari relativi agli anni a cavallo tra il 1850 e 1860 ci descrivono una Ellen White che oltre a scrivere e a pubblicare si dedica anche ai lavori domestici e ai rapporti d’amicizia con i vicini di casa, in particolare con quelli bisognosi.

Occasionalmente ella da anche una mano nella tipografia, selezionando e rilegando giornali e riviste, quando c’è bisogno di aiuto.

Nell’autunno del 1860 il numero dei membri della famiglia White è salito a sei, con quattro bimbi maschi che hanno un’età che va da poche settimane a 13 anni di vita. Il bimbo più giovane, Herbert, muore purtroppo dopo soli pochi mesi di vita, provocando un primo forte scossone nella famiglia. I primi anni sessanta sono dedicati alla fondazione di nuove chiese, all’organizzazione di conferenze, alla scrittura, ai viaggi e al lavoro personale. Il momento culminante di tale periodo è rappresentato dall’organizzazione della Conferenza Generale degli avventisti del settimo giorno, nel maggio del 1863.

07. La visione del “Gran conflitto”

Una domenica pomeriggio di marzo, nel 1858, nella Lovett’s Grove public school (ora Bowling Green), durante una cerimonia funebre, Ellen White riceve una visione sul conflitto dei tempi tra Cristo, insieme ai suoi angeli e Satana, insieme ai suoi angeli.

Due giorni dopo Satana tenta di toglierle la vita per impedire che trasmetta ad altri ciò che è stato rivelato a lei. Sostenuta, tuttavia, da Dio, nella sua opera, ella inizia a descrivere le scene della visione, nel primo volume del libro Spiritual Gifts, fatto di 219 pagine e intitolato The Great Controversy Between Christ and His Angels and Satan and His Angels (Il Gran Conflitto tra Cristo, con i suoi angeli, e Satana, con i suoi angeli), pubblicato nell’estate del 1858. Tale opera riceve un apprezzamento grandissimo, in quanto fornisce un quadro chiaro del conflitto in atto tra il bene e il male. Si tratta di una descrizione sublime di un conflitto spirituale, in particolare in riferimento agli ultimi tempi della storia del mondo (vedi Early Writings, pp. 133-295).